Citroën Traction Avant, che storia

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Ha spianato la stada alla DS, un modello che nacque da un progetto André Lefèbvre che fu rifiutato da Louis Renault

 
Il 3 ottobre 1934 segna una data importante nella storia del marchio Citroën. Quel giorno infatti venne presentata al salone di Parigi la Traction Avant vettura innovativa prodotta in grande serie che, nelle varie versioni, raggiunse quasi le 760.000 unità. La vettura rispecchiava la filosofia del fondatore dell’azienda, André Citroën, che puntava a “democratizzare” la tecnologia perché, come spesso ripeteva, “il progresso è nulla senza la sua diffusione”.
 
Per arrivare però alla realizzazione di questa vettura il percorso non fu certo semplice, e tutto ebbe inizio quando André Citroën fu contattato telefonicamente da Gabriel Voisin, un industriale francese che durante la Prima Guerra Mondiale aveva fornito alle forze armate francesi oltre diecimila aerei e che era poi passato alla produzione di auto di lusso.
OAS_RICH(‘Bottom’); Voisin, che a causa della crisi economica stava attraversando un momento di difficoltà, chiamò André Citroën per segnalargli un suo dipendente, André Lefèbvre, ex-pilota da corsa, progettista aeronautico, poi prestato al mondo dell’automobile che, alla ricerca di un altro impiego, era approdato la fabbrica di Louis Renault.
 
Però André Lefèbvre era un “visionario”, un innovatore, mentre Louis Renault era un conservatore incallito, inevitabile quindi una rapida risoluzione del rapporto lavorativo che si concluse bruscamente quando un giorno Lefèbvre si presentò da Renault con una cartella di progetti per una vettura a trazione anteriore: “Vede, Patron, noi abbiamo sempre sbagliato: le ruote anteriori sono quelle che devono imprimere il moto, in modo tale di dirigere la vettura nella direzione impostata dal conducente e non spingerla fuori strada con le ruote di dietro!”.
 
La validità del concetto era lampante ma Lefèbvre non riuscì nemmeno a finire di esprimerlo che Renault lo cacciò e fu costretto a tornare da Gabriel Voisin in cerca di consigli. Voisin ritenne che l’unico in grado di di petterlo concretamente in pratica fosse André Citroën, il quale effettivamente si dimostrò subito entusiasta e quando incontrò l’ingegnere Lefèbvre esclamò: “Giovanotto, la sua idea è fantastica: esattamente quello che volevo!”.
 
Così, alla fine del mese di marzo del 1933, Citroën affidò a Lefèbvre l’incarico di realizzare il suo progetto, con il sostegno dei suoi migliori collaboratori, ovvero lo stilista Flaminio Bertoni e l’ingegnere franco-brasiliano Robert Dimitri Sensaud de Lavaud, che avrebbe dovuto dotare la nuova vettura addirittura di un moderno cambio automatico con convertitore di coppia.
In breve tempo il team che si era formato realizzò la Traction (così fu ribattezzata la “7”), anche se equipaggiata con un cambio meccanico tradizionale al posto della preventivata trasmissione automatica.
 
“Il 23 marzo del 1934 un gruppo selezionato di concessionari ebbe la possibilità di vederne una – ricordano al quartier generale – Era bassa: la trazione anteriore eliminava la necessità dell’albero di trasmissione e del differenziale al ponte posteriore. Filante: Lefebvre la voleva aerodinamica e Bertoni prese spunto dalle aggraziate forme di un cigno, un cigno nero incredibilmente bello. Era diversa: essendo così bassa, rivoluzionava anche il modo di intendere l’automobile. Non c’erano i predellini perché non si doveva più “salire in vettura”: era sufficiente accomodarsi a bordo, nelle grandi e comode poltrone di cui era dotata.
La sospensione a barre di torsione garantiva comfort e tenuta di strada. Unita alla trazione anteriore la rendeva imbattibile e imprendibile (e non a caso fu l’auto dei gangster e successivamente dei “maquis”, i partigiani francesi), l’aerodinamica le permetteva di percorrere 13/14 chilometri con un litro e la faceva viaggiare sul filo dei 100 orari”.
 
La presentazione ufficiale avvenne poi il 18 aprile del 1934 annunciando tre motorizzazioni: 7, 11 e 22 (numeri che indicavano la potenza fiscale francese), a quattro e otto cilindri, anche se quest’ultima non entrò mai in produzione.
Oltre alla Traction Avant berline furono prodotte versioni con carrozzeria limousine, familiare, coupé e roadster, queste ultime due disegnate da Jean Daninons, futuro fondatore della Facel Vega, e complessivamente la produzione arrivò a sfiorare le 760.000 unità. (m.r.)

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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