Migranti, nave Usa: “Visti dodici corpi in acqua, ma poi non trovati“

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L’unità americana Trenton ha messo in salvo 41 superstiti, ha avvistato dodici corpi senza vita in acqua. Ma poi la barca di salvataggio “non li ha trovati”. In soccorso anche la nave ong Sea Watch, che non potendo attraccare in un porto italiano, ha rifiutato il trasbordo dei sopravvissuti 

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14 giugno 2018Nel “cimitero” del Mediterraneo altri dodici corpi. Una nave della Marina militare americana ha prestato soccorso a un barcone carico di migranti in difficoltà; ha tratto in salvo 41 persone, ma per quei dodici migranti morti durante la traversata non ha potuto fare niente. Neppure portarli a bordo per poi dare loro una sepoltura. 

La prima ipotesi circolata è che la nave non avesse celle frigorifere, per conservare le salme. Poi invece la US Naval Forces Europe ha ricostruito sul suo sito le fasi del soccorso e precisato che la nave, Trenton, “ha visto circa 12 corpi senza vita in acqua. L’equipaggio ha dato priorità al recupero di coloro che avevano bisogno di aiuto immediato. La barca di salvataggio ha poi cercato quei corpi, ma non li ha trovati”. 

La USNS Trenton appartiene alla Sesta Flotta Usa, con base a Napoli, e martedì ha fatto sapere di aver “prestato soccorso a uomini in mare in difficoltà, incontrati durante operazioni di routine nel Mare Mediterraneo”. I migranti sono stati così presi a bordo e un comunicato della Marina americana ha precisato che “le autorità statunitensi si sono coordinate “con i nostri partner internazionali per determinare la loro destinazione definitiva”. La Trenton è al largo di Augusta. “Se necessario – si legge ancora nel sito – le navi della US Navy sono in grado di conservare i resti in deposito refrigerato”.

La vicenda è stata riportata inizialmente dall’ong Sea-Watch. “La nave militare americana ci aveva contattato perché stava effettuando un salvataggio di 41 migranti” naufragati al largo della Libia “e si stava anche occupando del recupero di 12 cadaveri in mare. Noi ci siamo avvicinati alla loro posizione, loro ci sono venuti incontro e per 24 ore siamo rimasti così”, ha raccontato all’Ansa, Federica Mameli, una collaboratrice della Sea-Watch, la nave della ong tedesca contattata dalla Trenton.  “Eravamo disposti al trasbordo ma volevamo prima che ci fosse assegnato un porto sicuro, ragionevolmente vicino – ha spiegato – Ciò non è avvenuto e quindi la nave americana si è allontanata e noi abbiamo perso il contatto”. 

Sea-Watch ha fatto poi fa sapere che non avrebbe preso a bordo i 41 migranti a causa del rifiuto dell’Italia di indicare un porto dove attraccare. 

“Il governo italiano si sta rendendo complice di un’emergenza umanitaria, contribuendo a rendere il Mediterraneo un cimitero”. Così Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, che continua: “La nave Trenton della flotta statunitense ha fatto quanto possibile per soccorrere i migranti dispersi in mare. L’indisponibilità italiana all’attacco in un porto certo ha fatto sì che la nave della ong tedesca Sea-Watch non si facesse carico del trasbordo, costringendo così i militari della Trenton ad abbandonare in mare le salme. Non si tratta più solo di scelte di politica estera – sottolinea la deputata Dem – Salvini, vero dominus del governo, con continui proclami e atti di forza, si comporta come se fosse in campagna elettorale, rendendo tutti complici di una tragedia”.

La nave Aquarius cambia rotta
Intanto in un tweet l’ong Sos Mediterranee ha annunciato che la nave Aquarius ha cambiato rotta. Una decisione presa a causa del maltempo. “Dattilo, la nave della Guardia Costiera italiana che guida il nostro convoglio, ha deciso di cambiare rotta. Aquarius – aggiunge infatti la Ong – proseguirà lungo la costa orientale della Sardegna per ripararsi dal maltempo altrimenti insopportabile per le persone a bordo, esauste, scioccate e con il mal di mare”. 

[ Fonte articolo: Rai News ]

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