Come comportarsi con una persona che potrebbe avere pensieri suicidi

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Sette consigli per aiutare una persona cara depressa, messi insieme dal New York Times consultando alcuni esperti

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Per via delle morti della stilista Kate Spade e dello chef Anthony Bourdain, in questi giorni i giornali di tutto il mondo hanno dedicato molti articoli al tema del suicidio: chi seguendo le linee guida consigliate dagli esperti per trattare l’argomento, chi in modo meno responsabile.

Tra gli altri il New York Times ne ha pubblicato uno che cerca di rispondere alla domanda: «Cosa bisogna fare quando un amico è depresso da così tanto tempo da far pensare che non si possa fare nulla per aiutarlo?». L’articolo raccoglie sette consigli di quattro esperti di salute mentale americani: si riferiscono a persone affette da depressione, che non è l’unico problema di salute mentale che può portare una persona a fare pensieri suicidi, né una malattia di cui, a quanto si sa per ora, soffrisse Bourdain. Possono però essere utili anche per chi è preoccupato per una persona cara che sembra stare molto male psicologicamente, anche in assenza di una diagnosi.

1. Non sottostimare l’importanza della propria presenza
Norman Rosenthal, professore di psichiatria alla facoltà di medicina della Georgetown University, consiglia di far capire alla persona che si vorrebbe aiutare che si è presenti e che la si ha a cuore, in modo che capisca che non è sola. Se la persona in questione riconosce di avere un problema è un buon segno: Rosenthal ricorda il caso di un suo paziente che smise di avere pensieri suicidi dopo aver finalmente parlato ai propri cari di come si sentiva.

2. Non provare a tirarle su il morale o dare consigli
Quando una persona cara sta male e sembra vedere tutto in modo negativo, può venire istintivo parlarle delle cose positive che ci sono nella sua vita, ma potrebbe essere un errore perché spesso le persone depresse stanno ancora peggio quando viene fatto loro notare che hanno una bella famiglia, un buon lavoro o una forma fisica invidiabile, ad esempio. Cose di questo tipo potrebbero far credere alla persona che vorreste aiutare che non siete in grado di capirla.

Il consiglio di Megan Devine, psicoterapista e autrice del libro sul lutto It’s Ok That You’re Not Ok, è: «Il tuo ruolo di persona di sostegno non è rallegrare. È riconoscere che le cose fanno schifo in questo momento e che il dolore di chi vuoi aiutare esiste». Piuttosto che cercare di spiegare a una persona depressa perché la vita non è così male, è meglio riconoscerne i problemi e mostrare comprensione. È meglio ascoltare che dare consigli. Secondo Rosenthal, se si vuole dire qualcosa di positivo una buona alternativa è dire quanto la persona in questione è importante per le persone che la amano.

3. Chiederle se ha mai avuto pensieri suicidi
In casi come questi si può avere l’istinto di non nominare il suicidio, un po’ per tabù, un po’ per paura di risultare offensivi o di dare un brutto suggerimento. Secondo gli esperti non è così: una persona non comincerà a pensare al suicidio solo perché lo avete nominato, ha spiegato al New York Times Allen Doederlein della Depression and Bipolar Support Alliance, una ong che offre sostegno alle persone depresse e bipolari e alle loro famiglie. Nel caso in cui la persona che si vuole aiutare dovesse dire di avere pensieri suicidi, bisogna rimanere calmi e fare domande in merito: chiedere quando ha pensieri suicidi e come. In questo modo è anche più facile prevenire che la persona in questione si faccia del male.

4. Prendere seriamente ogni riferimento alla morte
Se una persona depressa parla anche solo per poco e apparentemente per caso di morte o suicidio, è bene farle delle domande in merito e chiedere l’aiuto di un professionista nel caso in cui le risposte siano preoccupanti. Se la persona in questione è in cura da uno psichiatra o da uno psicologo bisogna informarlo, oppure chiamare un servizio di prevenzione dei suicidi.

In Italia ci sono ad esempio quelli di Telefono Amico, che si può chiamare allo 199 284 284 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24, e dei Samaritans, che rispondono al numero verde gratuito 800 86 00 22 da telefono fisso e al 06 77208977 da cellulare, tutti i giorni dalle 13 alle 22. In caso di pericolo immediato si può anche portare la persona in questione al pronto soccorso, spiegandole che è la cosa che bisogna fare quando la vita di una persona che si ama è in pericolo.

5. Fare di tutto perché parli con uno specialista
Il sostegno degli amici da solo non può aiutare una persona con un problema di salute mentale. Una persona depressa, in particolare se ha pensieri suicidi, ha bisogno di parlare con uno psicologo, uno psichiatra o un altro tipo di specialista. «Non si può controllare il processo di guarigione di un’altra persona», ha spiegato Kimberly Williams, presidente della Mental Health Association di New York. Una cosa che si può fare però è aiutare la persona che ha bisogno di aiuto a trovare uno specialista con cui parlare e a consultarlo davvero: potrebbe essere necessario stare con lei mentre telefona per prendere un appuntamento, e accompagnarla la prima volta.

Se non si sa se cercare uno psicoterapeuta o uno psichiatra e si hanno dubbi su quale particolare specialista sia il più adatto per la persona che si vuole aiutare, si possono chiedere consigli ad altre persone, l’importante è non rimandare nella speranza di trovare lo specialista perfetto. Ci si può rivolgere a una persona e poi cambiare specialista: l’importante è che la persona che volete aiutare inizi ad avere un rapporto con un esperto.

6. Prendersi cura di sé stessi e fissare dei confini
Le persone depresse possono diventare egocentriche e sgradevoli con le persone che le amano, ragione per cui mantenere un rapporto con loro può essere molto doloroso e stancante. Il fatto che siano depresse però non significa che non si debba reagire in alcun modo: ad esempio si può dire loro cose come «so che stai molto male in questo periodo, ma questo non vuol dire che mi puoi insultare». Non bisogna lasciare che la depressione di una persona a cui si vuole bene rovini altre relazioni o il rapporto con il proprio lavoro. Non è necessario essere disponibili sempre e tutti i giorni: l’unica cosa importante è mettere in chiaro quando si può e quando non si può essere presenti.

7. Ricordare che le persone depresse possono riprendersi
La depressione non è una condizione permanente: è bene ricordarlo e ricordarlo anche alla persona che volete aiutare. Anche se servono tempo e pazienza.

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[ Fonte articolo: ilpost ]

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