Dieci giorni con l’iPhone X: la prova interattiva dello smartphone Apple

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Schermo eccellente, buona autonomia, fotocamera al top non bastano più: con Face ID e il nuovo design, l’ultimo modello segna la strada per il futuro

Questa recensione dell’iPhone X non è la consueta anteprima, ma una prova che abbiamo effettuato nel corso di dieci giorni. Nata dall’uso quotidiano, con l’idea di raccontare com’è e come funziona il nuovo smartphone Apple. Ecco quello che abbiamo scoperto.  

 

Primo contatto  

La scatola è bianca, l’iPhone X è bianco. L’impressione è di un oggetto di lusso, rifinito perfettamente. Il bordo è in acciaio a specchio, e così l’accostamento ricorda un po’ il vecchio iPod. Qui però non c’è plastica, solo vetro, una speciale versione del più recente Gorilla Glass, che secondo Apple è la più resistente mai adoperata su uno smartphone. A differenza di tutti gli altri iPhone, la parte frontale è sempre nera, per il retro i colori disponibili sono solo due: Space Grey e Silver.  

 

Il design è la caratteristica che prima di tutte salta all’occhio: appena più grande dell’iPhone 8, ha tuttavia uno schermo da 5,8 pollici contro i 5,5 dell’iPhone 8 Plus. Il display non è davvero borderless: i bordi laterali sono all’incirca grandi come quelli dell’iPhone 8, però scompare il pulsante home e lo spazio disponibile è sfruttato al massimo. Sul retro, la sporgenza per le due fotocamere è verticale anziché orizzontale, è più grande perché comprende anche i led per il flash e non ha il raccordo morbido presente sugli altri modelli: non è più un elemento da nascondere ma quasi una caratteristica distintiva, da esibire.  

 

 

Spento, il nuovo smartphone Apple è un display e basta, completamente trasparente verso il mondo. Fa sembrare vecchio non solo l’iPhone 8 Plus, ma anche gli altri Android, con i loro schermi enormi. In mano, l’iPhone X è più pesante di quanto ci si aspetti, e anche questo contribuisce a una generale sensazione di solidità. Il tempo dirà se l’impressione è giusta: l’acciaio del bordo sembra molto resistente, mentre il vetro posteriore è destinato a graffiarsi con l’uso di tutti i giorni, almeno a giudicare dalla nostra esperienza con l’iPhone 8 Plus.  

 

 

Il passaggio  

Una delle caratteristiche più utili di iOS 11 è un’opzione di configurazione automatica che consente di trasferire rapidamente le impostazioni da un vecchio iPhone a uno nuovo. È sufficiente tenere gli apparecchi uno vicino all’altro per far comparire un messaggio “Imposta nuovo iPhone”, seguito da un processo di accoppiamento simile a quello dell’Apple Watch. Un tocco, qualche minuto di attesa, e informazioni come le credenziali Wi-Fi, l’accesso Apple ID e molte altre vengono trasferite senza sforzo al nuovo iPhone. Per il resto c’è il ripristino da iCloud, che funziona benissimo: indispensabile, però, una connessione wi-fi e tanta pazienza.  

 

Il display  

È la prima volta che un iPhone utilizza un display OLED, invece che LCD: questo significa che lo smartphone Apple ha ora maggiore definizione e dettaglio nelle zone di ombra, con il contrasto e i neri profondi visti sul Samsung Galaxy S8. Il display è infatti prodotto dall’azienda coreana su specifiche di Cupertino. Ha una definizione di 2436 x 1125 pixel, angoli di visualizzazione molto buoni, e un’ottima luminosità che rende agevole la lettura anche alla luce del sole. Apple ha evitato i toni troppo saturi di altri schermi Oled, optando per un bilanciamento più naturale. Ci sono Dolby Vision e Hdr, quindi i film su Netflix (al momento una delle poche app compatibili con i nuovi standard) sono perfetti. In più, TrueTone adatta la temperatura di colore dello schermo alla luce esterna; il sistema funziona come sull’iPad Pro, ma qui i sensori sono sei anziché quattro.  

 

La lunetta  

Alla lunetta superiore ci si abitua presto,anche se talvolta dà fastidio nei video e nei giochi. Lo spazio disponibile è limitato anche dalla barretta che ha preso il posto del pulsante Home: con le dimensioni più slanciate dello schermo, contribuisce a ridurre ancora lo spazio orizzontale. Alcune app sono già ottimizzate (Netflix, Snapchat, Facebook), altre lo saranno a breve (ad esempio Telegram); altre però probabilmente mai. Curioso il caso di Mail: sull’iPhone 8 Plus in orizzontale la visualizzazione è la stessa dell’iPad, con il riepilogo della casella a sinistra e il corpo della mail a destra, mentre sull’iPhone X, che pure ha un display più ampio, la visualizzazione è come sugli iPhone più piccoli, ossia una mail per volta. In verticale invece, il testo che si può leggere in una sola schermata dell’iPhone X è all’incirca lo stesso dell’iPhone 8 Plus. Altrettanto incomprensibile è l’assenza dei tab in Safari, quando usato in posizione orizzontale.  

In generale, però, l’iPhone X da 5.8 pollici offre meno spazio utilizzabile rispetto ai 5.5 pollici dell’iPhone 8 Plus, per il diverso rapporto tra base e altezza (19.5:9): questo appare evidente anche nell’app Fotocamera, che ha due vistose tacche nere in alto e in basso. Sono più piccole le icone, ma anche i tasti, e per chi parte dal Plus ci vuole un po’ di tempo per abituarsi. Inoltre, se è vero che la larghezza ridotta consente di impugnare comodamente il nuovo modello, però la lunghezza rende difficile raggiungere col pollice il bordo superiore dello schermo.  

 

I tasti  

Non c’è il tasto Home, quindi una serie di gesti prima familiari ora sono completamente diversi: per tornare alla home serve ad esempio uno swipe dal basso. Sui modelli precedenti così compariva il control center, che qui viene attivato con uno swipe dall’angolo superiore destro verso il basso. Partendo dal centro o da sinistra, invece, si avrà accesso alle notifiche. Per vedere tutte le applicazioni aperte ancora uno swipe dal basso, ma con un breve stop al centro del display. Il testo laterale serve ora per accendere e spegnere l’apparecchio, per catturare una schermata (se premuto insieme a Volume su), per attivare Siri. Premuto due volte, avvia Apple Pay; anche qui per confermare il pagamento c’è il Face ID al posto di Touch ID.  

 

 

Metterci la faccia  

Senza tasto Home non c’è sensore di impronta digitale. Apple avrebbe potuto posizionarlo sul retro,come hanno fatto quasi tutti i produttori Android, o seguire l’esempio di Sony, che ha usato il pulsante laterale. Invece ha scelto di sostituirlo con una tecnologia completamente nuova, basata sul riconoscimento facciale. Ma configurare Face ID è perfino più facile di Touch ID, e basta qualche secondo. Meglio settarlo in un ambiente con luce naturale, magari inclinando parecchio il volto in modo che la scansione sia più completa. In questo modo si aumentano anche le probabilità che Face ID funzioni quando il telefono è su un piano, ad esempio una scrivania. Qui infatti è subito evidente la differenza con Touch ID: mentre prima per un rapido controllo bastava appoggiare il dito sul tasto home, ora è necessario guardare verso l’iPhone, quindi occorre sollevarlo o tenere la faccia parallela al piano, il che si traduce in una posizione abbastanza goffa. 

A parte questo, Face ID funziona con o senza occhiali (anche da sole) e perfino al buio, grazie a un sistema a raggi infrarossi che proietta sul volto 30 mila punti, li mappa e li riconosce in circa mezzo secondo. Face ID – spiegano da Apple – è stato testato con i migliori produttori di maschere di Hollywood; può fallire una volta su un milione, e più di frequentemente in caso di bambini sotto i 13 anni o di gemelli monozigoti.  

 

Face ID #iphonex #infrared

Un post condiviso da Bruno Ruffilli (@bierre) in data: 15 Nov 2017 alle ore 09:04 PST

 

Ci si abitua presto allo sblocco col volto, e anzi è talmente veloce che è come se non ci fosse affatto: si può fare lo swipe per andare alla home anche prima che compaia l’icona del lucchetto sbloccato. Ma appunto, serve uno swipe: e non si capisce perché, visto che lo sblocco con Touch ID porta direttamente alle app. Per il resto, Apple ha integrato Face ID in iOS per funzioni come la conferma di pagamento in App Store, i login alle app, e Portachiavi per le password in Safari. Per gli sviluppatori non servono ritocchi al codice: basta cambiare la dicitura. Una chicca: se stiamo guardando lo schermo, la fotocamera frontale riconosce gli occhi e non manda il display in stop; anche il volume della suoneria e delle notifiche sarà più basso del consueto.  

 

Come suona  

Anche qui, niente jack da 3,5 mm per le cuffie , ma la confezione comprende un mini adattatore. In compenso il bluetooth funziona bene e senza cadute. iTunes non supporta ancora ufficialmente file audio Flac ad alta risoluzione, ma con Wav il suono è eccellente: il basso è dettagliato, il midrange è preciso, gli alti sono contenuti, pur mantenendo tutta la trasparenza che si possa desiderare, ponendo così l’iPhone X al livello dei migliori lettori audio dedicati. 

Molto buoni anche gli altoparlanti stereo integrati, che suonano notevolmente più forte di qualsiasi altro iPhone fino a oggi, con un audio più pulito: fare a meno dell’auricolare non è un gran problema. A proposito di audio e di suoni, l’iPhone X ha una suoneria ad hoc, attiva di default: si chiama Riflesso, ed è molto piacevole anche se forse non proprio perfetta per chi si trova spesso in ambienti rumorosi.  

 

 

Fotocamera  

La fotocamera a doppia lente introdotta per la prima volta nell’iPhone 7 Plus è stata migliorata sull’8 Plus, e qui è ancora più avanzata: la stabilizzazione ottica dell’immagine è presente infatti su entrambe le lenti, non sul solo grandangolo. I sensori sono dotati di pixel più grandi e meglio separati, per prestazioni ottimale anche in condizioni di scarsa illuminazione. C’è anche un nuovo filtro per colori più saturi. Il teleobiettivo consente come sempre di avvicinarsi al soggetto senza perdere dettaglio, ed è molto veloce nella messa a fuoco. La modalità HDR è sempre attiva e regola efficacemente il bilanciamento in condizioni di illuminazione difficili. Alla fine, quella dell’iPhone X è una delle fotocamere smartphone migliori oggi disponibili su uno smartphone.  

 

L’effetto Bokeh è realizzato via software, ma il risultato è di solito molto buono, mentre il nuovo effetto di Illuminazione Ritratto utilizza entrambe le telecamere per mappare i contorni del viso, quindi applica effetti digitali per ricreare l’illuminazione di una lampada da studio. La novità è che sull’iPhone X è disponibile anche sulla fotocamera frontale. 

 

Poi ci sono gli Animoj. Sono emoticon animati che seguono i movimenti del volto e registrano la voce, così potrete riempire le conversazioni su iMessage di scimmie, unicorni e altro (ma si possono usare anche su altre chat, dove saranno trasformati in brevi filmati). È un esempio di come funziona la telecamera TrueDepth; viene usata anche dall’app Clips di Apple e da Snapchat. 

 

Bionico  

Sono disponibili due tagli di memoria: 64 GB e 256 GB, e forse avrebbe avuto senso avere anche un taglio intermedio. Il chip A11 Bionic è lo stesso dell’iPhone 8 e 8 Plus e garantisce prestazioni eccellenti. Due dei sei nuclei del processore sono dedicati a calcoli di intelligenza artificiale, e tra le altre cose regolano l’autofocus, controllano Siri e FaceID. Il chip è in grado di utilizzare solo una parte delle risorse per ottimizzare il consumo di energia, e siccome la batteria è più grande dell’iPhone 8 Plus, l’autonomia raggiunge facilmente un’intera giornata e spesso la supera. Apple ha introdotto la ricarica veloce, ma non il caricabatteria veloce, però si può usare quello di un MacBook e in questo modo bastano 30 minuti per arrivare al 50%. 

 

Anche la ricarica senza fili è un’opzione: serve infatti un caricabatterie compatibile, e per ora quelli disponibili sono prodotti da altre aziende; l’iPhone X adotta lo standard Qi e la scelta è piuttosto ampia. In ogni caso ci vorrà molto più tempo per arrivare a una ricarica completa.  

 

 

Infine  

Da una parte il presente, l’iPhone 8 (e 8 Plus), con il suo software che funziona perfettamente, con il suo design familiare, con i piccoli e grandi miglioramenti che si sono susseguiti in quattro generazioni. Dall’altra il futuro: l’iPhone X, con una linea tutta nuova, un hardware fantascientifico, alcune intuizioni geniali. Ma anche qualche incertezza e alcune incongruenze, che verranno corrette col tempo. L’ultimo smartphone Apple si trova un po’ nella situazione dell’iPad Pro, quando è stato presentato, qualche mese fa: l’hardware c’è, ma il software non è del tutto all’altezza. Messo in vendita con iOS 10, solo con iOS 11 l’iPad Pro è diventato veramente ciò che era: una macchina potente e versatile, ottima per gli utilizzi professionali come per lo svago. Succederà lo stesso anche con l’iPhone X: “La sua funzionalità è decisa in maniera determinante dal software. E per la natura fluida del software, questo prodotto cambierà e si evolverà.Tra 12 mesi sarà in grado di fare cose che non può fare ora”, ha detto in una recente intervista Jonathan Ive, responsabile del design Apple. “Penso che guarderemo indietro e lo considereremo un punto molto significativo in termini di prodotti che abbiamo sviluppato”.  

 

L’iPhone X è l’iPhone che verrà. Nonostante il prezzo elevato (si parte da 1189 euro), i tempi di attesa si aggirano intorno alle 4 settimane: è richiestissimo, forse anche perché segna una tappa importante per Apple e per tutta l’industria degli smartphone, un po’ come il primo iPhone nel 2007. Dieci anni più tardi , l’iPhone X è una nuova sfida: non un miglioramento più o meno rilevante, com’è successo finora, ma una visione del futuro.  

 

 

[ Fonte articolo:La Stampa ]

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