Nel 2016 cala il numero di aborti (grazie all’abolizione della ricetta per la pillola del giorno dopo)

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Il ministero della Salute, con 10 mesi di ritardo, ha diffuso la relazione relativa alle interruzioni di gravidanza dell’anno 2016: “Il numero totale delle Ivg stato pari a 84926, per il terzo anno consecutivo inferiore alle 100mila unit. La relazione attribuisce parzialmente il calo del numero delle interruzioni volontarie di gravidanza all’eliminazione dell’obbligo di ricetta per la contraccezione d’emergenza”.
Nel 2016 cala il numero di aborti (grazie allabolizione della ricetta per la pillola del giorno dopo)

La relazione del ministero della Salute relativa alle interruzioni di gravidanza e all’applicazione della legge 194 nell’anno 2016 finalmente arrivata, in ritardo di circa 10 mesi. Presentata nei giorni scorsi, la relazione individua una riduzione del 3,1% del numero complessivo di interruzioni volontarie di gravidanza rispetto all’anno precedente. Il numero totale delle Ivg stato pari a 84926, per il terzo anno consecutivo inferiore alle 100mila unit. La relazione attribuisce parzialmente il calo del numero delle interruzioni volontarie di gravidanza all’eliminazione dell’obbligo di ricetta per la contraccezione d’emergenza, ovvero per la cosiddetta pillola del giorno dopo. In sostanza, dunque, l’aver semplificato l’accesso alla contraccezione d’emergenza avrebbe diminuito i casi di gravidanze indesiderate e dunque ha evitato a molte donne didover ricorrere all’aborto.

“Tutti gli indicatori confermano il trend in diminuzione: il tasso di abortivit (numero di IVG per 1000 donne tra 15 e 49 anni), che rappresenta lindicatore pi accurato per una corretta valutazione della tendenza del ricorso allIVG, e stato 6.5 per 1000 nel 2016, rispetto a 6.6 nel 2015, con una riduzione dell1.7%. Il dato italiano rimane tra i valori pi bassi a livello internazionale”, si legge nella relazione.

“I dati AIFA riportati dalla relazione mostrano un incremento significativo delle vendite di UPA (pi che decuplicate dal 2014 al 2016). Se realmente cos fosse, la Ministra dovrebbe trarre le ovvie conseguenze,eliminando lobbligo di prescrizioneper le ragazze minorenni, e permettendone la distribuzione gratuita nei consultori e nei poliambulatori”, commentanoMirella Parachini, Filomena Gallo e Anna Pompili di Associazione Luca Coscioni eAssociazioneMedici Italiani Contraccezione e Aborto.

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“Il ricorso allIVG nel 2016 e diminuito in tutte le prime fasce di et, mentre e leggermente aumentato nelle donne dai 35 anni in su. I tassi di abortivit pi elevati restano fra le donne di et compresa tra i 25 e i 34 anni. Per quanto riguarda la distribuzione percentuale, nel 2016 il 46.5% delle donne italiane che hanno abortito era in possesso di licenza media superiore, mentre il 45.9% delle straniere aveva la licenza media. Il 47.4% delle italiane risultava occupata (in aumento rispetto al 2015, quando le occupate erano il 42.9%), mentre per le straniere la percentuale delle occupate del 39.2%. Per le italiane la percentuale delle nubili (57.8%) in aumento e superiore a quella delle coniugate (35.6%), mentre nelle straniere le percentuali sono molto pi simili (46.8% le coniugate, 47.3% le nubili). Il 43.9% delle donne italiane che ha eseguito una IVG non aveva figli”, si evince dalla relazione.

Anche per quanto riguarda il numero di interruzioni volontarie di gravidanza eseguite da ragazze minorenni il dato appare stabile e molto simile a quello del 2015: “Tra le minorenni, il tasso di abortivit per il 2016 e risultato essere pari a 3.1 per 1000, valore identico a quello del 2015, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti (3.7 nel 2014, 4.4 nel 2012), con livelli pi elevati nellItalia centrale; i 2 596 interventi effettuati da minorenni sono pari al 3.0% di tutte le IVG (erano il 2.9% nel 2015). Come negli anni precedenti, si conferma il minore ricorso allaborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dellEuropa Occidentale”.

Sono anche in diminuzione i tempi di attesa per ricorrere all’aborto:tra rilascio della certificazione e l’intervento, la percentuale di IVG effettuate entro 14 giorni e aumentata, arrivando a toccare quota66.3% nel 2016 (era il 65.3% nel 2015 e il 59.6% nel 2011). E inoltre diminuita la percentuale di IVG effettuate oltre le 3 settimane di attesa: 12.4% nel 2016 rispetto a 13.2% nel 2015 e 2014, e al 15.7% nel 2011.

Sebbene il quadro dipinto dalla relazione appaia abbastanza positivo, sussistono comunque elementi di viva preoccupazione. Come denunciato dall’Associazione Luca Coscioni: “Quando si afferma che in alcune regioni un maggior numero di ginecologi obiettori di coscienza si associa ad una diminuzione dei tempi di attesa, ci si dovrebbe chiedere se questo dato non sia correlabile al ricorso a metodiche fai da te in ambienti nei quali laccesso alla procedura ostacolato dallelevato numero di obiettori di coscienza”, spiega Filomena Gallo.

L’obiezione di coscienza, infatti, a quarant’anni dall’introduzione della legge 194 permane ancora un problema in Italia: solo il 59,4% delle strutture con reparto di ostetriciapratica interruzioni volontarie di gravidanza, in spregio a quanto prescritto dalla normativa. Inoltre, denuncia sempre l’associazione Luca Coscioni, anche per quanto riguarda l’operativit dei consultori sussisterebbero non pochi problemi: “Come sempre, con un banale copia-incolla dalle relazioni precedenti la ministra ci ricorda la centralit del ruolo del consultorio familiare e limpegno del ministero nel rafforzamento della rete dei consultori. La relazione ci dice che i consultori sono 0,6 ogni 20.000 abitanti (il POMI del 2000 ne prevedeva 1 ogni 20.000 abitanti), rilevando, per,che ‘molte sedi di consultorio familiare sono servizi per let evolutiva o dedicati agli screening dei tumori e pertantonon svolgono attivit connessa al servizio IVG’. Dunque i consultori di fatto sono sempre meno, con equipe incomplete, mortificati e ridotti allosso, impossibilitati a svolgere quel ruolo specifico definito dalla legge 405 del 75 e fondamentale per una reale azione di prevenzione del ricorso alla IVG”.

[ Fonte articolo: Fanpage ]

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