Alimentazione a metano per la riduzione delle emissioni

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Gli studi effettuati confermano come i veicoli alimentati a Cng consentano di ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e i costi

 
Non solo veicoli elettrici per una mobilità più compatibile. Seppure sia in crescita la popolarità e la diffusione dei veicoli alimentati a elettricità (ma la loro espansione su larga scala è ancora lontana), la soluzione più immediata per tagliare costi ed emissioni inquinanti resta quella legata al metano.
Una tecnologia già disponibile da tempo e alla quale si sono convertite anche case automobilistiche blasonate che hanno inserito modelli alimentati a metano nella loro gamma al fianco dei tradizionali diesel e benzina.
D’altronde gli ultimi dati di settore non lasciano spazio a dubbi quanto alla possibilità di riduzione della spesa e dell’abbattimento delle emissioni che si possono ottenere utilizzando il metano come carburante.
 
Secondo un’analisi del Centro Studi Promotor, diffusi nell’ambito del convegno “Gas naturale e biometano, eccellenze nazionali per la sostenibilità”, si può notare infatti, che nel 2016, grazie all’uso del metano nell’autotrazione, le famiglie e le imprese italiane hanno ottenuto risparmi che sfiorano i due miliardi di euro (per la precisione 1.882 milioni) nella spesa per il carburante.
A questo si aggiunge che, sempre grazie all’impiego di mezzi a metano è stato poi possibile evitare emissioni di CO2 per quasi un milione e mezzo di tonnellate.
Nel report annuale della Natural Gas Vehicle, l’associazione europea che promuove l’utilizzo di gas e biometano come combustibile nei veicoli,  è evidenziato il confronto delle emissioni inquinanti dei veicoli a metano (Cng) rispetto a gasolio e benzina in cui spicca che il metano sostanzialmente azzera le emissioni di particolato rispetto ai veicoli diesel.
 
In Italia la Snam sta fornendo un apporto determinante all’evoluzione del “prodotto gas” sostenendo lo sviluppo delle infrastrutture per favorire l’utilizzo non solo del gas naturale compresso (Cng), ma anche del gas naturale liquefatto (Lng) e del biometano nel comparto dei trasporti, come alternative più pulite e più efficienti rispetto ai carburanti tradizionali.
Il progetto della Snam prevede che entro il 2021 siano investiti 150 milioni di euro per realizzare fino a 300 nuovi distributori a metano sul nostro territorio, per ottenere una rete più capillare degli impianti di rifornimento e una diffusione più equilibrata nelle diverse regioni, migliorando così anche la qualità del servizio di erogazione agli utilizzatori.
L’impegno della società per l’implementazione della mobilità sostenibile rientra nell’ambito della collaborazione con Fca e Iveco, fermamente intenzionate ad ampliare ulteriormente le rispettive gamme di veicoli alimentati a gas naturale.
 
In ambito governativo,  è stato sottoscritto nell’ottobre del 2016 un memorandum d’intesa alla presenza del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, finalizzato al raddoppio delle stazioni di rifornimento a metano, fino a oltre duemila nei prossimi dieci anni in coerenza con la Direttiva europea Dafi recepita dal governo italiano, che sarà determinante al raggiungimento dell’obiettivo di crescita del parco circolante fino a oltre tre milioni di veicoli.
 
“Da un punto di vista ambientale – spiegano i tecnici – l’alimentazione a metano per automobili, camion e autobus consente una rilevante riduzione delle emissioni inquinanti del parco veicoli di cui è prevista la sostituzione, stimata in un 40% di CO2 (anidride carbonica) e oltre il 90% di NOx (ossidi di azoto) rispetto alle alimentazioni tradizionali, con una pressoché totale riduzione di ciò che maggiormente inquina le nostre città, ovvero il particolato.
Ciò comporterà un impatto diretto di circa 1,5 miliardi di euro per la tecnologia a gas naturale prodotta in Italia e oltre 1 miliardo di euro di investimento per le infrastrutture di distribuzione del metano per autotrazione a livello nazionale. Per i consumatori sono attesi risparmi fino a 800 milioni di euro in 5 anni”.
 
Sempre in tema di espansione dell’alimentazione a Cng, nel dicembre 2016, Snam e gruppo Api hanno siglato una lettera d’intenti per realizzare fino a 150 nuove stazioni di rifornimento a metano sul territorio nazionale all’interno della rete di punti vendita IP del gruppo Api, a cui a fatto seguito, nel maggio 2017, la firma di un accordo quadro per lo sviluppo di stazioni di rifornimento a metano (Cng e Lng) in Italia.
I presupposti per una maggiore diffusione di questo tipo di alimentazione sostenibile ci sono quindi tutti anche perché l’Italia dispone di una tecnologia consolidata e all’avanguardia nel mondo, ed è il primo mercato europeo per i consumi di metano per autotrazione, con oltre un milione di veicoli attualmente in circolazione.
 
Insomma, ben vengano i veicoli alimentati elettricamente, ma fino a quando nonOAS_RICH(‘Bottom’); saranno risolte tutte le problematiche che limitano fortemente la loro reale diffusione (costi troppo elevati, rete di rifornimento, autonomia ritenuta ancora limitata…), per contrastare le emissioni efficacemente è bene puntare su quello che abbiamo già a disposizione. (m.r.)

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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