Addio a Cesare Sangermani, l’uomo che accarezzava le Rolls Royce del mare

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Era l’erede degli omonimi cantieri di Lavagna, scali ultracentenari che hanno fatto la storia della nautica italiana. Con lui lavoravano ultimi maestri d’ascia di barche in legno, vele celebri nel mondo

Era malato da tempo, Cesare Pierluigi Sangermani Jr. Se n’è andato anche lui, oggi. E con la sua scomparsa (che segue di pochi giorni quella di un altro appassionato di belle barche, Willy Persico, il patron delle vele Southern Wind), se ne va anche un pezzo di un mondo che sta piano piano sbiadendo, che non trova più quei Carlo Riva, quei Sonny Levi- tanto per citarne alcuni altri – che hanno fatto davvero la storia della nautica italiane e mondiale.  

 

Lo chiamavano Cesarino, per distinguerlo dal padre Cesare “Cesarone” Sangermani . Maghi del legno, delle belle linee che portavano la firma di designer come Sparkman 

& Stephens, Laurent Giles, German Frers, Bruce Farr, Doug Peterson,Ron Holland. Quattro generazioni, la prima era nata sulla spiaggia di Recco, nel 1896; l’ultima davanti a quella di Lavagna. A costruire le Rolls Royce del mare. Non ce n’era una uguale, diceva Cesarino. Così come non c’erano clienti uguali. Il nonno era il capostipite di quest’arte, si chiamava Ettore per l’anagrafe, Dorin per tutti gli altri. Poi, Cesare, padre; lo zio Piero. Quindi, Cesarino, con i figli Filippo e Giacomo e la moglie Gabriella. 

 

Tender da 2,40 metri e yacht da 30 e mezzo. Le accarezzava, per lui erano cose vive, nate dall’ingegno, dal lavoro, dal sudore. Le amava e rispettava. E ne raccontava l’anima, col suo fare istrionico, faccia da pirata e buon umore ad altrettanti clienti appassionati, come Patrizio Bertelli il patron di Luna Rossa, che possiede Ulysse o come il barone Edmond de Rothschild, che timonò Gitana IV. O, ancora, il Guia 2000 di Giorgio Falck. . E poi, tycoon stranieri. Nella storia dei suoi scali persino una barca commissionatagli dall’arcivescovo di Genova, il cardinale Pietro Boetto, il Solaro I, un motoryacht di 40 metri utilizzato per portare in salvo un gruppo di ebrei attraverso il Mediterraneo fino in Israele. 

 

 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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