“Decadenza e dissoluzione“ Sallusti, scenario estremo: la fine di Salvini (e dell’Italia)

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"Se Salvini, sciaguratamente con Di Maio, dovesse andare al governo, ci auguriamo continui a parlare una lingua diversa da quella dei tecnocrati, ma che non spinga la «barbarie», come accadde nell’antichità, fino a provocare la decadenza prima e la dissoluzione poi dell’Impero". Alessandro Sallusti attacca senza pietà il leader della Lega che ieri 16 maggio ha dichiarato, riferendosi all’Europa: "Meglio barbari che servi".

Ma avverte il direttore del Giornale nel suo editoriale che "Italia ed Europa parlino lingue diverse non è una novità: incomprensioni e diffidenze sono vecchie quanto l’euro. Qualsiasi governo, da quelli Berlusconi a quello di Renzi, ha dovuto fare i conti (non solo in senso metaforico) con i tecnocrati di Bruxelles, senza mai venirne davvero a capo".

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Ergo, conclude Sallusti, "l’esperienza deve quindi insegnare che nello scontro frontale, giusto o sbagliato che sia, il governo italiano è destinato a soccombere (anche Renzi ne sa qualcosa), stante la disparità di forze in campo. E che per tornare alla massima di Matteo Salvini, tra barbari e servi – all’epoca dei romani – in mezzo c’era il Senato, punto di mediazione di uomini di esperienza e buon senso".

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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