3 Museo Mille Miglia, a Brescia rivive la leggenda

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Tutta l'epopea della "Freccia Rossa" nelle auto, le storie e gli uomini. Un'esposizione da non perdere

Il mondo dell’auto, si sa, è pieno di musei. Ma quello della Mille Miglia è davvero unico: per storia, tipologia e “location” promette un’esperienza mai vista prima.
Tutto parte dal fatto che qui non si celebra una marca, l’ego di un collezionista privato che apre al pubblico le porte del suo garage o qualche tipologia di modello: qui il percorso espositivo è tutto dedicato ad una corsa. Quindi uno spunto culturale diverso dal solito, che sfocia nel sociale raccontando al visitatore come l’Italia viveva la sua mobilità, da inizio secolo fino ai giorni nostri.
Non va dimenticato infatti che la Mille Miglia nelle prime edizioni si correva su strade sterrate, visto che solo i centri storici di alcune città erano lastricati di pietre. O che in assenza di qualsiasi tipo di “media”, l’assistere – direttamente e fisicamente – alla corsa, era l’unico modo per avere qualche notizia sulla cronaca di gara.
Ma, come dicevamo, il museo della Mille Miglia a Brescia, è unico anche per la sua straordinaria sede: l’ex monastero di Santa Eufemia della Fonte, nato nel 1008, per volere del vescovo della città, Landolfo che lo affidò ai monaci benedettini.
OAS_RICH(‘Bottom’); Una struttura quindi storica, fra l’altro nata su un’importante asse di comunicazione come dimostra anche la vicinanza del Naviglio che, diramandosi dal fiume Chiese fino a Gavardo, lambisce Santa Eufemia per addentrarsi nella bassa orientale: i benedettini infatti approfittarono di queste acque sia per costruire lavatoi e mulini che per l’utilizzo in agricoltura.
Di conseguenza nei nei primi tre secoli di vita la il monastero nella realtà bresciana è importantissima, anche se la posizione del complesso monastico lo espone continuamente agli attacchi degli eserciti che vogliono conquistare Brescia.
Poi, quello che rimane dell’importante convento passa nel 1979 al Comune di Brescia che, nel 1997, lo concede in uso all’Associazione Museo della Mille Miglia.
Quali musei dell’auto possono vantare una storia così affascinante? Probabilmente nessuno, e già solo questo meriterebbe una visita.
Poi, però, ci sono le macchine. E le cosiddette “mostre a tema”. Come quella ad esempio appena andata in scena sui “90 Anni. 1000 Miglia”. Qui sono state esposte oltre 50 vetture che si sono passate il testimone per rappresentare la grande corsa bresciana, capolavori di grande fascino, che complessivamente hanno corso più di 70 edizioni della gara di velocità più bella d’Italia.
Le auto sono arrivate da tutto il mondo, pronte a far conoscere il loro passato glorioso attraverso i totem touch screen installati vicino le auto che, inviando un feed, attivano il mini sito dedicato attraverso l’app di Automotive Masterpieces, la società di Sandro Binelli, ideatore e curatore della mostra.
Tra le vetture recentemente esposte, che hanno dato il cambio alle precedenti, c’è la Fiat 508 CS Berlinetta Aerodinamica Tipo M.M. del 1935 telaio 508S076019 appartenente a una collezione svizzera che si aggiudicò il 14° posto alla Mille Miglia del 1936 guidata da Alberto Comirato e sua moglie Lia Dumas come co-pilota, la Giaur 750 Sport del 1950 telaio BT006 che corse la Mille Miglia del 1952 con Luigi Musso e la Parisotto Fiat 750 Sport Siata del 1952 che corse la Mille Miglia nel 1952 di proprietà di un collezionista americano.
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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