Stadio Roma, cosa è successo?

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Stadio Roma, cosa è successo?

(foto dal sito stadioroma.com)

9 persone arrestate, 16 indagati, politici e imprenditori coinvolti, e uno stadio ancora da costruire. Stamattina i carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Roma hanno fatto scattare le manette per corruzione nei confronti di diverse persone, nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Una vicenda che però non ha nulla a che fare né con la società giallorossa, né con la sindaca di Roma, Virginia Raggi, la quale, come ha spiegato il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo, “non c’entra nulla con il procedimento”.

COSA E’ SUCCESSO – L’operazione dei carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, è scattata alle prime luci dell’alba. I militari hanno eseguito gli arresti emessi dal gip: per 6 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 3 gli arresti domiciliari. Le accuse sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione.

CHI E’ COINVOLTO – Fra gli arrestati ci sono politici e imprenditori. Sono coinvolti il vicepresidente del Consiglio Regionale e coordinatore Forza Italia Provincia di Roma, Adriano Palozzi, l’imprenditore Luca Parnasi e l’avvocato Luca Lanzalone, presidente Acea. Lanzalone, prima dell’indicazione per il vertice di Acea (di cui il Comune detiene il 51%) aveva seguito come consulente legale il dossier sullo stadio della Roma per conto proprio dell’amministrazione Raggi.

Tra gli arrestati c’è anche l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita del Pd. Civita, attualmente consigliere regionale dem, si trova ai domiciliari, così come il presidente di Acea, Luca Lanzalone, e il vicepresidente del Consiglio Regionale e coordinatore Forza Italia Provincia di Roma, Adriano Palozzi. In carcere invece l’imprenditore Luca Parnasi e cinque suoi collaboratori.

Indagati inoltre il capogruppo del M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara, Davide Bordoni, capogruppo capitolino di Forza Italia, e Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma. Su Bordoni c’è un’intercettazione nelle mani degli inquirenti in cui si farebbe riferimento a una tangente ma senza parlare dell’importo.

IL POST DI RAGGI – La sindaca di Roma Virginia Raggi ha commentato così gli arresti: “Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità”. Quindi ha precisato: “Al momento non esprimiamo nessun giudizio, aspettiamo di leggere le carte”. In ogni caso, ha aggiunto la sindaca, “se è tutto regolare spero che il progetto possa andare avanti”. Ieri, in un post pubblicato su Facebook la sindaca avvisava: “Lo stadio di Tor di Valle si avvicina”, osservando che era scaduto “il tempo per presentare osservazioni al progetto”. “Ne sono arrivate 31 – spiegava Raggi -. E già da questa mattina ci siamo messi al lavoro per rispondere nel merito. Non perdiamo tempo”.

IL PROGETTO – Il progetto iniziale dello stadio della Roma è stato rivoluzionato a partire da un taglio delle cubature, circa il 50%, previste dalla versione iniziale del progetto sul nuovo impianto della società giallorossa. Anche per la parte relativa al Business Park le cubature sono state tagliate del 60%, così come i tre grattacieli previsti nel progetto originario, il ‘Trilogy’ di Libeskind, che non esiste più. Priorità è stata data alle opere di urbanizzazione utili alla città e ai romani: il progetto dello stadio prevede infatti una convenzione con i costruttori.

STADIO A RISCHIO? – A seguito della vicenda giudiziaria, il Codacons ha chiesto “il blocco immediato” del progetto di Tor di Valle e si è costituito parte offesa. “Lo Stadio della Roma non potrà essere realizzato, almeno per il momento – ha scritto l’associazione – e la Procura deve disporre il blocco immediato dell’intero progetto”. L’associazione ha poi fatto sapere che presenterà istanza urgente alla Procura chiedendo il sequestro di tutti gli atti amministrativi relativi allo stadio, e la sospensione dell’iter per la realizzazione del progetto di Tor di Valle.

LE REAZIONI – Diverse le reazioni da parte del mondo politico. A partire dalla senatrice del Pd, Monica Cirinnà che scongiura il blocco del progetto. “Dopo il blocco delle Olimpiadi e delle altre infrastrutture, che ha portato all’immobilismo, non si blocchi anche lo stadio della Roma” ha detto. A intervenire sulla vicenda anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: “Lo stadio della Roma non è più la colata di cemento che doveva essere – ha detto -. Ma noi siamo il M5S, chiunque ha sbagliato deve pagare: non guardiamo in faccia a nessuno”.

[ Fonte articolo: ADNKRONOS ]

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