“Non esiste il diritto d’invasione. E gli immigrati…“ Vittorio Feltri, la scomoda verità che non vi dicono

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Quanti discorsi oziosi sulla immigrazione. Si dice e si ripete che esistono accordi internazionali sul dovere di accoglienza. Ed è vero. I patti in materia sono stati fatti, ma sono sbagliati e penalizzano l’ Italia. Pertanto, come tutto ciò che è errato va corretto, riscritto. Altrimenti è lecito sgarrare.
Il nostro Paese non è in grado di ospitare orde di neri, non ha i mezzi per mantenerli. Quindi fa bene Salvini a chiudere i porti. Li apra qualcun altro più generoso di noi che finora li ha tenuti gelosamente chiusi allo scopo di non farsi occupare.

Non esiste il diritto di invasione. Noi non siamo cattivi, abbiamo dato asilo a cani e porci per anni, ora non siamo più in grado di continuare a farlo.

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Pieni di stranieri, non sappiamo dove metterli, se non in strada, abbandonandoli al loro destino di poveracci senza casa, senza reddito, senza vitto, gente che piscia nelle aiuole di Milano perché priva anche di un cesso. Uomini e donne finché sono in mare, in balia delle onde, ci spingono a soccorrerli, poi, quando giungono sulla penisola, non essendo noi capaci di offrire loro una vita decente, lasciamo che bivacchino, delinquano per sostenersi, li chiudiamo in galera.
I cretini che vanno nel Mediterraneo a trarli in salvo, li caricano su piroscafi e li vomitano qua, dopo di che se ne disinteressano.

Forse riscuotono la tariffa del viaggio, quindi se ne fregano dei disperati, affidando a noi l’ onore di proteggerli. Trattasi di operazioni delinquenziali. Vanno interrotte.
Fa bene Salvini, un eroe, a chiudere i nostri scali.
Le navi straniere che raccattano tra i flutti i naufraghi compiono un’ opera buona, ma ne compiono una pessima se invece che portarli a casa propria li portano alla nostra. Se li tengano. Siamo stanchi di essere buoni, anzi buonisti, e anche di passare per fessi.

L’ Europa non solo non riceve più nessuno dall’ estero, ma pretende che noi, invece, si seguiti a spalancare l’ uscio a chiunque. Ma che vada all’ inferno. Non vogliamo essere il ricettacolo di africani allo sbando, ci bastano i nostri sfigati.

Amare il prossimo è giusto, ma amare il lontano è complicato.
Partono sui gommoni donne incinte che partoriscono durante la traversata? Ci addolora, ma consigliamo alle partorienti di non avventurarsi in mare se consapevoli di essere in procinto di dare alla luce un bimbo. Rimangano nel Continente Nero, si diano da fare coi loro mariti per migliorare le proprie condizioni.

Noi non possiamo emendare il mondo facendolo trasferire in toto da queste parti. Cosa volete che importi a un pirla di Abbiategrasso se un altro pirla nigeriano fatica a mettere insieme il pranzo con la cena? La solidarietà è un sentimento nobile, ma non estensibile a qualunque latitudine.
Non siamo all’ altezza di soccorrere l’ umanità in qualsiasi angolo del globo. Difendere i confini della Patria non è un piacere ludico bensì un obbligo.

Un’ultima e ripetitiva considerazione. I cristiani dicono di amare il prossimo come se stessi, ma non più di se stessi. E se non ti ami abbastanza e ti fai soverchiare da ogni miserabile come puoi volergli bene?

di Vittorio Feltri

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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