Stadio Roma, lascia Lanzalone Sta facendo esplodere l’M5s: la tremenda accusa a Grillo

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Si è dimesso Luca Alfredo Lanzalone, il presidente di Acea coinvolto nell’inchiesta sulle tangenti relative allo stadio della Roma. Lo ha comunicato in una nota la stessa società municipalizzata capitolina di luce, acqua e gas. Lanzalone è finito in arresto insieme ad altre 8 persone, mentre sono 16 gli indagati tra cui Paolo Ferrara, capogruppo M5s in Comune.

La sindaca Virginia Raggi aveva sottolineato come in questa vicenda "il Comune, i romani e la As Roma sono la parte lesa", preannunciando querele per chi legasse lo scandalo giudiziario al Movimento. Il vicepremier Luigi Di Maio, leader grillino, aveva chiesto le dimissioni di Anzalone: "Chi sbaglia deve pagare, non c’è presunzione di innocenza per reati così importanti". E la capogruppo M5s in Regione Roberta Lombardi, chiamata in causa per presunti "favori" dal costruttore Luca Parnasi, considerato dagli inquirenti il "motore" delle mazzette, se l’era presa a sua volta con i vertici del partito per aver scelto Lanzalone, tirando in ballo lo stesso Beppe Grillo che dopo averlo messo alla prova a Livorno nella giunta grillina di Filippo Nogarin lo ha consigliato alla Raggi per la spinosissima questione stadio e cubature annesse. L’ormai ex presidente di Acea (carica che lo stesso Di Maio ha ammesso essergli stata conferita come "ricompensa per l’ottimo lavoro svolto" sullo stadio) è indicato dalle carte come il "facilitatore" che perorava la causa di Parnasi nel dossier stadio tanto da meritarsi dal costruttore il nomignolo di "Mister Wolf", l’uomo che risolveva problemi nel film Pulp fiction di Quentin Tarantino. Qua, di problemi, ne ha creati ma per i 5 Stelle. 

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[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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