Il 66% della popolazione mondiale vivrà nelle grandi città nel 2050: l’allarme Onu

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Secondo un rapporto appena pubblicato dalle Nazioni Unite, il rischio sovrappopolazione sarà ancora più alto in futuro. Sempre più megalopoli in India, Cina e Nigeria. E Delhi diventerà la città più popolata, scalzando Tokyo

2050: l'anno del sovraffollamento globale. Sarà infatti l'anno in cui il vertiginoso aumento della popolazione rischierà di manderà le più grandi città al collasso. Lo dice il rapporto annuale sulla popolazione mondiale delle Nazioni Unite: secondo cui in quell’anno la popolazione mondiale raggiungerà un picco. Per poi cominciare a decrescere. Secondo il rapporto in quell’anno la popolazione rurale mondiale si sarà praticamente trasferita in massa nelle grandi città: rischiando di determinarne il tracollo.
 
Già oggi, secondo il rapporto, le grandi città di paesi popolati come Cina, Brasile e India sono al tracollo. E se Tokyo, con i suoi 37 milioni di abitanti, è attualmente la città più grande del mondo, seguita da Delhi con 29 milioni, Shanghai con 26, Città del Messico e San Paolo del Brasile con 22 milioni di abitanti ciascuna. Seguite dal Cairo, Mumbai, Pechino e Dacca che invece contano quasi 20 milioni di abitanti.
 
Secondo il modello delle Nazioni Unite, la città destinata a diventare una megalopoli sconfinata, con tutti i problemi di igiene e ordine pubblico che ne derivano, è Delhi, in India. Che già nel 2028 dovrebbe superare il primato di Tokyo lasciandosi indietro perfino le megalopoli cinesi che pure è il paese con la popolazione totale più grande del mondo.
 
Secondo le proiezioni del rapporto, d’altronde, il numero di megalopoli è destinato a crescere: se nel 1990 appena dieci avevano più di 10 milioni di abitanti, ora a quel numero è stato raggiunto da 33 città. E nel 2030 saranno 43, molte nei paesi in via di sviluppo. Infatti se già il 55% della popolazione mondiale vive oggi nelle aree urbane, la percentuale è destinata ad aumentare fino al 68% in India, Cina e Nigeria entro il 2050. Fino ad estendere quelle città di oltre un terzo.
 
Non mancano, e verrebbe da dire per fortuna, luoghi dove la tendenza è invertita. Città come Nagasaki in Giappone e Busan in Corea del Sud sono quelle che hanno visto maggiormente declinare la loro popolazione a partire dal 2000. La stessa sorte sta toccando a città europee, soprattutto dell’Est, come Varsavia, Bucarest, Mosca e Kiev che dall’inizio del secolo hanno visto continuamente diminuire la loro popolazione.OAS_RICH(‘Bottom’);

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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