2 Museo Arese Alfa Romeo, la storia del Biscione è tutta qui

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“Alfa Romeo, cuore sportivo – spiegano al museo – è quello che abbiamo cercato di raccontare in ogni sala di questa esposizione"

L’ultimo omaggio, lo scorso maggio, è arrivato dalla Mille Miglia che nel tradizionale percorso Brescia-Roma-Brescia ha trovato il tempo di fermarsi al Museo Alfa Romeo per una specie di “inchino”. Atto meravigliosamente simbolico, con la carovana che è arrivata ad Arese e ha regalato ai partecipanti una visita dedicata e la possibilità – già che c’erano – di sfogare nella pista limitrofa tutti i cavalli delle loro meravigliose auto d’epoca.

L’ultima edizione della Mille Miglia ha coinciso infatti con il 90esimo anniversario della prima delle 11 vittorie di Alfa Romeo: un record che non potrà essere battuto e che è stato festeggiato proprio con il passaggio da Milano e da Arese a cui hanno anche partecipato i piloti Marcus Ericsson e Charles Leclerc della scuderia Alfa Romeo Sauber F1 Team.

OAS_RICH(‘Bottom’); E’ solo un esempio di come l’esposizione dedicata al marchio del Biscione sia “viva”, attiva. E quindi da visitare più volte perché di mostre a tema ce ne sono sempre di nuove. Fra le più spettacolari “Cofani aperti” dedicata a tutti gli appassionati con l’esposizione di tutte le Alfa più preziose con i cofani aperti, proprio per far ammirare al grande pubblico cosa c’è sotto “la pelle” delle auto più rare.
Un’esposizione singolare, che è stata riproposta recentemente a un anno dalla sua invenzione: fu lanciata infatti in occasione della festa per i 40 anni dall’inaugurazione del museo Alfa. E fu un successo clamoroso perché una cosa del genere nel paludato mondo dei musei dedicati alle case automobilistiche non era mai stata fatta in precedenza.

D’altra parte una marca che ha fra i suoi slogan proprio “Cuore Sportivo”, non può che affascinare mostrando i motori, i cuori di ogni auto, presentandosi al pubblico con una veste inedita: cofani aperti per poter ammirare non solo le carrozzerie ma anche le meccaniche raffinate. Per far capire che le Alfa sono “diverse”, sono vetture con un’anima, dove tutto parte – appunto – dal motore.
In realtà, mostre tematiche a parte, il museo di Arese è sempre foriero di emozioni, proprio perché si è cercato di riproporre l’espressione distintiva del Dna Alfa Romeo.

Sei piani di storia insomma per creare un legame tra passato, presente e futuro raccontando l’epopea di un marchio straordinario, le sue vetture, la tecnologia, lo stile.

Tre le sezioni principali, Timeline, Bellezza e Velocità. La prima porta il visitatore dal 1910 al futuro, ossia dalla 24 HP, prima automobile costruita al Portello, alla 8C Competizione, sogno del nuovo millennio.

Ancora più spettacolare forse la sezione “Bellezza”, anzi “bellezza necessaria” come campeggia sui cartelloni perché è necessario che un’Alfa sia bella. E ricca di storia quella “Velocità” che fa rivivere il visitatore – anche attraverso la proiezione di spettacoli immagini – le pagine più belle dell’automobilismo sportivo.
La prima grande vittoria della RL alla Targa Florio 1923, poi il Mondiale dominato dalla Gran Premio Tipo P2. Un’epoca che ha rivoluzionato la storia delle corse con il mito delle 6C, le sfide delle 8C 2300, i trionfi della Tipo B e le straordinarie monoposto a due motori.

“Alfa Romeo, cuore sportivo – spiegano al museo – è quello che abbiamo cercato di raccontare in ogni sala di questa esposizione. Questa infatti è una leggenda fatta di uomini, automobili, vittorie e tecnologia. Una storia segnata da momenti gloriosi, ma anche da episodi bui che insegnano la crudeltà della pista. Un racconto epico, scritto sull’asfalto dei circuiti di tutto il mondo”.

Il visitatore quindi passa da una sala all’altra (in realtà sono dei maxi saloni, altissimi e con luci spettacolari) ripercorrendo passo dopo passo l’epopea Alfa Romeo.
Infine, un tuffo al cuore, all’uscita dell’esposizione: è esposta l’Alfa Boxer con cui chi scrive corse all’epoca. Un dettaglio personale, ma al Museo di Arese, tutti gli appassionati hanno “tuffi al cuore”: ricordi, emozioni, la prima auto avuta in famiglia, vittorie clamorose che hanno scatenato il tifo. Ognuno la sua emozione, ognuno la sua storia.
Ecco la differenza fra un museo “vivo” e un parcheggio di classic car.
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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