I giovani, il porno, il sesso e la dis- educazione sessuale: «La Rete, cattiva maestra»

0

Lo spiega il sessuologo Marco Silvaggi, commentando un’indagine della Federazione italiana di sessuologia scientifica: sono molti i ragazzi che si avvicinanoalla pornografia con l’illusione di capire cosa sia il sesso. Ma avere come modello di riferimento sessuale il materiale pornografico non è sano

Malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate? I giovani rappresentano la categoria più fragile, avvicinandosi al sesso in modo inconsapevole. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Sezione giovani della Federazione italiana di sessuologia scientifica. E lo ribadisce Antonio Cianci, presidente della Società italiana della contraccezione.
«Da un lato assistiamo a rapporti sessuali sempre più in età precoce, dall’altro riscontriamo una grande inconsapevolezza da parte dei ragazzi e delle ragazze in fatto di sesso: arrivano ai primi rapporti totalmente disinformati e impreparati. Per questo – sottolinea – è importante introdurre in tutte le scuole percorsi di educazione sessuale e all’affettività. Ed è importante far conoscere ai più giovani i servizi offerti dai consultori familiari e ricordare che le visite ginecologiche sono fondamentali per tutelare la salute sessuale». La prima visita dunque? «In assenza di problemi, è importante per le ragazze andare dal ginecologo quando cominciano a essere sessualmente attive e poi fare controlli regolari una volta l’anno».

La sessualità delle studentesse italiane

Intervistando 937 studentesse universitarie lungo lo stivale, dallo studio della Federazione italiana di sessuologia scientifica (Sezione giovani) è emerso che il 24% ha già avuto 5 o più partner sessuali e quasi una studentessa su 10 aveva, al momento della compilazione del questionario, più fidanzati, ” friends with benefits” (o “sex friends”, cioè amici di letto) o più partner sessuali occasionali. Ma le più soddisfatte del sesso risultano coloro che hanno una relazione stabile.

Sesso sicuro? Questo sconosciuto

Più di una su 5 (22%) infatti non ha utilizzato alcun metodo contraccettivo o di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili durante il primo rapporto sessuale.

Per quanto riguarda le abitudini contraccettive, l’indagine ha fotografato in generale una realtà fatta di inconsapevolezza e spregiudicatezza. Per il 26% delle studentesse l’avere rapporti non protetti non costituisce un fatto sporadico. Oltre il 7% delle ragazze ha dichiarato di essere stata contagiata da una malattia a trasmissione sessuale. Il 6% usa il coito interrotto come contraccettivo abituale e il 30% ha assunto la pillola del giorno dopo almeno una volta nella vita. E quasi il 2% dichiara di aver avuto una interruzione volontaria di gravidanza.

Coito interrotto? Non funziona come contraccettivo

Ma in che modo le ragazze si prendono cura della propria salute sessuale? Solamente il 65% delle ragazze va dal ginecologo o al consultorio almeno una volta all’anno. E così le informazioni su contraccezione, gravidanze indesiderate, pillola del giorno dopo e malattie sessualmente trasmissibili le reperiscono in rete o tramite il passaparola. Il 65% del campione infatti ha dichiarato di cercare su internet e il 33% da TV e riviste generaliste, col rischio di ottenere informazioni fuorvianti e non contestualizzate. Le conoscenze che ne risultano appaiono infatti molto frammentarie e superficiali. La FISS Giovani ha rilevato che se il 98% identifica correttamente il preservativo come il miglior metodo per evitare malattie infettive, ancora non tutte sanno (lo ignora il 5%) che il coito interrotto non è un metodo contraccettivo, anzi: è legato a un alto tasso di fallimento e quindi al rischio di gravidanza.

Abbiamo chiesto a Marco Silvaggi, psicologo e sessuologo dell’Istituto di sessuologia clinica di Roma e coordinatore del gruppo di ricerca della Federazione italiana di sessuologia scientifica – sezione giovani, di commentare questi dati.

L’uso del preservativo non è questione di fiducia, ma di avere a cuore la propria salute

«Specialmente all’inizio di una frequentazione, in cui la ragazza investe o immagina di investire quale relazione affettiva duratura, si osserva una sottostima dei rischi. L’attenzione al sesso sicuro è invece più alta in caso di rapporti occasionali. Come se l’uso del preservativo fosse esclusivamente una questione di fiducia nei confronti del partner con cui si inizia una relazione affettiva e sessuale” afferma Silvaggi. Insomma, come dire: vai a letto con chi non ti fidi? “Ma pretendere l’uso del preservativo è questione di consapevolezza, maturità, amor proprio e altrui”.

Getty Images

Getty Images

Rete, cattiva maestra in fatto di sesso

«Oggi le ragazze sono sommerse da una marea di informazioni relative al sesso, ma la quantità non è sinonimo di qualità». E per di più, continua Silvaggi, molto spesso la rete è ciò che consente (anche) alle giovani donne di avvicinarsi alla pornografia con l’illusione di capire, attraverso il porno, cosa sia il sesso. Ma avere come modello di riferimento sessuale il materiale pornografico non è sano: «non c’è traccia dell’uso di preservativi, le immagini sono spesso degradanti specialmente per la donna, soggiogata al desiderio altrui, il porno perpetua il mito della preda e del cacciatore».

L’educazione sessuale non induce la precocità sessuale, anzi

Proprio perché non si dovrebbe lasciare che a educare al sesso siano (solo) le immagini (erotiche o) pornografiche, Silvaggi ribadisce l’importanza di introdurre corsi di educazione sessuale nelle scuole. «Ma in Italia dobbiamo ancora vincere un pregiudizio duro a morire: l’idea che se parli di sessualità con i ragazzi e le ragazze, sperimenteranno prima il sesso. Un timore disconfermato ampiamente dalla ricerca scientifica e, direi, anche dalla saggezza popolare».

«Fare educazione sessuale – continua Silvaggi – non significa solo spiegare cosa fa bene e cosa fa male, ma accogliere le loro paure, le loro incertezze, le loro curiosità, le tipiche ansie giovanili di non essere all’altezza della situazione, di essere rifiutate e accompagnarle a conoscere le proprie esigenze e a vivere la sessualità senza sentirsi obbligate ad adeguarsi agli stereotipi che imperversano sui social. Perché una sessualità consapevole è una sessualità più sana».

Mother Worried About Unhappy Teenage Daughter

Getty Images

E conclude segnalando che, dal 1 al 6 ottobre 2018, torna la Settimana del benessere sessuale, targata FISS: «quest’anno sarà dedicata alla contraccezione e alle infezioni sessualmente trasmissibili perché proteggersi è una parola chiave per la salute sessuale. E a tal proposito stiamo conducendo un’indagine sulle abitudini della popolazione generale. Chi volesse partecipare può compilare il questionario qui».

if (utag_data.switchAdv2017 == false || typeof(utag_data.switchAdv2017) == “undefined”) { jQuery(“#rcsad_Bottom1”).after(‘

‘); }

Ti potrebbe interessare anche…

<!– if ( device.mobile() == true ) { document.write(‘

‘); } –>

[ Fonte articolo: io Donna ]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.