48 ore a… Seul, straordinario melting-pot culturale

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Una dinamica megalopoli che fa a pugni con se stessa. I grattacieli si mescolano ai templi buddisti, i treni superveloci ai costumi tradizionali, gli empori hi-tech alla superstizione, il più grande mercato mondiale delle erbe mediche al più sfrenato liberismo. Situata a 50 chilometri dalla frontiera con la Corea del Nord, Seul forma – con la vicina Incheon e le città satelliti – un’area metropolitana di 27 milioni di abitanti: più della metà della popolazione della Corea del Sud, il Paese industrializzato con la maggiore densità abitativa del globo, 480 abitanti per chilometro quadrato. L’origine buddista del suo popolo e l’etica confuciana non impediscono al cristianesimo di essere la prima religione. In uno straordinario melting-pot culturale, la meditazione mistica convive con le undici università che a Seul sfornano ingegneri, tecnici e quadri per una delle industrie più aggressive del globo. Date le dimensioni, conviene spostarsi in metrò – la rete è super ramificata, i taxi possono restare imbottigliati nel traffico. 

 

 

Primo Giorno  

Mattino  

Per scoprire le radici millenarie di questo Paese modernissimo, si visita il Gyeong Bok Gung, il palazzo reale, residenza del sovrano fino al 1592, distrutto e ricostruito nel 1865 come reggia di re Gojong con un complesso di 330 edifici, in gran parte distrutti durante l’invasione giapponese. Restano il fabbricato centrale e il magnifico padiglione a 48 colonne di Gyeonghoreu. Oltre al Museo Nazionale e il Museo Nazionale del Folclore con oggetti, manufatti e sculture legate alla tradizione sciamanica della Corea. La prima attrazione di Gyeong Bok Gung è però la replica della cerimonia del cambio della guardia imperiale. Ha luogo da marzo a novembre, tre volte al giorno: oltre cento comparse in abiti medievali, con cappelli a falde larghe e lunghe barbe appuntite che impugnano alabarde e stendardi, avanzano con passo marziale, tra sventolii, rullio dei tamburi e presentazione delle armi. 

 

Gyeong Bok Gung, il palazzo reale  

 

Pranzo  

Si raggiunge il quartiere di Insadong, dove si può pranzare al Korean Temple Cooking Sanchon (14 Gwanhun-dong), il più famoso ristorante vegetariano di Seul che propone la cucina dei templi buddisti Seon (lo Zen coreano), un’esperienza culturale oltre che gastronomica: in un ambiente essenziale serve un delizioso menu a 15 portate. 

 

Pomeriggio  

Il Millenium Building – il più futuribile grattacielo cittadino, fatto costruire dalla Samsung secondo le regole del feng-shui (la disciplina confuciana che regola gli spazi per indirizzare la sorte) – domina Insadong, il quartiere più tradizionale di Seul con antiche case da tè, guesthouse dove si dorme su pavimenti riscaldati, il teatro di danza tradizionale (spettacoli tutte le sere) e negozi che vendono tè, ceramiche, pennelli per l’arte calligrafica, acquerelli, ventagli, tessuti e costumi tipici. Per cogliere la tradizione coreana bisogna fare una sosta in una case da tè, tra le migliori di Insadong c’è la Shin Old Tea House (164 Gwanhun-dong), arredata con mobili antichi, tavolini bassi e una vasca con le carpe rosse in bagno, serve manicaretti tradizionali e dolci. A Insadong c’è anche il Chang Deok Gung, fino al 1989 alloggio dei discendenti della famiglia reale con padiglioni magnificamente dipinti. 

 

Basket fra i grattacieli  

 

Secondo giorno  

Mattino  

All’estremo nord della metropoli si trova il Kylingt Herbal Market di Seul, il maggiore bazar di erbe mediche al mondo, dove si curano ogni anno 7 milioni di coreani. Usciti dal metrò alla stazione di Jegi, si è avvolti dagli effluvi di decotti di foglie, radici e funghi: usati per curare ogni malattia. Un intero quartiere è votato all’antica medicina cinese con 1044 tra negozi e laboratori, 185 cliniche che praticano anche l’agopuntura e 207 farmacie. Qui la Corea smette i panni avveniristici dei business district per tornare allo sciamanesimo dell’etnia mongola che migliaia di anni fa popolò la penisola. Il mercato fu inaugurato nel 1393 con medici a disposizione gratuita dei poveri. Iniziativa di grande sensibilità sociale, considerata l’epoca. È il migliore indirizzo per comprare tè verde di ottima qualità a prezzi bassissimi. 

 

 

Pomeriggio  

Tornati verso il centro, si può visitare Deoksugung, l’ultimo palazzo reale coreano (1897), costruito in un mix di stili architettonici con edifici neoclassici a fianco di un padiglione del tè e di una sala delle udienze in stile coreano tradizionale. Comprende il Museo Reale e il Museo Nazionale d’arte contemporanea. Chi è interessato agli ultimi gadget hi-tech deve invece andare allo Yongsan Electronics Market, un centro commerciale sparso tra venti edifici avveniristici con 5000 negozi che vendono computer, stereo, tv, telefoni e l’intera gamma del consumo elettronico. 

 

Lo Yongsan Electronics Market  

 

Cena  

Pulhyanggi (726-54, Hannam-dong, Yongsan-gu) serve la più raffinata cucina coreana servita tra architetture tradizionali, propone diversi menu degustazione. 

 

Informazioni  

In inglese a Korea Tourism Organization (english.visitkorea.or.kr/enu/index.kto). Sullo stesso sito cliccando su Accomodation si trovano diverse soluzioni alberghiere. A Insadong, un buon indirizzo economico è Sa Rang Bang, locanda tradizionale con futon su pavimenti in legno riscaldati. Cathay Pacific vola da Milano a Seul, via Hong Kong, con tariffe a/r a partire da 831 euro. 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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