Los Haitises tra grotte e mangrovie

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Questo meraviglioso Parco Nazionale, sito nel nord-est della Repubblica Dominicana, secondo la Lonely Planet rappresenta una delle mete da visitare nel 2018

Non solo mare cristallino, bachata e merengue. La Repubblica Dominicana è una destinazione che, data la diversità dell’offerta, attira turisti da ogni parte del mondo. Stando ai dati forniti da Neyda Garcia, Direttrice dell’Ufficio del Turismo in Italia, da gennaio ad agosto 2017 sono stati accolti ben 4.400.124 visitatori, ovvero un +5.64% rispetto allo stesso periodo del 2016.

A richiamare l’attenzione del popolo dei viaggiatori non sono, infatti, solo le sue spiagge. Oltre alle sfumature cristalline dell’Oceano Atlantico e del Mar dei Caraibi e al calore e all’ospitalità dei suoi abitanti, a incantare è una vegetazione tropicale lussureggiante che ben si presta a innumerevoli escursioni.

Parco Nazionale Los Haitises, il lato selvaggio della Repubblica Dominicana Una delle mete più ambite dagli amanti dell’eco-turismo è la Penisola di Samaná , un paradiso naturalistico così bello da togliere il fiato. I meriti vanno alla grande varietà di paesaggi caratterizzati da spiagge bianche, foreste di mangrovie, piscine naturali e cascate scenografiche. Proprio qui, nel nord-est del Paese, si trova il Parco Nazionale Los Haitises il cui fascino lo ha portato a guadagnarsi un posto di tutto rispetto nel volume “Best in Travel 2018” della Lonely Planet. Figura infatti nella Top 10 delle mete da visitare nel 2018.

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Cosa aspettarsi? Questo parco, che in Taino significa “terreno collinare”, in 1.375 km2 vanta la bellezza di 60 isolotti di formazione calcarea, i cosiddetti “mogotes”. Proprio qui sono state girate alcune scene di pellicole di fama mondiale quali “Jurassic Park” e “Pirati dei Caraibi”. Non è tutto. Sono più di novanta le specie di piante che si possono ammirare a Los Haitises: a spiccare sono soprattutto le mangrovie, note anche come “radici del mare” che, occupando un’estesa area, formano la più grande foresta del Paese. La zona, inoltre, essendo un vero proprio “santuario degli uccelli”, ben si presta al bird watching: basta alzare gli occhi al cielo per veder volare aironi, pellicani e tante altre specie (se ne contano in totale ben 112).

Tra gite in barca e bird watching Imperdibili anche le “cuevas”, immense grotte scavate dal mare dove, in passato, trovarono rifugio i Taino. Parliamo della prima popolazione amerindia che si stabilì ai Caraibi la cui presenza è testimoniata da disegni rupestri precolombiani che nessuno è mai riuscito a decifrare. Degne di nota anche la Bocca dello Squalo e il punto in cui sfocia il fiume Naranjo: impossibile resistere. Tuffarsi è quasi un dovere in quanto qui è possibile nuotare in compagnia di un’infinità di pesci tropicali.

Whale watching sulle orme delle ballenas jorobadas Gli amanti della natura e della fotografia possono inoltre dedicarsi al whale watching. Il periodo compreso da metà gennaio a metà marzo corrisponde alla stagione dell’amore delle balene: sono più di 10 mila le megattere (le “ballenas jorobadas”) che scelgono questa baia per l’accoppiamento dando vita a uno degli spettacoli naturalistici più affascinanti del mondo. Organizzando escursioni in barca nel Banco de la Plata, nel Banco de la Navidad e nella Bahía de Samaná, è possibile ascoltare i maschi mentre intonano il canto dell’amore e si esibiscono in salti, soffi, tuffi e straordinarie acrobazie.

 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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