Jaguar Land Rover, l’innovazione è donna

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Il Gruppo inglese ha un team tutto femminile per gestire l'immagine. Ecco le sue strategie

L’attività manageriale per una donna è un percorso in salita, caratterizzato da un impegno totale e da una doppia identità, prima sociale e poi familiare, affettiva. Se poi la donna in questione si occupa di relazioni esterne per una multinazionale e ricopre un ruolo itinerante che la obbliga ogni giorno a fare scelte importanti, quel percorso in salita appare ancora più complesso. Ma a maggior ragione affascinante, una sfida imperdibile che solo i cuori più nobili hanno il coraggio di affrontare.

Lidia Dainelli, direttore Pubbliche Relazioni e Stampa per Jaguar Land Rover Italia S.p.a., questa sfida non solo l’ha accolta ma l’ha definitivamente vinta: i suoi occhi chiari e il suo temperamento calmo e determinato raccontano senza parole la storia di una persona forte, che con la competenza è riuscita a farsi rispettare e con la passione e la creatività a diventare un punto di riferimento per un Gruppo simbolo in tutto il mondo di tradizione e prestigio.
L’abbiamo incontrata a Padova in occasione di Auto e Moto d’Epoca, kermesse cui Jaguar Land Rover, il Gruppo che rappresenta i due storici ed iconici brand automobilistici britannici, partecipa quest’anno per la seconda volta consecutiva, testimone del connubio perfetto fra passato e futuro, tradizione e innovazione.
“Il mio percorso lavorativo è stato ispirato da un’unica parola: passione. Mi piacciono le cose semplici, le manifestazioni che mettono al centro la macchina, che è bella di per sé: quando la macchina è al centro della scena non serve altro, è questa la cosa più importante”, spiega.

Accanto a lei siede Cinzia Carta, responsabile dell’ufficio stampa: stesso profilo elegante, determinato, il sorriso dolce e solare che però non tradisce incertezze. Due donne in un mondo di uomini: che effetto fa? “Per tanto tempo sono stata l’unico dirigente a livello aziendale – continua Dainelli – e ricoprire questo ruolo in un’azienda molto orientata al maschile è stato difficile. Spesso ci chiedono solo pareri in materia di design ma io mi intendo anche di altre cose!”.

Negli ultimi anni, precisa, il mondo dell’auto è stato protagonista, dal punto di vista dell’integrazione di genere, di un grande miglioramento: “Finalmente viene capito il valore femminile, soprattutto ora che questo ambiente non è più concentrato unicamente sui motori ma esteso a 360 gradi alla cultura, alla creatività, alla tecnologia e alla comunicazione. Prima si guardava solo a solo quanti km l’auto potesse fare, a quanto consumasse, ora la visione è più estesa, a tutto tondo, ed entrano in campo parole come moda, sostenibilità: all’interno di questo nuovo scenario la donna rappresenta una marcia in più. Noi siamo davvero delle creature multitasking”. “Forse l’uomo è meno stimolato – aggiunge Carta – peccato che noi donne, per quanto aziendalente riconosciute, per farci davvero rispettare dobbiamo metterci in mostra più degli altri”.

La donna, dunque, come risorsa inestimabile, spesso capace di sparigliare le scarte e deviare il corso di un intero settore aziendale, all’insegna della creatività e dell’innovazione. Non è un caso che, in un momento in cui molte aziende mettono in secondo piano il ruolo del pr, totalmente fagocitato dall’ufficio marketing, Jaguar Land Rover Italia sia una delle poche realtà a dare importanza alle pubbliche relazioni. “Ci hanno sempre ascoltato, a differenza di altre aziende. Il fatto di aver lavorato bene – spiega Dainelli – ci fa essere un’entità distinta. In altre realtà il pr non viene mai realmente considerato mentre a noi permettono di trattare sempre di più con una stampa allargata, di creare progetti dal nulla, e nessuno di questi è mai stato cancellato”.

Ma cosa andrebbe svecchiato nel mondo dell’auto? Le due responsabili ricordano di quando, anni fa, ai giornalisti venivano rifilate cartelle stampa pesanti come mattoni: “L’altro giorno ho preso un plico della Discovery 2007 e sono rimasta sconvolta per la quantità enorme di carta utilizzata e di informazioni aggiuntive rispetto al cuore della loro produzione, ossia l’auto – commenta Dainelli ridendo – noi abbiamo tanta voglia di cambiare ma a volte è difficile farlo capire ai giornalisti. Andiamo a 3000 e a volte troviamo resistenze. Forse siamo troppo veloci. Come vediamo il nostro lavoro fra 10 anni? Sempre più proiettato verso la cultura, lo sport, il lifestyle, sempre più circondato da stimoli importanti e capace di offrirne altrettanti. Capace di comunicare in maniera un po’ meno istituzionale. Fra dieci anni la tecnologia sarà al centro di tutto, e io vorrei che accanto ad essa ci fosse, da protagonista, l’essere umano, nella sua complessità, responsabile della sostenibilità del pianeta. Vedo un futuro fatti di veicoli capaci di rispettare l’ambiente, anche a costo di sacrificare il budget, auto che siano un vero e proprio aiuto per le famiglie, vedo fabbriche improntate al risparmio energetico, dotate di pannelli solari”.

Il futuro, in realtà, in Jaguar Land Rover è già presente, perché le cose auspicate da Dainelli riguardano le altre Case automobilistiche, in quando per il Gruppo per cui lei lavora sono già realtà da qualche anno. Precursori nel campo della bellezza, della tecnologia e, naturalmente, dell’equa ripartizione dei ruoli dirigenziali tra uomo e donna. Che sia questo il segreto di una storia gloriosa, iniziata tanti anni fa, scandita da modelliOAS_RICH(‘Bottom’); che hanno segnato la Storia? La risposta i due esclusivi brand britannici la troveranno negli occhi delle nuove generazioni. C’è da credere che saranno chiari, sereni e determinati come quelli di queste due manager: capaci di guardare ancora più in là.
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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