#CoverYourPhone, l’idea di Alex Zanardi per combattere la “dipendenza” da smartphone

0
Quando ci si mette al volante, basta togliere la cover e coprire lo schermo: la campagna di sensibilizzazione è sostenuta da BMW Italia e Polizia di Stato

Twitter, 30 ottobre 2017, Alex Zanardi: “Viaggiamo circondati da ’guidatori’ con gli occhi sul telefono! Scusate, non sono un santo, ma vorrei fare la mia parte nel passare parola…”. Cinque mesi dopo, il pluricampione paralimpico definisce un “piccolo sfogo” il tweet in questione. Tuttavia il cinguettio ha fatto da scintilla a #CoverYourPhone, iniziativa nata per dissuadere il pubblico dall’utilizzare lo smartphone mentre si è alla guida: il telefonino è, infatti, una delle principali distrazioni al volante e spesso causa incidenti fatali. 

 

La campagna di sensibilizzazione è stata voluta da BMW Italia e sostenuta dalla Polizia di Stato, che ha concesso l’uso del suo logo araldico: il pilota italiano è, quindi, diventato protagonista di un paio di spot pubblicitari che saranno trasmessi prossimamente sui canali social della marca bavarese. Il messaggio è semplice e chiaro: in auto è fondamentale rimanere sempre attenti a ciò che ci succede attorno. 

 

“Oggi i telefonini – dice Zanardi nei video – sono diventati una dipendenza. Perciò, prima di mettermi al volante, tolgo la cover al mio smartphone e la uso per coprire lo schermo. Una piccola attenzione per evitare di distrarmi”. Semplice ed efficace, come montare la cover del telefonino al contrario, appunto. 

 

 

“Invito tutti a supportare questa campagna sia dal punto di vista dell’informazione, sia della diffusione dei video, sia della ‘viralizzazione’ del gesto di coprire il proprio smartphone quando guidate”, ha detto Sergio Solero, ad di BMW Italia, durante la presentazione di #CoverYourPhone presso l’autodromo di Vallelunga, nei pressi di Roma. “Se ognuno di noi facesse un video, replicando il gesto suggerito da Alex, e lo postasse sui propri canali social, contribuiremmo tutti a evitare tanti incidenti e salvare delle vite”. 

 

Anche perché di vite, in Italia, se ne perdono ancora tante sulla strada: come confermato da Santo Puccia, Primo Dirigente della Polizia Stradale, “dopo anni di decremento degli indici di incidentalità e calo del numero delle vittime, purtroppo la tendenza si sta invertendo. Nel primo semestre del 2017 si è registrato un +7% di mortalità sulle strade italiane e questo è un campanello di allarme molto forte. La distrazione rimane il killer numero uno”. 

 

Solero ha sottolineato la necessità di istruire l’utenza sul corretto utilizzo dei sistemi di interazione fra auto e smartphone, che passano per dispositivi infotelematici sempre più evoluti. Per questo lo sforzo che sta facendo il costruttore (e i suoi concorrenti) è quello di implementare tecnologie sempre più evolute, che consentano di lasciare il telefono in tasca quando si guida: un esempio in questo senso sono le funzioni di lettura e dettatura automatica di messaggi e mail. 

 

“Lo scopo ultimo di queste innovazioni è abolire gli elementi di possibile disattenzione quando si guida”, ha ribadito Solero. “Si vedono ancora troppi guidatore col telefono appoggiato all’orecchio, nonostante la diffusione della tecnologia Bluetooth permetta di usare il vivavoce”, mantenendo le mani sul volante e lo sguardo sulla strada. 

 

Santo Puccia rincara la dose: “Sono troppo deboli le sanzioni attualmente previste per chi guida col telefonino – multa pecuniaria e decurtazione di 5 punti dalla licenza di guida, ndr. – e la Polizia Stradale ritiene che la sospensione immediata della patente possa essere uno strumento più efficace”. Un’eventualità di cui si era già parlato lo scorso anno e che, sotto la spinta del Ministero dell’Interno, potrebbe diventare realtà nei prossimi mesi. Tuttavia, prima che ciò accada, “messaggi spot con persone come Alex Zanardi possono aiutare molto a educare gli utenti della strada a valutare meglio i pericoli e combattere le distrazioni mentre si è al volante”. 

 

+++ Segui La Stampa Motori su Facebook! +++  

 

Che cosa ne pensi? Scrivi il tuo commento qui sotto!  

[ Fonte articolo: La Stampa ]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*