4 Museo Ferrari, tutto il fascino di Maranello

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A poca distanza dalla fabbrica Ferrari e a portata d’orecchio dalla pista di Fiorano, auto, filmati e documenti di tutte le epoca danno la sintesi profonda e perfetta di cosa ha reso questo marchio unico al mondo

Curiosamente, ma non tanto se si considera la mentalità del personaggio, Enzo Ferrari non ha mai voluto un museo. Anzi era decisamente contrario a qualsiasi cosa che riguardasse il suo passato e le sue creature, tanto da preferire distruggere (non sempre per fortuna) quelle considerate obsolete e pensare sempre ed esclusivamente a quelle nuove, da progettare, costruire e condurre alla vittoria.

Il Commendatore preferiva pensare al futuro e ai successi che avrebbe ottenuto piuttosto che celebrare quelli passati e l’idea di chiudere delle sue macchine in uno spazio statico al solo scopo di poter essere ammirate anche dai “non clienti” era un idea che proprio non gli andava giù.

OAS_RICH(‘Bottom’); Fatti i conti con la sua indole, non aveva tutti i torti e, in fondo, sapeva benissimo di poter contare sul fatto che i suoi gioielli erano comunque, e lo sarebbero sempre stati, amorevolmente coccolati e conservati dagli stessi proprietari con un interesse sicuramente superiore al suo, che invece era perennemente rivolto alla “prossima” Ferrari e all’evoluzione della tecnica piuttosto che a quello che aveva già fatto.

Ma i tempi cambiano e l’assenza di un museo dedicato al più celebre dei marchi al mondo, oltre che essere considerata una inconcepibile mancanza da tutti gli appassionati, ha finito per essere sentita come una necessità anche all’interno dell’azienda.

Non avendo a disposizione che qualche pezzo unico (in Ferrari anche gli esemplari sperimentali sono di solito ricavati da un modello precedente) all’inizio la struttura di Maranello ha avuto la felice intuizione di estendere il concetto di Collezione Ferrari a quello di un luogo di riferimento per celebrare il mito del Cavallino in tutte le sue sfaccettature. In questo modo il Museo Ferrari di Maranello, collocato nei pressi del circuito di Fiorano, si è tolto da qualsiasi concorrenza con le tante collezioni al marchio in giro per il mondo per la sua unicità fatta non solo di modelli ma della “cultura” che caratterizza tutto quello che esce con il simbolo del Cavallino.

Qui, a poca distanza dalla fabbrica Ferrari e a portata d’orecchio dalla pista di Fiorano, auto, filmati e documenti di tutte le epoca danno la sintesi profonda e perfetta di cosa ha reso questo marchio unico al mondo per fascino e notorietà, mentre una serie di esposizioni a tema (attualmente quella intitolata “Rosso Infinito” dedicata ai primi 70 anni di storia del marchio), ricostruiscono l’essenza, il passato e il domani del mito in un ambiente e in un clima altrove inimmaginabili.
Con lo stesso spirito è nato il naturale abbinamento con il Museo Enzo Ferrari di Modena che da parte sua è una realtà più moderna e sviluppata con i più avanzati e sofisticati criteri museali.

Si tratta di una struttura architettonica affascinante che ingloba e “protegge” la casa natale di Enzo Ferrari e l’officina dove all’inizio del secolo svolgeva la sua attività l’Officina Meccanica Alfredo Ferrari creata dal padre, divenuta poi una delle tipiche eccellenze del territorio e che soprattutto è stata la culla della vocazione all’innovazione spinta che ha sempre animato l’azione del figlio.

In questa sede sono ospitate le esposizioni permanenti di modelli de varie epoche e la spettacolare “sala dei motori” dove i più celebri e spettacolari propulsori sono suddivisi in cinque settori dedicati rispettivamente ai classicissimi V12, ai motori aspirati, quelli turbo, quelli sperimentali (fra i quali alcuni audaci pezzi unici mai entrati in produzione, e ai propulsori di Formula 1. Un altro punto forte sono i filmati e i documenti che illustrano l’attività di Ferrari e gli eventi più importanti che legano il suo nome ai piloti più prestigiosi di ogni epoca.
Una mostra fotografica ripercorre la vita di Enzo Ferrari a 120 anni dalla nascita mentre la parte più classicamente espositiva propone, da febbraio di quest’anno la mostra Rosso&Rosa che celebra l’altra metà del mondo della passione automobilistica attraverso tutte le più spettacolari vetture condotte dalla particolarissima (e prestigiosa) clientela femminile che annovera personalità di ogni genere, da Ingrid Bergman ad Anna Magnani, da Jane Mansfield fino alle “pilotesse” che oggi corrono per le piste di mezzo mondo con le moderne 458 e 488.
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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