Al Metropolitan Museum di New York scatta il biglietto obbligatorio

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Dal 1° marzo i non residenti dovranno obbligatoriamente pagare 25 dollari per entrare nella più grande e famosa istituzione culturale del mondo

Anche il Metropolitan Museum of Modern Art di New York si arrende: dal 1° marzo i non residenti dovranno obbligatoriamente pagare un biglietto dal costo di 25 dollari per entrare nella più grande e famosa istituzione culturale del mondo. Dopo quasi 50 anni finisce la politica del “pay as you wish”, che consentiva a tutti di entrare al museo con un’offerta volontaria, una soluzione molto gradita da numerose generazioni di studenti e turisti. Ma negli ultimi 13 anni, mentre i visitatori sono passati da 4,7 a 7 milioni, la percentuale di persone che pagava la somma volontaria suggerita, 25 dollari, è passata dal 63 al 17%, decretando la fine del lungo esperimento. Ora i 25 dollari li pagheranno tutti, meno le persone che risiedono nello Stato di New York e che dovranno mostrare un documento alla biglietteria.  

 

Nel 1970, quando il “pay as you wish” entrò in vigore, alla Casa Bianca c’era Richard Nixon e nelle strade di New York sfilava il primo gay pride. I tempi sono cambiati, le spese sono aumentate, i finanziamenti dei privati, del governo e del comune sono diminuiti, così come i visitatori disposti a pagare volontariamente. Al Metropolitan non è rimasto che seguire l’esempio di tanti altri musei del mondo, che hanno alzato il costo del biglietto e ridotto drasticamente omaggi e ingressi gratuiti. Daniel Weiss, direttore del museo, non ha preso questa decisione alla leggera. “Sappiamo – ha detto – che saremo criticati, la gente non rinuncia facilmente ad abitudini come quella di entrare gratis in un museo. Ma il Guggenheim e il Moma fanno già pagare 25 dollari e il biglietto del cinema ne costa 15, quindi credo sia normale pagare anche per vedere le collezioni del Metropolitan”.  

 

Al New York Times, al New York Post e nelle redazioni di molti altri giornali non la pensano così. Holland Cotter, uno dei critici d’arte del Times, ha ribadito che i musei dovrebbero essere gratuiti: “La gente dovrebbe poter attraversare la strada ed entrarvi liberamente, così come fa per andare in biblioteca”. Tanto più che, ha aggiunto la sua collega Roberta Smith “lo status non profit dell’arte è supportato dalle tasse”. Ma gli introiti governativi e le donazioni dei privati non bastano più a finanziare il budget di 305 milioni di dollari del museo. Cotter ha scritto che i fondi potrebbero invece essere sufficienti, se fossero spesi meglio. Poco tempo fa, 65 milioni di dollari se ne sono andati per realizzare una nuova fontana nel museo: poiché i biglietti obbligatori frutteranno tra i 6 e gli 11 milioni di dollari l’anno, rinunciando alla non indispensabile fontana si poteva mantenere l’ingresso libero per altri 10 anni.  

 

La decisione del Museum of Modern Art riflette la situazione sempre più difficile di tutti i musei del mondo. A mantenere l’ingresso gratuito tra quelli più importanti sono rimasti solo la National Gallery e il British Museum a Londra e il Prado a Madrid, che rinuncia però a vendere biglietti solo dalle 18 alle 20. In Italia si discute se fare pagare anche l’ingresso al Pantheon di Roma, una decisione rinviata solo perché è anche una chiesa che ospita tombe reali. I biglietti italiani continuano comunque a essere tra i meno costosi. Se si pagherà l’equivalente di 20 euro per entrare al Metropolitian, l’ingresso agli Uffizi ne costa 17, così come quello ai Musei Vaticani. E per vedere una collezione inestimabile e apparentemente infinita come quella dell’Hermitage se ne spendono solo 14. Ma di una cosa non si può certamente dubitare: il Metropolitan farà presto scuola. 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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