Catalogna, il Belgio respinge la richiesta di estradizione per tre ministri catalani

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Comín, Serret e Puig lasciarono Barcellona diretti in esilio a Bruxelles insieme a Carles Puigdemont, subito dopo il commissariamento dell'autonomia regionale votato dal Senato spagnolo. Non potranno tornare in Spagna per un cavillo legale

BARCELLONA – Il Belgio ha respinto la richiesta di estradizione presentata dal Tribunale supremo spagnolo per tre ex consellers (ministri) del governo catalano sciolto dopo la dichiarazione unilaterale di indipendenza il 27 novembre dell'anno scorso. Uno dei tre ex ministri, Toni Comìn, è accusato di "ribellione", reato che in Spagna può comportare una pena fino a 30 anni di carcere. Gli altri due ex ministri, Lluís Puig e Meritxell Serret, sono accusati di peculato e disobbedienza. Il giudice belga non ha valutato nel concreto le accuse ma ha respinto l'estradizione su richiesta del procuratore e della difesa dei tre accusati per un cavillo legale, un difetto di procedura nell'ordine di arresto europeo emesso dagli spagnoli.
 
Sulla decisione belga gli spagnoli non possono presentare ricorso ma, eventualmente, un nuovo ordine di cattura europeo. Comín, Serret e Puig lasciarono Barcellona diretti in esilio a Bruxelles insieme all'ex presidente catalano, Carles Puigdemont, subito dopo il commissariamento dell'autonomia regionale votato dal Senato spagnolo. E prima che gli altri ex ministri, tra cui il vicepresidente Oriol Junqueras, venissero arrestati in Spagna. Comín, Serret e Puig, erano a Bruxelles in libertà provvisoria dietro cauzione dallo scorso 6 aprile. Mentre Puigdemont è sempre in libertà provvisoria a Berlino, in Germania, dopo che venne arrestato su richiesta dell'intelligence spagnola che lo pedinava grazie a un chip satellitare collocato nella sua auto. Per la stessa causa sono in carcerazione preventiva in Spagna altre nove persone: sette ex ministri e i due leader dei movimenti civici indipendentisti, Anc e Òmnium cultural, Jordi Sánchez e Jordi Cuixart.OAS_RICH(‘Bottom’);

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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