Della Cananea: “La mia bozza non prevedeva l’addio all’euro e ai Trattati Ue”

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Il saggio incaricato dai grillini di confrontare i programmi di M5S e Lega: i risultati sono diversi

Quanto è distante il contratto di governo giallo-verde di Lega e Cinque Stelle dal lavoro dell’ormai noto professor Giacinto Della Cananea? L’interessato risponde sempre con distacco accademico: «Il fatto che i politici abbiano messo mano al programma è ovviamente un bene. Ma con premesse diverse, i risultati sono diversi».  

 

Ad esempio sull’Europa: nelle sue bozze non c’era l’ipotesi di cancellare un pezzo di debito. Né la clausola di uscita dall’euro. Non è così?  

«È così, sono entrambe ipotesi non percorribili. Sulla seconda bisogna tenere conto del fatto che, poiché i Trattati non prevedono l’uscita dall’euro, per abbandonare la moneta unica vi è solo l’uscita dall’Unione europea tout court. Non è un obiettivo né della Lega, né dei Cinque Stelle».  

 

Il contratto accenna anche alla possibilità di referendum sull’euro. È possibile?  

«Anche su quella strada c’è un enorme ostacolo: la Carta fondamentale vieta referendum relativi a Trattati internazionali e fa riferimento all’Unione, per cui occorre una riforma costituzionale». 

 

Le bocche dei sovranisti sono piene del secondo comma dell’articolo uno: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione».  

«Per l’appunto: nei limiti della Costituzione, che vieta quel tipo di referendum. Ho la sensazione che qualcuno sia convinto siamo ancora nella polis ateniese, dove le decisioni le prendeva in piazza un piccolo gruppo di maschi, liberi e ricchi. In una grande democrazia come la nostra il richiamo ai limiti significa che la volontà del popolo va realizzata nel rispetto dei principi liberali».  

 

Cosa dice invece del comitato di conciliazione all’interno del governo? Quello nel suo documento era previsto  

«È vero, ma la nostra proposta era profondamente diversa. Ci siamo ispirati al modello tedesco, e avrebbe dovuto compiere verifiche sull’attività prevista dall’accordo di governo. Nel documento di cui sono circolate le bozze, l’ambito di azione è più ampio e si ipotizza di far partecipare i leader politici». 

 

Non si corre il rischio di trovarsi con un organismo che bypassa il Consiglio dei ministri, fuori della Costituzione?  

«Nell’ordinamento esistono già organismi simili di cui si è persa memoria, il consiglio di gabinetto e i comitati di ministri. Certo, se a farne parte sono persone esterne al governo si parla d’altro».  

 

C’è chi dice che somiglierebbe al Gran Consiglio fascista.  

«Chi conosce la storia dovrebbe ricordare che la defenestrazione di Mussolini la si deve proprio a quell’organismo. Ciò detto, eviterei l’eccesso di emotività. In questo periodo mi pare si stia esagerando».  

 

Twitter @alexbarbera  

 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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