48 ore a… Belfast, da patria della resistenza a città del Titanic

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Città portuale situata al fondo di una lunga baia, Belfast è la capitale dell’Irlanda del Nord. Mescola caratteri irlandesi e britannici, cattolici e protestanti, conservatori e ribelli. É da 50 anni il parafulmine delle tensioni religiose, etniche e indipendentiste tra le comunità cattoliche e anglicane, tra la Repubblica d’Irlanda e il Regno Unito. Grazie all’omonimo film – diretto da James Cameron e interpretato da Leonardo Di Caprio e Kate Winslet – è nota come la città del Titanic, varato il 31 maggio 1911 nei locali cantieri navali. Il suo centro con edifici neoclassici di primo Novecento s’alterna a casette in mattoni creati per la worker class della rivoluzione industriale. 

 

PRIMO GIORNO  

MATTINO  

Il centro storico è una sintesi architettonica e culturale del primo Novecento. Con la Custom House, la vecchia dogana. L’Albert Memorial Clock, un Big Ben in miniatura. E la City Hall, il municipio neoclassico dominato da una cupola che svetta a 53 metri d’altezza: in un angolo del suo giardino il Titanic Memorial reca i nomi degli abitanti di Belfast che morirono nella sciagura.  

 

Queens University (foto di Marco Moretti)  

 

Testimoni dell’epopea del Titanic sono anche la neogotica Queen’s University e gli attigui Botanic Gardens. E i pub storici. Il Bittles Pub tra le case a mattone di Church Lane, all’epoca frequentato da marinai e portuali. E il monumentale Crown Liquor Saloon in 46 Great Victoria Street, conservato con vetri, bancone e separé in legno originali: da 150 anni luogo di ritrovo della Belfast che conta; serve piatti tradizionali irlandesi, salmone, salsicce, agnello, fish&chips. 

 

Botanic Gardens (foto di Marco Moretti)  

 

Il Crown Bar è di fronte all’Europa Hotel, un tempo soprannominato ‘Erupta’ per i frequenti attentati: oggi è la base di partenza d’un tour in taxi tra i quartieri cattolici e protestanti di West Belfast che furono teatro della guerra civile tra gli anni Settanta e Novanta. Meta privilegiata della visita sono Falls Road con la spettacolare serie di murale ispirati all’Ira e all’irredentismo irlandese. E Skanhill coi più marziali dipinti murali delle organizzazioni paramilitari anglicane. Ambedue fanno parte del background artistico della città. 

 

Parlamento (foto di Marco Moretti)  

 

POMERIGGIO  

Dal centro si raggiunge il Waterfront, il lungo fiume ridisegnato con aree pedonali, giardini e opere d’arte come The Big Fish, il pesce scolpito nel 1999 da John Kindness. Il Waterfront è l’ingresso del porto, dominato da ciclopiche gru gialle, lo si raggiunge attraversando uno dei tre ponti sul fiume Lagan: Albert Bridge, Queen’s Bridge e Queen Elizabeth Bridge.  

 

The Big Fish (foto di Marco Moretti)  

 

La prima tappa è il Titanic Signature Building, un imponente edificio formato da tre corpi a forma di prue argentate proiettate in altrettante direzioni. Ospita il museo del Titanic – inaugurato nel 2012 in occasione del centenario del suo naufragio tra gli iceberg della Groenlandia: la sua storia è raccontata con immagini, filmati, ricostruzioni e memorabilia, insieme a quella dei cantieri navali in cui fu costruito e del contesto sociale di Belfast a inizio Novecento. Progettato dall’americano Eric Kuhne, il museo fa parte del progetto di riqualificazione dell’area portuale: sorge alle spalle del bacino di carenaggio in cui fu fabbricato il bastimento. 

 

Titanic Signature Building (Foto Turismo Irlandese)  

 

Il Titanic Quarter è circondato dai quartieri operai di East Belfast, formati da casette a schiera in mattoni, perfetto esempio di urbanizzazione nella Gran Bretagna della rivoluzione industriale, dove in passato abitavano gli operai che lavoravano nel porto e nei cantieri. In uno di questi modesti edifici, in Hyndford Street, nacque il cantante Van Morrison.  

 

SECONDO GIORNO  

Belfast è la base per visitare le meraviglie naturalistiche dell’Irlanda del Nord. Innanzitutto Giant’s Causeway: migliaia di colonne di basalto a base ottagonale che fuoriescono dal mare creando un insolito complesso roccioso. Formato da un’eruzione avvenuta 60 milioni di anni fa, è un sito di grande fascino paesaggistico, alla base di antichi miti e di culti pagani: è patrimonio dell’umanità Unesco.  

 

Danluce Castle (foto di Marco Moretti)  

 

A pochi chilometri da Giant’s Causeway si trovano i resti del Danluce Castle: sferzato dal vento e dall’oceano è il rudere più spettrale dell’Irlanda, fonte di molte leggende, come quella che vuole che le sue cucine – erose dalle onde – precipitarono in mare con tutta la servitù. Seguendo la panoramica Causeway Costal Route si raggiunge Carrick-a-Rede, uno straordinario scenario con scogliere a precipizio e isolotti rocciosi che spuntano dal mare, con un orrido – tra il litorale e un faraglione – superato da un ponte di corde. Il Glenariff Forest Park e i Monti Mourne sono invece la meta ideale per un trekking. E da non perdere sono i meravigliosi giardini di Mount Stewart House, Glenam Castle e Rowallane. 

 

CENA  

Rientrati a Belfast, per una cena di mare si va al Mourne Sea Food Bar, una pescheria con ottimo ristorante, serve ostriche, chowder (un mix tra minestrone e zuppa di pesce), cozze, salmone, sgombri e altri pesci del Mare del Nord. 

 

Informazioni: 

www.irlanda-travel.com  

www.discovernorthernireland.com  

– www.belfastcity.gov.uk  

 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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