Juventus, Buffon: “Non smetterei mai di giocare. Donnarumma il mio erede“

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Il portiere bianconero, intervistato da Costanzo, rivela: "È dura lasciare, deciderò il mio futuro a fine stagione con il presidente. La delusione per l'eliminazione dai Mondiali è stata enorme, speravo di chiudere la carriera in bellezza. Calciopoli? Mi ha fatto malissimo: sono stato ingiustamente infangato due volte"

ROMA – "Smettere o continuare? La verità è che un giocatore non smetterebbe mai di giocare": In un'intervista concessa a Maurizio Costanzo, che andrà in onda giovedì in seconda serata su Canale 5, Gigi Buffon non nasconde di essere ancora tormentato sul suo futuro: "Non posso dire bugie o creare false aspettative o illusioni – spiega – La verità è che mi devo incontrare con il presidente col quale abbiamo questo patto tra gentiluomini prima della fine del campionato, ci incontreremo, faremo il punto della situazione e prenderemo la scelta definitiva".

IL POST-SVEZIA È STATO MOLTO DIFFICILE – Il portiere bianconero si racconta a tutto tondo. Partendo dalla mancata qualificazione a Russia 2018: "Sono stati giorni molto difficili: volevo chiudere la carriera con il Mondiale perché penso che poteva essere l'occasione più bella per ricordare e onorare. Sarebbe stata una passerella finale perfetta. Purtroppo non è andata così però penso anche che a 40 anni io debba fare determinate dichiarazioni perché è giusto fare un passo indietro, è anche una questione di sensibilità perché visto che sono sempre stato un punto di forza delle mie squadre non vorrei mai diventare un peso. A 40 anni non lo devi più dire te ma gli altri…".

CALCIOPOLI MI HA FATTO MALISSIMO – Buffon parla anche del passato, di calciopoli e del calcioscommesse: "Mi ha fatto male, non tanto, tantissimo, perché sono stato non una volta ma ben due volte gratuitamente infangato e su un aspetto che per me è fondamentale cioè la lealtà sportiva. Su quello proprio non transigo. La cosa che mi ha fatto soffrire di più il calcioscommesse? Sicuramente, senza ombra di dubbio. Sono state due vigliaccate mirate a uno sportivo e a un uomo che non se le meritava assolutamente… non porto rancore nei confronti di nessuno, però se dovessi rivedere certe persone un pochino mi innervosirei…".

DEPRESSIONE? HO FATTO I CONTI CON UN BUCO NERO – Il capitano bianconero torna anche sui motivi per cui è stato colto da depressione nel corso della sua carriera. "Perché ci sono degli snodi nella vita, probabilmente nel momento in cui da giovane e superficiale stai entrando in una dimensione di uomo un po' più maturo in cui devi fare i conti con dei buchi neri che fino a quel momento non hai preso in considerazione. E queste valutazioni ti fanno cadere in un limbo, in un'apatia che può sfociare nella depressione. Una cosa molto brutta, poi soprattutto per un carattere esuberante e gioioso come il mio… il non riconoscersi penso sia la peggiore delle cose…".

RINGRAZIO SEREDOVA, D'AMICO PER SEMPRE  – Spazio alla vita privata, alle donne della sua vita a cominciare da Alena Seredova. "È una persona che ringrazierò perché alla fine ho passato dieci anni veramente belli con lei e lei me li ha dedicati come penso di averglieli dedicati io. Poi abbiamo fatto due figli stupendi, molto educati e di quello gran parte del merito va a lei…però penso che alla fine come in tutte le cose c'è un dare e un avere e io ho ricevuto tanto da lei, penso di aver dato tanto…e poi basta". Ora nella sua vita c'è Ilaria D'Amico che Buffon in passato ha definito la donna del "per sempre". "Io penso che Ilaria sia veramente una donna speciale e secondo me il nostro rapporto è un qualcosa di straordinario e proprio per questo immagino che ci sarà una evoluzione in futuro e che dureràOAS_RICH(‘Bottom’); fino a che la morte non ci separerà".

DONNARUMMA IL MIO EREDE – Infine uno sguardo a chi potrebbe raccogliere la sua eredità: "Sicuramente per doti e inizio carriera Gigi Donnarumma è il portiere che in questo momento è sulla bocca di tutti ma in maniera meritata e poi però ci sono anche due o tre ragazzi che secondo me sono partiti un anno due più indietro rispetto a lui ma son di grande prospettiva".

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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