Rugby, per l’Italia pesante sconfitta nel test-match contro il Giappone

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Gli uomini di O'Shea sono stati battuti 34-17 nel Paese che il prossimo anno sopiterà i Mondiali. Tra una settimana di nuovo in campo

OITA (GIAPPONE) – Cambiano gli avversari, non il risultato: è un'altra pesante sconfitta per l'Italrugby (17-34), arrivata in Giappone con la dichiarata intenzione di vincere entrambi i test-match coi padroni di casa. Poveri illusi, gli azzurri hanno preso una bella lezione: i nipponici, che il prossimo anno ospiteranno la Coppa del Mondo, si sono dimostrati superiori in tutti i settori.

I ragazzi di O'Shea hanno sostanzialmente retto nel primo tempo, camuffando alcune evidenti debolezze in mischia (male le rimesse laterali e il lavoro intorno ai punti di incontro) e nel gioco al largo, di fronte ad avversari che a differenza loro avevano le idee chiare e volevano muovere il più possibile il pallone. Sono crollati nella ripresa, finita la benzina e con una panchina che – a parte Polledri – si è dimostrata poco all'altezza: 3 miseri punti segnati dicono tutto. Tra un settimana si replica, ci sono buone ragioni per credere che le cose andranno nello stesso modo.

OAS_RICH(‘Bottom’); PASQUALI, UN PILONE IN META – Nel primo tempo il Giappone ha subito cercato di imporre un gran ritmo, giocando l'ovale da tutte le posizioni. Gli azzurri hanno risposto con piglio e le prime corse di Minozzi e Campagnaro, piazzandosi nella metà campo avversaria ma denunciando troppe incertezze in touche. Da un raggruppamento a pochi metri dalla linea di meta avversaria, Bellini ha calciato quasi sbilenco e incomprensibile, però Pasquali – sì: un pilone! – ha seguito la traiettoria anticipando Van Der Valt e schiacciando. Allan ha irrobustito il punteggio. Un problema tecnico al microfono dell'arbitro ha imposto qualche minuto di stop, alla ripresa del gioco le squadre parevano trasformate: gagliardo il Giappone, timorosa l'Italia. E' arrivata subito la meta di Mafi, poi quella di Fukuoka – coi padroni di casa partiti da una mischia ordinata dentro i loro 22 -, quindi Lemeki ha gettato via la tripletta e i nipponici si sono accontentati di un calcio di Temura. Nel finale, il ritorno azzurro: doppio break di Minozzi e Campagnaro e marcatura di Steyn, servito da Pasquali. Il primo tempo si è chiuso con la mischia italiana fermata a pochi metri dalla linea di meta.

IL CALVARIO DELLA RIPRESA – I primi minuti del secondo tempo hanno ingannato tutti: l'Italia è partita con decisione, ma Allan con uno sciagurato passaggio ha buttato via una meta, rimediando solo in parte con 3 punti dalla piazzola. L'imperdonabile fuorigioco di Biagi 3 minuti più tardi ha fatto scattare un altro clic: il Giappone ha capitalizzato con un calcio, poi si è aperta la diga azzurra. Temura ha gestito alla perfezione il gioco, tagliando la difesa italiana con mortali calcetti a seguire: sono arrivate 2 belle mete per i biancorossi (4 a 2 il bilancio finale) e il gap si è giustamente allargato. Troppi errori di manualità, indisciplina: poca personalità di Violi e tra gli avanti, ball-carrier latitanti, mancanza di abitudine nel giocare un rugby veloce e avventuroso (al Giappone fa evidentemente bene l'esperienza dei Sunwolves nel Super 15).

UNA SQUADRA INVOLUTA – Questa Italia non solo non fa progressi: perde terreno rispetto ad avversari che solo qualche anno fa – ricordate la tripletta a Tokio di Castrogiovanni? – erano di un livello più basso. Non bastano le corse (ma solo nel primo tempo) di Minozzi, la solidità di Castello, il bel rientro di Campagnaro, i lampi di Polledri, la buona prova di Pasquali e l'impegno di Allan. Per vincere nel rugby internazionale serve molto di più. Chissà se O'Shea riuscirà mai a trovare la soluzione. Sembra un'impresa di quelle impossibili.
 
Giappone-Italia 34-17 (17-14)
Marcatori: 16' pt meta Pasquali tr Allan, 18' meta Mafi tr Temura, 27' meta Fukuoka tr temura, 33' cp Temura, 36' meta Steyn tr Allan; 12' cp Allan, 17' cp Temura, 20' meta Lemeki tr Temura, 26' meta Matsushima tr Temura.
Giappone: Kotaru Matsushima – Lomano Lemeki, Will Tupou, Timothy Lafaele, Kenki Fukuoka – Yu Tamura, Fumiaki Tanaka (1' st Yutaka Nagare) – Amanaki Mafi, Michael Leitch, Kazuki Himeno – Samuela Anise, Wimpie Van Der Walt (12' st Uwe Helu) – Ji-Won Koo, Shota Horie, Keita Inagaki.
Italia: Matteo Minozzi – Tommaso Benvenuti, Michele Campagnaro, Tommaso Castello, Mattia Bellini (1' st Jayden Hayward) – Tommaso Allan, Marcello Violi (25' st Tito tebaldi) – Abraham Steyn, Giovanni Licata (8' st Jake Polledri), Sebastian Negri – Dean Budd (8' st George Biagi), Alessandro Zanni (28' st Marco Fuser) – Tiziano Pasquali (18' st Giosuè Zilocchi), Leonardo Ghiraldini (18' st Luca Bigi), Andrea Lovotti (1' st Federico Zani).
Arbitro: Nic Berry (Aus).

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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