Berlusconi: la sfida è con il M5S, sono una setta pericolosa. E avverte: 'no' a coalizione con Renzi

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In tema di immigrazione il Cavaliere torna ad annunciare un pacchetto di “norme di polizia” che vanno dall’introduzione del poliziotto di quartiere a vere e proprie segnalazioni da parte di privati cittadini perchè le forze dell’ordine individuino i migranti irregolari da avviare poi a ponti navali o aerei con cui li riportemo nei Paesi di origine

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05 febbraio 2018″La sfida è con M5S, non è più con la sinistra come una volta, la sinistra da sola si è fatta da parte per le sue divisioni interne e perché non ha saputo mettere insieme un progetto anche a livello europeo”. Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, parlando dell’appuntamento con le urne del 4 marzo, a Rainews24. Il Movimento 5 Stelle – mette in guardia il Cavaliere – “è un pericolo, non è un partito democratico, ma una setta guidata da un unico capo e che farebbero un disastro per l’Italia da cui si allontanerebbero famiglie e imprese”. Poi parlando del ‘patto’ con Lega e Fratelli d’Italia, che ha rafforzato le fila del centrodestra, Berlusconi spiega che non indica Salvini premier  “perché sono in campo sento ancora il dovere di esserlo perché c’è un pericolo molto grave”  (riferendosi ancora ai ‘grillini’). Di meglio non ha fatto certo il Pd di Matteo Renzi – prosegue – (a cui l’unico merito che riconosce è di aver eliminato i comunisti), che ha contribuito a far aumentare la povertà e la disoccupazione. Questo – aggiunge Berlusconi – ci porterà se sconfitti a le urne a non dare vita a una coalizione con i ‘dem’.  

Il Cavaliere sul programma precisa che le proposte del centrodestra sono proposte concrete, fattibili. E attacca gli avversari dicendo che “il reddito di cittadinanza non sarebbe possibile per l’enormità della cifra, il reddito di dignità è diverso, dà la differenza tra le entrate di una famiglia e la soglia decisa”. In tema di immigrazione torna ad annunciare un pacchetto di “norme di polizia” che vanno dall’introduzione del poliziotto di quartiere a vere e proprie segnalazioni da parte di privati cittadini perchè le forze dell’ordine individuino i migranti irregolari da avviare poi a ponti navali o aerei con cui li riportemo nei Paesi di origine, “dove però dovranno esserci stati dei Trattati di accoglienza”.  E spiega:  “Queste 600mila persone – dice rispondendo alla domanda su come individuare la quota di irregolari che il leader FI inquadra come ‘bomba sociale – le prendiamo con norme di polizia per le forze dell’ordine e i militari, con il poliziotto di  quartiere, e con il ritorno a operazioni come ‘Strade Sicure’ del 2010, con i militari in strada. 

Sui gravi fatti di Macerata – dove un 28enne ha ferito 6 immigrati a colpi d’arma da fuoco dopo che una 18enne italiana è stata ferocemente uccisa e fatta a pezzi da un nigeriano – Berlusconi ha spiegato: “E’ una cosa direi incomprensibile, solo uno squilibrato può fare una cosa del genere. Non credo che ci sia un discrimine per il colore della pelle. Per prima cosa approfitto di questa situazione per pensare a quello che è accaduto a Pamela, una cosa che se fosse successa ai miei figli avrebbe gettato tutti nella disperazione, poi c’è stato un fatto successivo che non bisogna attribuire ad una matrice politica ma di non sanità di mente. Noi italiani siamo tolleranti ed ospitali oggi però il numero di stranieri che non hanno un  lavoro e che sono diventati manodopera della criminalità organizzata ha portato ad una situazione che i numeri denunciano: ogni due minuti c’è un furto in casa”. 

Il Cavaliere parla anche degli equilibri europei.  “A Bruxelles a Juncker ho fatto vedere il nostro programma firmato dai nostri alleati, l’ho certamente rassicurato. E’ stato un incontro da lui ritenuto eccellente,  l’Europa guarda con speranza per il nostro risultato positivo contro i populismi”. 

Berlusconi infine parla del ‘suo’ Milan: “ho trovato un acquirente che ha mantenuto tutti i patti ma il Milan di quest’anno e dell’anno scorso calca i campi con un modulo che io non condivido e cio con una sola punta, quindi in una partita vediamo massimo uno o due tiri in porta. Ricordo Boskov che diceva ‘per fare gol tirare in porta’: questo dovrebbe essere tenuto in considerazione da Rino Gattuso che insiste con il modulo a una punta”. 
 

[ Fonte articolo: Rai News ]

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