Conte domani a Parigi. Macron: mai voluto offendere Italia e italiani

0

Alla fine il disgelo politico e diplomatico tra Italia e Francia dopo le ore calde della crisi sulla gestione della nave Aquarius arrivato. Il premier Giuseppe Conte sar domani a Parigi, dove pranzer con il presidente francese Emmanuel Macron. Il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno confermato l’impegno della Francia e dell’Italia a prestare i soccorsi nel quadro delle regole di protezione umanitaria delle persone in pericolo, si legge in una nota di Palazzo Chigi. La nota ha fatto il punto sulla telefonata notturna tra i due leader, che di fatto ha consentito di stemperare le tensioni. A chiamare stato il presidente francese.

Nella nota pubblicata qualche minuto dopo dall’Eliseo, a conferma del vertice di domani tra i due leader, viene messo in evidenza che Macron, nel corso del colloquio telefonico di ieri sera con Conte, ha sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l’obiettivo di offendere l’Italia e il popolo italiano.

Macron mi ha detto che le frasi rivolte all’Italia non sono attribuibili a lui, ha confidato Conte in mattinata. E alla domanda se dopo la telefonata con Macron, il caso Italia-Francia, nato dalle dichiarazioni francesi sulla vicenda Aquarius, fosse da considerare definitivamente chiuso, il presidente del Consiglio ha risposto: Direi assolutamente di s. Adesso per bisogna lavorare alla riforma del regolamento di Dublino.

Ulteriori indicazioni sui contenuti della telefonata chiarificatrice tra i due leader sono emersi nella nota di Palazzo Chigi. Il Presidente della Repubblica – si legge ancora nel documento italiano – ha ricordato di aver sempre difeso la necessit di una solidariet europea accresciuta nei confronti dell’Italia. L’Italia e la Francia devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per una politica migratoria efficace con i paesi di origine e di transito attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e un meccanismo di solidariet nella presa in carico dei rifugiati. Macron e Conte hanno convenuto che, in vista del Consiglio Europeo di fine giugno, sono necessarie delle nuove iniziative da discutere insieme.

Gi questa mattina, prima che da Palazzo Chigi arrivasse la conferma del vertice di domani tra Conte e Macron, la sensazione era che si stesse andando nella direzione di una normalizzazione dei rapporti tra i due paesi. Il vicepremier Di Maio aveva chiarito la linea dell’esecutivo in un’intervista a Rtl 102.5: Finch non arriveranno le scuse, noi non indietreggiamo. Una posizione analoga era stata espressa nelle ore precedenti dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il leader pentastellato aveva anche commentato la telefonata notturna: Possiamo dire che la notte ha portato consiglio, aveva osservato. Aspettiamo di vedere cosa il presidente decider io lo reputo un primo segnale di disgelo. Pochi minuti dopo, la conferma dell’incontro di domani.

Tocca alla Francia vedere di riportare a toni pi urbani le sue dichiarazioni sulla questione migranti, stato il commento a caldo, espresso a pochi minuti dalla conferma del vertice italo francese, del ministro degli Esteri Enzo Moavero. Intervenuto in mattinata alla cerimonia per l’anniversario della Commissione Fulbright alla Farnesina, il ministro degli Affari esteri ha spiegato che, per quanto riguarda le questioni di fondo, dobbiamo discuterne nelle sedi europee. Il responsabile della Farnesina ha infine ricordato che l’Italia, nel corso di questi anni ha fatto sempre il suo dovere e continuer a farlo ma la questione va affrontata dall’Europa perch una questione europea.

In linea con il messaggio lanciato da Moavero Milanesi sono le parole della ministra francese per gli Affari europei Nathalie Loiseau. Quel che pensiamo che l’Europa non sia stata abbastanza vicina all’Italia nella crisi migratoria – ha detto -. Il peso dell’accoglienza e dell’esame delle domande di asilo ha poggiato troppo sull’Italia, ci sarebbe voluta una presenza europea molto pi forte. Bisogna mettere a punto un meccanismo europeo per aiutare l’Italia, un’idea che la Francia ha sempre difeso, e per fare questo dobbiamo lavorare insieme. Loiseau ha fatto riferimento a una relazione emotiva tra Francia e Italia e per fortuna la volont di lavorare insieme prevale sempre.

In questi giorni di aspro scontro sulle strategie di gestione dei flussi migratori interviene anche papa Francesco. Le responsabilit nei confronti dei migranti devono essere condivise a livello internazionale e occorre sempre ispirarsi ai valori della giustizia, della solidariet e della compassione, ha sottolineato in un messaggio ai partecipanti al Colloquio Santa Sede – Messico sulla migrazione internazionale. Occorre un cambiamento di mentalit – ha aggiunto -: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla nostra comodit allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori pu apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra societ. Perci, l’atteggiamento fondamentale quello di andare incontro all’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo. Nella questione della migrazione, dunque, non sono in gioco solo numeri, bens persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni. Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio.

Storie che celano drammi. Marted mattina la Trenton, la nave militare della Us Navy ha soccorso un gommone di migranti che si era rovesciato recuperando 40 superstiti e 12 corpi. Era la prima volta che interveniva in un’operazione di soccorso. Non avendo le celle frigorifere per le salme, l’imbarcazione ha dovuto lasciare i corpi in mare. La nave militare americana – ha raccontato Federica Mameli, una collaboratrice della Sea-Watch, la nave della ong tedesca contattata dalla Trenton – ci aveva contattato perch stava effettuando un salvataggio di 41 migranti naufragati al largo della Libia e si stava anche occupando del recupero di 12 cadaveri in mare. Noi ci siamo avvicinati alla loro posizione, loro ci sono venuti incontro e per 24 ore siamo rimasti cos. Eravamo disposti al trasbordo ma volevamo prima che ci fosse assegnato un porto sicuro, ragionevolmente vicino – ha spiegato -. Ci non avvenuto e quindi ieri sera la nave americana si allontanata e noi abbiamo perso il contatto.

© Riproduzione riservata

[ Fonte articolo: Il Sole 24 Ore ]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*