Impotenza? La sorprendente verità dell’esperto: così l’uomo si rovina il sesso, l’errore da non fare

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Dato che con regolarità si propongono soluzioni sempre più miracolose, è opportuno fare un po di chiarezza sulle varie cause della difficoltà o impossibilità da parte del maschio ad avere unerezione.

I rimedi sono da tempo oggetto di studio con relative applicazioni, dalle prime rudimentali protesi (anche metalliche) alle soluzioni idrauliche più sofisticate, dalle non certo gradevoli iniezioni sul glande agli ultimi, notissimi ritrovati della farmacologia. Ma si tratta di additivi (se non di palliativi) che affrontano il problema proponendo appunto soluzioni parziali che se per certi versi possono funzionare restano comunque dentro i confini della pura funzionalità.

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Malgrado i continui proclami, limpotenza maschile dovuta a fattori fisiologici è piuttosto rara, una minima percentuale, di regola correlata a lesioni del sistema nervoso, al diabete mellito, alla sclerosi multipla, fermandoci alle prime cause. Nella maggior parte dei casi pertanto limpotenza è di origine psicologica. Ma anche nel caso di oggettive problematiche a livello organico può essere utile il supporto psicologico. Non a caso uno dei più noti sessuologi al mondo ebbe a specificare una volta per tutte che lorgano sessuale più importante dellessere umano è posto fra le due orecchie (vale a dire il cervello). E da lì che parte tutto. Lapparato genitale è subordinato alla materia grigia, e questo spiega anche linfinita gamma delle preferenze sessuali.

Nel linguaggio corrente limpotenza maschile è identificata a tutto tondo con la disfunzione erettile, per cui il ricorso a farmaci e chirurgia, anche se indirizzati alla pura meccanicità, tiene conto del fatto che (non solo) nella cultura mediterranea lidentificazione fra impotenza e devalorizzazione del ruolo maschile è fortissima e largamente diffusa; in aggiunta una falsa convinzione è quella che associa il piacere alla sola erezione.

Gli ultimi ritrovati (Viagra, Cialis, Levitra) se da un lato possono consentire la performance, ma non è la regola, dallaltro non possono fornire alcuna assicurazione sul piacere, che risiede appunto altrove. Va ancora ribadito, anche a distanza di decenni, che non si tratta di afrodisiaci, oltretutto inesistenti (scientificamente provato) ma di farmaci (vasodilatatori) scoperti durante le applicazioni sui cardiopatici. Possono offrire la funzione ma non l’eccitazione. Se ci si accontenta di dimostrare la propria virilità e questo basta si può prenderne atto, ma è la cornice di un quadro sbiadito, se non di una tela bianca.

Limpotenza psicogena comprende numerose dinamiche mentali; si va, per sommi capi, dagli schemi fobici se la prestazione sessuale è vissuta come un collaudo o un test, a una distanza dalla sessualità con finalità autoprotettive, per arrivare alla protesta o alla vendetta nei confronti del partner attivando vari meccanismi di difesa per allontanare o anche punire loggetto del rifiuto. Si tratta di motivazioni inconsce ma nella cruda realtà contemplano incapacità e inadeguatezza per ogni conveniente messa a fuoco.

La scienza non contempla i miracoli, dunque è bene guardarsi anche in ambito (psico)sessuologico da ogni roboante promessa, ma spesso queste problematiche, che potrebbero essere efficacemente affrontate, magari in tempi brevi, restano in un cantuccio per pudore, diffidenza ma anche per ignoranza.

di Mauro Cosmai
Psicoanalista-sessuologo

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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