Eurolega, Datome a caccia del bis: “Orgoglioso di aver costruito un ciclo“

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A Belgrado la Fina Four. Venerdì le semifinali. L'azzurro del Fenerbahce, dopo la vittoria dello scorso anno, vuole ripetersi: "Esserci è sempre bello e speciale"

ROMA – Quattro squadre per un trofeo, il più importante e ambito. A Belgrado, nello splendido scenario della Kombank Arena, va in scena l'edizione numero 17 della Final Four di Eurolega. Il Cska Mosca di De Colo e Rodriguez, il Fenerbahce campione uscente dei nostri Datome e Melli, il Real Madrid della stellina Doncic e la sorpresa Zalgiris. Una sola farà festa. Questi gli accoppiamenti per le semifinali di venerdì: alle 18 Fenerbahce-Zalgiris, alle 21 Cska-Real. Domenica l'ultimo atto.
 
Datome, terza stagione in Turchia e terza Final Four. Sensazioni?
"Esserci è sempre bello e speciale. Sono molto orgoglioso di aver costruito un ciclo vincente con questa squadra e di aver contribuito a portare il Fener nell'elitè del basket europeo degli ultimi anni".
Facciamo un passo indietro. Le tre immagini del successo di un anno fa.
"La prima è il pubblico, il palazzo che cantava e saltava tutto insieme durante la finale, una bolgia che non dimenticherò mai. La seconda è la mia esultanza dopo un mio canestro da tre punti che ha spezzato la finale con l'Olympiacos. L'ultima non può che essere quando ho preso in mano il trofeo per la prima volta".
Torniamo al presente. Semifinale contro lo Zalgiris, l'intrusa di questa Final Four.
"Quella dello Zalgiris è una bella storia, una squadra che ha giocato una grande Eurolega. Gioca un basket fisico, ha giocatori che possono cambiare la partita come Pangos o Jankunas, oltre a Davies e Milaknis che sono andati benissimo ai playoff".
La sfida è anche in panchina. Da una parte l'allievo Jasikevicius, dall'altra il maestro Obradovic, l'uomo che ha vinto l'Eurolega 9 volte.
"Per la squadra che ha Jasikevicius è riuscito a fare un risultato grandissimo. Ma non è la sfida con Obradovic perché non penso che una partita possa definire né l'uno né l'altro. A questi livelli si confrontano le carriere piuttosto che gli scontri diretti, però è chiaro che ci sia molta attesa. Come c'era attesa quando Obradovic affrontava Itoudis. O ci sarà quando e se affronterà Laso, suo ex giocatore. Il mio coach ha detto che sono circa 100 i suoi ex giocatori che oggi fanno gli allenatore….di conseguenza molti di questi saranno influenzati dal suo modo di essere e di leggere la pallacanestro".  
C'è una cosa che ancora la sorprende di Obradovic?
"Quello che mi stupisce oggi è quello che mi ha stupito quando lo ho incontrato per la prima volta. La sua fame e il suo desiderio di essere sempre perfetto e non accontentarsi mai".
L'altra semifinale è tra Cska e Real Madrid.
"Il Cska è stata la squadra più continua. Ha un organico di primissimo livello, tantissime F4 alle spalle e campioni con un sistema di gioco sempre consolidato. De Colo si merita il titolo di mvp, magari non fa la giocata da highlights ma è di una continuità devastante. Il Real ha avuto alti e bassi ma nei playoff contro il Panathinaikos è riuscito a compattarsi e a espugnare Oaka. E' tornato Llull che sembra non abbia mai smesso. Sarà una partita bellissima da vedere, difficile fare pronostici".
Com'è stata la sua annata europea?
"Direi solida. Rispetto allo scorso anno abbiamo perso Bogdanovic e Udoh ma sono arrivati Melli, Wanamaker oltre a Thompson e Guduric. Siamo stati forse più continui. Le nostre certezze sono il sistema di gioco, la difesa e la voglia di aiutarsi. E direi la nostra resilienza: anche se le cose non vanno bene abbiamo i nostri punti fermi a cui ci aggrappiamo per far si che la gara torni sui nostri binari".
Come si è inserito Melli nella realtà Fenerbahce?
"Benissimo. E' il giocatore perfetto per un sistema come questo. E' altruista, fisico e tecnico".
Ha già pensato al futuro?
"Ho un contratto per altre due stagioni, però nella vita ho imparato a pensare anno per anno perché tutto può succedere. E' innegabile che qui sto molto bene, mi trovo alla grande con la città, con i compagni e con la società''.
Campionato italiano?
"Venezia ha vinto la regular season con merito, ai playoff tutto può succedere. Milano è la più attrezzata, ma le altre non sono da meno. In questa fase conta la forma del momento e non il roster e questo può fare la differenza".
Lei è riuscito ad emergere. Cosa ne pensa delle nuove norme sugli italiani (6+6)?
"Non mi elettrizza come idea. Credo che molti club sceglieranno 6 americani e daranno le chiavi della squadra a un gruppo di giocatori che verrà solo per mettersi in mostra. Ok i 6 italiani ma magari negli stranieri bisognerebbe definire un numero di europei, almeno per dare una impronta più europea al basket. Cosa che fanno anche in altri paesi".
La voglia di Nazionale le è tornata?
"Sulle finestre ho detto la mia, penso che non aiutino e che stiano definendo una nuova geografia del basket. Dovrò sentire Meo (Sacchetti, ndr) e capire tutto quanto riguarda questa estate, certamente non ci sarò per le gare di giugno".OAS_RICH(‘Bottom’);

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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