Moto: Caliari(Ancma), incidenti per pessime infrastrutture

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Ma sono dovuti anche alla distrazione degli automobilisti

MILANO – Aumentano le immatricolazioni di veicoli a due ruote e aumenta anche il numero di incidenti che li vedono coinvolti.

“Per anni abbiamo avuto un mercato che scendeva del 20% e gli incidenti erano diminuiti”, afferma Pierfrancesco Caliari direttore generale di Ancma, l’associazione dei costruttori di moto e accessori, commentando i dati diffusi a Eicma, il salone internazionale delle due ruote in corso alla Fiera di Milano, I dati indicano un aumento della mortalità in incidenti stradali tra i centauri dell’8,1% (29 vittime in più) nei primi dieci mesi del 2017. “Tuttavia – aggiunge – la causa di questo incremento va ricercato nelle pessime infrastrutture e nella poca eduzione stradale di tutti i protagonisti della circolazione, a cominciare dalla distrazione degli automobilisti”.

“Infatti il maggior numero di incidenti si registrano in città e in quelle strade che erano provinciali e regionali. In autostrada invece il numero degli incidenti è infinitamente basso e l’autostrada – spiega Caliari – è il percorso più sicuro per i motociclisti. Questo perché la causa della incidentalità in moto è dovuta al 40% alle condizioni delle infrastrutture e sale fino a sfiorare il 60% la colpa di terzi. Oggi noi abbiamo infrastrutture pessime, strade pessime, segnalazioni pessime, strade tenute in maniera pessima. Ma il numero degli incidenti per quanto riguarda moto e biciclette è dovuto in gran parte anche a terzi: è sempre più palese la distrazione degli automobilisti coi telefonini e altri dispositivi. C’è troppa arroganza, c’è bisogno di più educazione stradale”. Costruttori di moto e altri protagonisti di tutte la filiera la loro parte per la sicurezza continuano a farla senza tregua.

“Dalle gomme che sono sempre più performanti a livello di sicurezza, ai freni e agli altri dispositivi che oggi si montano sulle moto, ma anche l’abbigliamento, i caschi – ovviamente se tutto questo è omologato – l’industria sta facendo tantissimo – conclude Caliari -. Ancma ad esempio si sta adoperando perché sia reso obbligatorio l’uso del paraschiena, fondamentale per diminuire di almeno 2,5 milioni i costi sanitari che lo Stato deve sopportare per invalidità gravi”.

[ Fonte articolo: ANSA ]

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