Figli di due mamme, anche il Comune di Milano inizia a registrare. Fi attacca: “Vogliono i voti della lobby gay“

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Il primo caso sarà a giugno. M5s plaude alla scelta

A giugno il Comune di Milano registrerà un bambino appena nato come figlio di due madri. Sarà la prima volta, per l'Anagrafe di Milano, che così segue quanto già fatto dal Comune di Torino ad aprile. Il bambino – concepito con fecondazione assistita in Danimarca – nascerà a Milano, dove risiedono la mamma biologica e la sua compagna: il bambino verrà registrato prima in ospedale, e nell'atto di nascita verrà indicato solo il nome della madre biologica. Ma, nei giorni successivi, entrambe le mamme potranno depositare in Comune la dichiarazione di riconoscimento dell'altra mamma, che quindi verrà aggiunta sull'atto di nascita. Una decisione che accende subito le polemiche politiche, con Forza Italia che parla chiaramente di un Pd alla "ricerca di voti da parte del potente gruppo degli omosessuali" e, al contrario, il Movimento 5 Stelle che plaude alla scelta della giunta Sala.

Sono gli assessori alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino e ai servizi civici Roberta Cocco a rassicurare le due mamme, Corinna Marrone Lisignoli e la sua compagna Francesca – che si sono unite civilmente proprio a Milano – che, appunto, a breve diverranno mamme di un bambino. La loro è la prima richiesta di questo genere arrivata al Comune di Milano: finora, infatti, si è posta la questione di come registrare figli di coppie omosessuali nati all'estero, un nodo che il ministero degli Interni non ha ancora sciolto e per il quale diverse amministrazioni – come Milano – stanno aspettando indicazioni.

Le due future mamme milanesi avevano scritto nei giorni scorsi una lettera al Fatto quotidiano, per chiedere al Comune di seguire l'esempio dell'amministrazione 5 Stelle di Chiara Appendino a Torino e registrare i figli di coppie omosessuali nati in Italia. Oggi, sul giornale, la risposta di Majorino e Cocco: "Confermiamo la volontà di riconoscere la genitorialità di entrambe le mamme – scrivono gli assessori della giunta Sala -, per noi è una decisione che prosegue nel solco del riconoscimento dei diritti", assicurando che questa procedura verrà adottata in futuro per tutte le altre richieste simili.

La decisione, però, ha subito aperto la polemica politica. "Ci sono certezze che vanno al di la delle convinzioni etiche e le posizioni politiche, fra queste vi è quella secondo cui a generare i bambini siano solo un uomo e una donna per volta", attacca la consigliera regionale e comunale di Forza Italia Silvia Sardone: "Solo da quando il desiderio di genitorialità degli omosessuali ha superato gli interessi dei bambini alcuni hanno cominciato a sostenere il contrario. O meglio, alcuni hanno cominciato a sostenere il contrario da quando l'interesse per i voti degli omosessuali ha superato quello per il benessere dei bambini. La decisione del Comune di Milano di trascrivere su un atto di nascita due donne come genitori proprio questo rappresenta: soddisfare le richieste di un gruppo potente nella speranza di ottenerne il consenso.  Probabilmente ci riusciranno, fregandosene bellamente di come il bambino potrà elaborare uno status che non corrisponde né alla natura delle cose, né a quello di tutti gli altri bambini con cui si rapporterà". A difendere la scelta della giunta Sala è il capogruppo 5 Stelle a Palazzo Marino Simone Sollazzo: "Ci congratuliamo con la giunta Sala che, seguendo

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la via di recente tracciata dalle amministrazioni pentastellate, ha scelto di riconoscere la doppia genitorialità alle due mamme: bello che ciò avvenga alla vigilia della giornata internazionale contro l'omofobia, e l'unica nota stonata sono le arcaiche posizioni critiche di alcune forze politiche, che dimenticano che qui in gioco ci sono i diritti di bambini, i soli che subirebbero un ingiusto danno qualora lo Stato ignorasse la loro effettiva situazione familiare".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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