Rebecca Bianchi, il “fiorellino“ torna in pista

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Sempre più bella e determinata, la pilota e Istruttrice 22enne parteciperà al Campionato Europeo Femminile 600 Stock Women’s Cup in sella alla nuova Yamaha R6 con il Team Berclaz Racing

E' sempre più bella e grintosa Rebecca Bianchi. L'abbiamo conosciuta nel 2013, quando appena 19enne domava con disinvoltura una moto 600cc. in pista e, con la sua tuta a fiorellini rosa, teneva testa agli avversari di sesso maschile, sorpassando e accelerando da vera professionista. Una ragazza che non passa inosservata con i suoi lunghi capelli biondi, il viso angelico, il fisico mozzafiato e il sorriso dolce. A guardarla non diresti mai che è una pilota di moto e una Istruttrice di guida sicura in pista. E invece, una volta infilati tuta e casco, non ce n'è per nessuno…

Rebecca, quali sono stati i momenti salienti della tua carriera negli ultimi 3 anni?
"Nel 2014 ho debuttato al Campionato Europeo 600 Stock, unica ragazza presente nel contesto del Mondiale SBK. Partecipare all’Europeo è stato un traguardo davvero importante per me che non mi sarei mai aspettata. Per problemi di sponsor però ho dovuto smettere di gareggiare senza finire il campionato".

E oggi in che campionato stai gareggiando?
"Quest’anno parteciperò al Campionato Europeo Femminile 600 Stock Women’s Cup in sella alla nuova Yamaha R6 con il Team Berclaz Racing. Il Campionato è organizzato dalla FFM, Federazione Francese Motociclistica, e prevede 3 gare in Francia: il 15 aprile a Le Mans, il 13 maggio a Ledenon e il 2 giugno a Magny cours".

Qual è stata la tua vittoria più emozionante?
"Vincere la 200 Miglia al Mugello nel 2012 penso sia stata la vittoria più importante ed emozionante per me. Venivo da due brutti infortuni che per la prima volta in tutta la mia carriera mi avevano fatto mettere in discussione se continuare o meno con le gare. Ho usato questa gara come “test” e direi che vincere mi ha aiutata a superare la crisi al meglio".

E la sconfitta più amara?
"La sconfitta più amara l’ho avuta quando nel 2014 ho deciso di ritirarmi dal mondo delle corse. Al giorno d’oggi i piloti devono trovare sponsor per permettersi di pagare il Team… Mi sono ritirata nel momento in cui stavo emergendo nella categoria 600 e mi è sempre rimasto l’amaro in bocca".

C'è una gara che ricorderai per sempre?
"Nel 2011 il Team per cui correvo mi ha proposto di partecipare all’ultima gara di Campionato Italiano Femminile come Wild Card, avevo 17 anni e non avevo ancora molta esperienza con la Yamaha R6. Poco prima della partenza mi ricordo che era venuto un diluvio che aveva fatto ritardare la partenza di un’ora. Ero molto tesa sia perché non avevo esperienza sul bagnato, sia parchè mi confrontavo con pilotesse molto più forti di me. Dopo due giri dalla partenza ho preso la testa della gara passando al comando ed ho vinto la gara. Direi che è stata una vittoria inaspettata ma che mi ha aiutata a prendere fiducia".

Chi è il tuo punto di riferimento, colui o colei che ti incoraggia o ti fa "i cazziatoni" a seconda dei casi?
"Il mio ragazzo. Essendo anche lui pilota sa starmi sempre vicino soprattutto nel momento del bisogno. Anche durante gli allenamenti mi incoraggia molto e mi aiuta a non perdere mai di vista i miei obiettivi".

Obiettivo di questa stagione?
"Penso che l’obiettivo di tutti i piloti sia quello di vincere. Il mio obiettivo è quello di dare il massimo per arrivare alla vittoria, sarà dura ma ce la metterò tutta".

Anche il tuo fidanzato è un pilota di moto, un amore sbocciato in pista?
"Sì, quest’anno parteciperà alla Coppa del Mondo Super Stock 1000. Ci siamo conosciuti nei campi di gara 2 anni fa. La prima volta che siamo usciti ricordo che ero un po’ scettica perché non mi sono mai piaciuti i piloti, ma lui devo dire che si è rivelato diverso da tutti gli altri".

Come riuscite a conciliare la vostra storia e gli impegni dei rispettivi campionati?
"Quest’anno saremo spesso in viaggio per gare e test ma fortunatamente facciamo parte dello stesso Team, perciò i test li facciamo insieme, e per le gare, non essendo in concomitanza, io seguo lui e viceversa. Facciamo anche parte della Moto Racing Engineering Riding School, una scuola di guida sicura in pista, quindi riusciamo anche a lavorare insieme come Istruttori".

Progetti per il futuro?
"Punto a sfruttare ancora un po’ di anni per dedicarmi al mondo delle gare e togliermi altre soddisfazioni, in più vorrei avviare al meglio la Moto Racing Engineering Riding School, in modo da potermi dedicare in futuro all'attività di Istruttrice a tempo pieno".

Il tuo sogno nel cassetto?
"Mi piacerebbe arrivare al mio limite, poter dire che ho raggiunto il livello massimo come pilota in sella alla moto perfetta".

Ti rifaccio la stessa domanda della nostra ultima intervista: Rebecca tra 10 anni, come ti vedi?
"Moglie, mamma e Istruttrice di moto".

Quando avrai una figlia o un figlio, li farai correre in moto?
"Onestamente mi è capitato più volte di pensarci e credo che se mi chiedessero loro di farlo sì, altrimenti non ne farei assolutamente un dramma…"

Vista la tua esperienza pluriennale nonostante la giovane età, anche come Istruttrice, un consiglio ai ragazzi eOAS_RICH(‘Bottom’); alle ragazze che vogliono intraprendere questa carriera.
"Ormai è 16 anni che guido le moto, calcolando che ho 22 anni è tanto tempo. Ai ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera voglio dire di non arrendersi mai e di credere sempre nei propri sogni".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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