Venezia sfida i turisti. Bollini rossi e neri per limitare gli arrivi

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Fino a settembre 55 giorni di restrizioni speciali. I centri sociali protestano davanti ai varchi

Bollino nero, come per le autostrade. Solo che il segnale di possibile traffico congestionato serve per visitare la città pedonale per eccellenza, Venezia. È stato introdotto per la prima volta in questo fine settimana: all’esordio non ci sono stati particolari disagi, visto che l’affluenza, sia venerdì, sia ieri, non ha raggiunto livelli critici. Da registrare la protesta dei centri sociali contrari al provvedimento: travestiti da steward, alcuni ragazzi hanno stampato falsi documenti di “venezianità” ed hanno fatto passare alcuni turisti al grido di «Venezia non è Disneyland». La messinscena è durata meno di un’ora. 

 

Come funziona  

Nel nuovo sistema adottato dal Comune, per arrivare all’agognata piazza San Marco o a Rialto sono stati individuati percorsi alternativi indicati da totem informativi: la polizia locale, grazie al “Grande fratello”, che intercetta ogni nuovo arrivo, sceglierà di volta in volta quali privilegiare, con possibilità di blocco totale della circolazione per brevi periodi, qualora la ressa raggiunga livelli che mettano a rischio la sicurezza dei presenti. Al momento lo stop viene deciso sulla base di una semplice stima, osservando le immagini delle telecamere: presto sarà adottata una tecnologia che offrirà dati certi sulle presenze attraverso un software che Venezia sperimenterà per prima nel mondo. Sarà così possibile procedere anche ad censimento globale e verificare se 30 milioni l’anno sono una cifra credibile.  

 

Quanto ai varchi anti-ressa, per ben 55 giorni, dei 90 che separano dalla Regata Storica di settembre, sono previste prescrizioni al turismo pendolare, destinate a inasprirsi nei fine settimana, quando si raggiungono i picchi critici, attorno alla soglia delle 70 mila presenze. I presidi sono stati istituiti al terminal automobilistico di piazzale Roma – ma in casi eccezionali perfino il ponte della Libertà sarà interdetto a chi non ha un posto prenotato in anticipo in garage o non è residente – e nei pressi della stazione ferroviaria. 

 

«Non si tratta di tornelli veri e propri che si aprono e chiudono ad ogni passaggio» – ha tranquillizzato il sindaco Luigi Brugnaro – «ma varchi presidiati da steward per rispondere all’esigenza, non più prorogabile, di gestire i flussi di turisti, come già previsto nel piano presentato all’Unesco per salvare Venezia. Sarebbe illogico pensare di chiudere una città così bella e così aperta. Dobbiamo solo renderla più vivibile». Il possibile blocco con conseguente dirottamento varrà soltanto per i bollini rosso e nero: con il giallo dei fine settimana meno a rischio, ci saranno soltanto transenne mobili, da modulare rispetto al numero di arrivi. 

 

L’obbligo di sbarco  

Tra le limitazioni del famigerato bollino nero anche l’obbligo di sbarco alle Fondamente Nove per i motoscafi gran turismo provenienti da Cavallino-Treporti, Jesolo, Musile di Piave e Quarto d’Altino, cioè centinaia di migliaia di bagnanti che soggiornano in estate nella riviera veneta e fanno una capatina a Venezia di poche ore. «L’aver definito l’intero calendario trimestrale – ha ricordato l’assessore al Turismo Paola Mar – «con bollini di colore diverso, permette a chi sta programmando una visita a Venezia e nelle isole di scegliere il periodo meno affollato. Siamo i primi ad aver scelto questo metodo e già riceviamo richieste per mutuare la nostra strategia, ad esempio dalle Cinque Terre. La circostanza curiosa è che quando abbiamo indirizzato i turisti su calli e campielli meno battuti, c’è stata una piacevole scoperta di una Venezia meno nota, ma non certo meno bella».A vigilare sulla tranquillità della città più romantica del mondo, fino al 17 giugno ci saranno anche alcune pattuglie di poliziotti cinesi, che lavorano con quelli italiani e si occupano di supportare, mettere a proprio agio e rassicurare una massa sempre più consistente di visitatori che, dopo 750 anni, a rotte invertite, intraprende il viaggio di Marco Polo.  

 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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