Dieselgate, Volkswagen pagherà un miliardo di euro di multa in Germania

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Cinque milioni per mancata supervisione, il resto per illegittimi benefici economici

Il gruppo Volkswagen ha sei settimane di tempo per versare un miliardo di euro di multa. Si tratta della sanzione decisa dalla Procura di Braunschweig, quella che da più tempo si occupa dello scandalo delle emissioni truccate, soprannominato Dieselgate. Il colosso tedesco dell’auto ha fatto sapere di accettare il provvedimento e di non voler ricorrere contro di esso.  

 

Nel caso, scaturito nel 2015 dalla scoperta dell’installazione su alcuni modelli diesel di un programma che alterava le emissioni di NOx dei motori, le autorità hanno contestato alla società la mancata supervisione.  

 

Seppur importante, la sanzione che il gruppo deve versare nelle casse del Land della Bassa Sassonia non è paragonabile a quella americana, 14,7 miliardi di dollari. Una vicenda quasi paradossale, perché il Land è il secondo azionista del gruppo (e con diritto di veto) e i suoi rappresentanti siedono nel Consiglio di Sorveglianza. Insomma: il controllore che non ha controllato (o ha controllato male o non abbastanza) incassa i soldi per una violazione che non ha saputo impedire. La notizia della multa è arrivata ieri sera a Borsa chiusa e ha influito poco sulle successive contrattazioni: la flessione del titolo è stata dello 0,2%. 

 

La multa è composta da due voci: 5 milioni per la violazione alle norme sugli obblighi di controllo e 995 milioni per gli illegittimi benefici economici ottenuti grazie all’installazione del software proibito. I legali del gruppo, che ha riconosciuto le proprie responsabilità, sono fiduciosi e sembrano contare sul fatto che il provvedimento finirà con il contribuire alla chiusura di varie vertenze, forse addirittura su scala europea.  

 

L’Unione Nazionale Consumatori italiana ha commentato la sanzione: “Dimostra come l’Italia continui ad essere la Cenerentola anche d’Europa nella tutela dei diritti dei consumatori”, ha dichiarato il suo presidente Massimiliano Dona. Nel Belpaese l’Antitrust ha multato il gruppo con 5 milioni di euro. Dona ha ricordato come la class action italiana abbia “le armi spuntate, non essendo previsto il danno punitivo”.  

 

Intanto, in Germania altre Procure tedesche stanno ancora conducendo inchieste legate al dieselgate e giusto l’altro giorno è stato ufficialmente indagato il Ceo di Audi, Rupert Stadler.  

 

Il nuovo Ceo di Volkswagen Group, Herbert Diess, nel frattempo cementa il suo potere. Dopo essere già stato nominato presidente del Consiglio di Sorveglianza di Audi, sembra destinato a ricoprire la stessa carica anche in Seat e Skoda. Il successore di Matthias Müller sembra disporre così di un’influenza ancora superiore a quella di Martin Winterkorn, il top manager costretto a dimettersi dopo l’esplosione del dieselgate. 

 

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[ Fonte articolo: La Stampa ]

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