Le quattro opzioni che valutano al Quirinale

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Per quanto al Colle assicurino che non sia ancora stato deciso nulla, tuttavia dai ragionamenti politici dei leader si prefigurano alcuni possibili scenari sulla decisione del capo dello Stato che arriver pi probabilmente domani, altrimenti gioved. Si attende, infatti, il passaggio di oggi in Parlamento sulla crisi in Siria su cui Salvini ha preso posizioni molto nette anti-Usa che ieri sono state definite irresponsabili da Luigi Di Maio mentre lui sostiene la scelta di Paolo Gentiloni. Come si sa, gli schieramenti in politica estera non sono un dettaglio per il Quirinale soprattutto in vista della formazione di un Governo. In realt, proprio il leader grillino ieri metteva una certa fretta a Salvini avvertendolo che tra un paio di giorni chiuder il “forno” con la Lega se non avverr lo strappo da Berlusconi. Un modo che per alcuni asseconda le pressioni arrivate da Sergio Mattarella a evitare ulteriori perdite di tempo. Tant’ che ancora Di Maio fa sapere che oltre al mandato esplorativo (soluzione meno incalzante) possa esserci anche un pre-incarico per la presidente Casellati o per Fico. Dobbiamo capire – ha detto ieri alla trasmissione Tv Otto e mezzo – che genere di incarico si dar ai presidenti delle Camere, aspettiamo. Ho piena fiducia in Mattarella.

Dunque, due ipotesi anche per i presidenti delle Camere – esploratori o pre-incaricati – ma con una differenza non da poco. Nel senso che se si comincia dal centro-destra pi probabile un pre-incarico alla presidente Casellati o a Salvini (o a chi indicher Salvini) proprio per verificare se c’ la effettiva possibilit di un accordo tra tutta la coalizione (da Berlusconi a Salvini) e i 5 Stelle. Se invece si comincer dal Movimento chiaro che si vanno ad esplorare le opzioni alternative: solo con la Lega o con il Pd visto che il “no” al Cavaliere gi noto. Come ripetono al Quirinale nulla deciso ma dalle parti di Palazzo Grazioli e anche di via Bellerio, si aspettano che si parta con loro. E questo perch si sono presentati uniti e compatti alle ultime consultazioni e dunque i numeri sono dalla loro parte. Certo che ieri le dichiarazioni all’attacco del leader leghista su tutto, lasciavano pensare che lui volesse allontanarsi da ipotesi di Governo.

Comunque, se Di Maio e Salvini non riusciranno a chiudere nelle prossime ore, il capo dello Stato comincer a mettere alla prova, una a una, le soluzioni politiche sul campo. E quindi se si comincia dal centro-destra e fallisce, subito dopo si passer al Movimento. E solo se tutte le opzioni politiche saranno scartate dai leader ci sar l’approdo verso un governo istituzionale o di tutti. Ma prima di raggiungere quel “porto” sicuro occorre che si misurino – o consumino – i partiti che hanno avuto il miglior risultato elettorale.

Un punto, infatti, non in discussione per Mattarella: che si possa prescindere dall’esito delle urne. E quindi i protagonisti di questa fase saranno il centro-destra e i 5 Stelle. Salvo accertare che sono loro la causa dello stallo. Ma questa “certificazione” avr bisogno dei prossimi passaggi scelti dal capo dello Stato.

© Riproduzione riservata

[ Fonte articolo: Il Sole 24 Ore ]

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