Bertolini: “Sognavo di essere Rivera, spero che le bambine possano ispirarsi alle mie ragazze“

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Il commissario tecnico che ha portato la Nazionale Italiana di calcio femminile ai Mondiali dopo 20 anni parla della sua squadra: "Hanno tanta qualità e talento, volevano qualificarsi a tutti i costi"

ROMA – C'è un'Italia che al Mondiale ci andrà. Non si tratta di quella allenata da Roberto Mancini, però, ma di quella femminile, capace di qualificarsi ai Mondiali del 2019 in Francia classificandosi prima nel proprio girone di qualificazione. L'artefice di questa impresa è Milena Bertolini, commissario tecnico che ha riportato la nazionale femminile nel più importante torneo internazionale dopo vent’anni di assenza e che vanta un notevole palmares di coppe e scudetti vinti sia da calciatrice che allenatrice di club. 

"Mi piace Zeman, ma ammiro molto anche Ancelotti e Guardiola", ha confessato Bertolini in un'intervista esclusiva al portale Vivoazzurro.it. "Da piccola non avevo idoli calcistici, ma quando giocavo da sola, essendo tifosa del Milan, immaginavo di giocare come Rivera, anche se chiaramente non avevo il suo talento. Seguivo anche altri sport: amavo l’atletica leggera, mi piacevano Sara Simeoni e alcune atlete finlandesi che praticavano il lancio del giavellotto".

OAS_RICH(‘Bottom’); L'IMPRESA DELLA NAZIONALE FEMMINILE: AI MONDIALI DOPO 20 ANNI – Grazie alla vittoria per 3-0 sul Portogallo nella penultima partita delle qualificazioni europee, la squadra azzurra si è qualificata per la manifestazione iridata in Francia del 2019 con un ruolino di marcia impressionante: sette vittorie su sette, 18 gol fatti, solo due reti subite e qualificazione raggiunta in anticipo. La ct ha spiegato la chiave di questo storico successo. "E’ stata decisiva la forte motivazione delle ragazze che volevano qualificarsi a tutti i costi – ha detto Bertolini – hanno qualità e talento; io sono riuscita a farglielo capire, lavorando molto sull’autostima e sulla fiducia". 

Sull’importanza dell'attenzione mediatica che le azzurre hanno ricevuto dopo la qualificazione al Mondiale, Bertolini non ha dubbi: "Credo che sia molto importante, poiché aiuta a fare conoscere il movimento, le ragazze e crea punti di riferimento per le nuove generazioni. Mi auguro che la crescente notorietà di alcune calciatrici spinga molte le bambine a emularle e le avvicini al gioco del calcio".

In Francia non sarà facile imporsi contro nazionali ben più collaudate di quella italiana, ma Bertolini non fa drammi: "E' vero, siamo indietro rispetto alle favorite, come ad esempio Usa, Giappone, Germania e Brasile che sono più forti sulla carta. Lo sappiamo, ma d’altra parte siamo indietro anche nel ranking e il nostro movimento calcistico conta meno tesserate. Tuttavia, abbiamo diversi mesi per cercare di crescere ancora un po’ e, magari, arrivare al Mondiale da outsider. Le qualità tecniche, le conoscenze tattiche e le forti motivazioni sono i punti di forza di questo gruppo".

 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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