Tennis, Roma: il Foro non è più proprietà dei ’terraioli’

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ROMA – Cosa stanno certificando gli Internazionali Bnl d'Italia? Una cosa di sicuro: la terra rossa non è più proprietà esclusiva dei cosiddetti terraioli, cioè quel tipo di giocatore che, posizionandosi sulla riga di fondo – o anche qualche metro più dietro – punta tutto sulla regolarità dei colpi e lo sfinimento dell'avversario.

Lo dice il tabellone di Roma, che è il massimo notaio di ogni cosa. C'è Nadal (qualcuno osava dubitarne?), ma non si può certo definire specialisti del rosso gente come Goffin, Zverev, Cilic.

Questo è il primo dato, che può valere anche per le donne sebbene non ci siano più in giro da tanti anni tipe come Arantxa Sanchez e Conchita Martinez. Perché? Una delle ragioni sta certamente nell'insegnamento moderno, nel cercare sempre il colpo vincente piuttosto che l'attesa. Lo ha confermato l'altro giorno Fognini dopo aver avuto la meglio su Thiem: "Ho perso il secondo set perché ho smesso di spingere i colpi preferendo l'attesa, ed è stato un errore".

OAS_RICH(‘Bottom’); Questo è lo stato dell'arte, dal punto di vista tecnico. Per quanto riguarda l'organizzazione il voto è alto, ma lo è da qualche anno. Eppure ci sono margini di miglioramento, soprattutto per il Centrale. Approfittando della futura copertura del tetto, lo si potrà anche ripensare con un'operazione di restyling che potrà avvicinarlo al fascino del campo Pietrangeli, il vero ombelico del torneo.

Il vecchio centrale è il cuore del Parco del Foro Italico: la gente si ammassa per esserci, perfino giocatori come Djokovic ne hanno scoperto i pregi, tanto da farsi dare un microfono per salutare e parlare con la gente. Che è lì, a mezzo metro dai giocatori, e non dà fastidio. Non disturba, ma partecipa in modo colto e appassionato. Non ci sono steward, è sufficiente l'amore per questo sport.

Resta da completare il week end, e dunque conoscere i vincitori. Ma forse è una quisquilia, come direbbe Totò. Il meglio lo abbiamo già vissuto.

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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