“Caro Luigi Di Maio, vai dove ti dico e non rompere“ Vittorio Feltri totale, il consiglio tombale al grillino

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Nel mio piccolo vorrei dare un consiglio a Luigino Di Maio che considero un guaglione inesperto, benché ambizioso e con la testa in piena confusione. Lasci perdere la scalata all’ esecutivo, che lo sta impegnando in una impresa superiore alle sue forze.

Invece che aggirarsi nelle aule del potere, alla ricerca disperata di una occupazione stabile per sé e i sodali, si precipiti all’ Ikea dove troverà a propria disposizione tutte le poltrone, i sofà e le cadreghe che desidera.

Non ha bisogno di mendicare posti a sedere a Montecitorio, a Palazzo Madama e a Palazzo Chigi dove una folla di suoi colleghi ambiscono a sistemarsi. Se Luigino fa un salto al mercatone svedese può trovare ciò che gli preme per accomodarsi in attesa di accontentare i propri desideri di mantenuto a vita. Se decide di ricorrere al grande magazzino nordico me lo faccia sapere: sono pronto a pagare il conto dei suoi acquisti. Egli tiene molto all’ arredamento?

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Sono sul punto di aiutarlo, gli andrò volentieri incontro per soddisfarne le aspettative. Non c’ è problema. Salderò le fatture senza fare una piega a patto che si tolga dalle palle istituzionali, con le quali non ha nulla da spartire. Coraggio, l’ Ikea è a sua disposizione a mie spese. Non esistono problemi. Lei ordina il numero di scranni che le servono per mettere le chiappe sul morbido, provvedo io al conto, purché la smetta di pretendere sia Salvini a garantirle un salotto di suo gradimento.

Non ne posso più delle trattative sceme del M5S con la Lega per impadronirsi del governo. Sono di una noia mortale, inconcludenti, prive di senso. Matteo ha sbagliato a fidarsi dei grillini, faceva meglio a rifiutare negoziati senza sbocco. Questo lo so.

Ma dopo due mesi di incontri sterili anche lei spero abbia capito che il demonio e l’ acqua santa non hanno alcuna probabilità di conciliarsi. Torni nella sua bella Napoli e la smetta di tediarci con la pretesa assurda di firmare contratti con il Carroccio che, nonostante tutto, è un partito serio a differenza del vostro, ridicolo e sconclusionato.

Caro Di Maio, sparisca dalla scena e la smetta di ingombrare il palcoscenico su cui non merita altro che di servire le bibite agli attori principali. Il luogo che può frequentare è soltanto l’ Ikea. La merce costa poco ed è adatta a lei.

di Vittorio Feltri

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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