48 ore a … Cartagena, perla storica della Colombia

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La Cattedrale ma anche il Palazzo dell’Inquisizione, isole da paradiso tropicale ma anche il povero mercato di Bazurto. Volo diretto con Klm

Cartagena, in Colombia, in vista delle Feste si addobba di alberi di Natale, di Babbi in costume rosso e di renne secondo la tradizione del Natale ai Tropici, sotto il sole che picchia a 30 gradi ma senza umidità cattiva (dicono che qui esistano solo due temperature, «caliente» e «mas caliente», e adesso che è inverno siamo sul caliente secco). La città è bellissima e merita una visita più lunga di 48 ore, però ci atteniamo alla regola di questa rubrica, ed ecco una proposta di tour concentrato. 

 

Il primo giorno a Cartagena va senz’altro dedicato al centro storico, altrimenti detto “Ciudad Amurallada” (cioè Murata) perché è circondato da una decina di chilometri di muraglia, che nessuno ha avuto il coraggio di abbattere quando gli spalti non servivano più. O meglio, hanno provato a buttarne giù un pezzetto, ma ci è voluta così tanta dinamite che si è preferito lasciar perdere. Per il secondo giorno di visita a Cartagena proporremo qualche mossa azzardata.  

 

 

PRIMO GIORNO  

Ore 8,30. Abbiamo cominciato la visita di Cartagena andando in taxi il Castello di San Felipe, che si trova poco fuori dal centro storico, in una posizione che domina l’accesso alla città dal mare. I cannoni di questa fortezza non sono rimasti inoperosi, perché Cartagena ha subìto nei secoli ripetuti attacchi di corsari e della flotta britannica. Anche Henry Morgan le ha fatto l’onore di attaccarla nel 1669. 

 

Il poderoso Castello di San Felipe ha difeso per secoli l’accesso a Cartagena dal mare (Wikimedia Commons/ Martin St-Amant)  

 

Ore 10. Il giro a piedi del centro storico comprende la Cattedrale di Santa Catalina e la Chiesa di San Pedro Claver, la Plaza Santo Domingo e molto altro da scoprire (non stiamo a fare l’elenco). La cosa più curiosa è il Palazzo dell’Inquisizione, oggi museo; i colombiani hanno un rapporto complesso con la religione, fatto di forte fede ma anche di ricorrenti polemiche anticlericali, di volta in volta in nome dell’Illuminismo, della massoneria, del socialismo o dello spirito laico contemporaneo; e questo rapporto complesso si rivela anche nel conservare tenace memoria dell’Inquisizione. Questo museo non è un unicum, ce ne sono esempi anche altrove (Italia compresa), ma è inconsueto. A Cartagena nel cortile del Palazzo è conservata pure una ghigliottina.  

 

Ore 12. Pranzo al ristorante Juan del Mar. 

 

Uno scorcio della Cattedrale di Santa Catalina (flickr/Luz Adriana Villa)  

 

Ore 14. Degustazione di caffè, con spiegazione di ogni aspetto della coltivazione e della fruizione, al Café San Alberto. 

 

Ore 15. Eventuale shopping a caccia di prodotti locali (o pausa riposo). 

 

Ore 18,30. Giro in carrozza per il centro storico. Sarà una tipica cosa da turisti ma è davvero godibile perché la zona del centro è prevalentemente (anche se non totalmente) pedonalizzata, perciò il cavallo non è costretto a fare zig-zag fra le auto, non è un abusivo, la città è fatta per lui. 

 

Ore 19,30. Cena al ristorante El Santísimo. 

 

Ore 21. Serata all’Havana Club, che vanta di essere il più visitato dai vip americani, incluse varie stelle del cinema e del rock, e pure Hillary Clinton. 

 

Il campanile della Cattedrale visto da una delle strade laterali (Wikimedia Commons/diego_cue)  

 

 

SECONDO GIORNO  

 

Mattina/Opzione 1. Pick-up in albergo e visita in barca alla “Isleta” (isoletta) proprietà privata di un francese, Jean-Claude Bessudo, che ci abita e volentieri si intrattiene di persona con gli ospiti. la permanenza può durare fino alle ore 16, c’è tempo per fare il bagno in acque cristalline, che danno sulla tipica spiaggia di borotalco fra le palme. Dopo aver girato il 95% della zona caraibica e centro-americana possiamo testimoniare che la cucina sulla Isleta non teme confronti in fatto di cibo locale.  

 

Diana, 24 anni, hostess dell’agenzia Foodies e nostra guida al mercato Bazurto  

 

Mattina/Opzione 2. Visita al mercato Bazurto. Abbiamo esitato a suggerire questa alternativa, perché la zona è degradata e poverissima, ma vale la pena di visitarla ricorrendo ai servizi dell’agenzia Foodies: una bravissima guida di 24 anni, Diana, ci ha accompagnato fra le bancarelle, e poi alla trattoria lì in mezzo, facendoci notare ogni particolare (che altrimenti ci sarebbe sfuggito) con una grazia straordinaria, come se ci portasse in tour a vedere il centro di Parigi o di New York. All’inizio c’erano perplessità, alla fine è piaciuto a tutti. 

 

Se non si vuol mangiare al Bazurto: pranzo al Restaurante Candé. 

 

Pomeriggio. Tour guidato al quartiere di Getsemani, per tradizione parte povera del centro storico ma oggi in via di crescita economica, cosa che non piace a tutti. Anche qui consigliamo caldamente di ricorrere a una guida, nel caso specifico dell’agenzia Satistours. Il titolare è un nativo del quartiere e partendo dalla Iglesia Santísima Trinidad spiega il significato dei “murales” di cui questa zona della città va fiera.  

 

Sera. Giro della baia di Cartagena in barca. Consigliamo di contattare Boating Cartagena, e poi cena al Club de Pesca Restautant, scendendo direttamente dalla barca. Più tardi, relax presso Alquimico nel centro storico, che segnaliamo in quanto opposto dell’Havana Club della sera prima: tanto quello è trendy e animato quanto Alquimico è tranquillo e riflessivo. 

 

Un’altra immagine del quartiere Getsemani (flickr/Pedro Szekely)  

 

 

COME ARRIVARE  

 

Tutte le triangolazioni aeree portano a Cartagena ma la via più diretta dall’Italia è puntare su Amsterdam e prendere uno dei voli Klm che puntano su questa città. Tutte le altre opzioni, salvo errori, richiedono di cambiare aereo a Bogotà, o addirittura di cambiare compagnia. Questi aerei sono dei Boeing 787 Dreamliner, e avendo sperimentato sia la Business sia la Economy possiamo testimoniare che anche la classe meno costosa è comoda, grazie alla configurazione scelta da Klm, che non ammucchia quante più poltrone è possibile in Economy per fare cassa (la politica di troppe compagnie), ma distanzia bene i sedili uno dall’altro dando un certo spazio per stendere le gambe. Anche se il passeggero davanti abbassa il suo schienale per dormire, non invade oltremisura lo spazio vitale di chi sta dietro.  

 

 

Questi gli operativi dei nostri voli Klm (andata e ritorno): 

 

Sabato: Malpensa-Amsterdam 6,35-8,30 e poi Amsterdam-Cartagena 9,30-17,35 

 

Giovedì: Cartagena-Amsterdam 18,40-10,00 e Venerdì: Amsterdam-Malpensa 11,55-13,35 

 

Più in generale, Klm collega i maggiori aeroporti italiani a Cartagena 3 volte alla settimana, il martedì, giovedì e sabato, con coincidenza all`aeroporto di Amsterdam Schiphol. Prezzi validi tutto l`anno a partire da 933 euro in classe economica e da 2873 euro in classe business. Disponibile l’Economy Comfort. 

 

La Business Class del Dreamliner della Klm per Cartagena  

 

 

DOVE ALLOGGIARE  

 

A Cartagena il numero dei visitatori stranieri è passato dagli appena 5 mila del 1990 al milione e 200 mila dell’anno scorso. L’offerta di camere d’albergo è cresciuta in proporzione, in tutta la gamma che va dai cinque stelle lusso fino agli ostelli economici. Concentriamo l’attenzione su due alberghi cinque stelle lusso della catena Lhw (Leading Hotels of the World) perché possono interessare a due tipi di clienti, cioè ai turisti ma anche ai manager delle tante multinazionali industriali o dei servizi, anche italiane, che hanno investito nella regione di Cartagena.  

 

La torre dell’Università di Cartagena vista dall’albergo Lhw Casa San Augustin  

 

Una delle piscine della Cada San Augustin  

 

La Casa San Augustin è un magnifico palazzo del Seicento che in origine ospitava un convento di monache e perciò include anche una grande chiesa, ora sconsacrata e utilizzata per ricevimenti. Si trova vicino a piazza Simón Bolívar e offre trenta suites, inclusa la lussuosissima presidenziale, o meglio vicereale (Suite del Virrey), e alcune altre con piscina privata. Ovunque mobili d’epoca in legno massiccio. Il bar, aperto anche agli esterni, vanta 17 varietà di gin tonic e frequentazioni di sportivi e attori. Anche la lussuosissima spa è aperta al pubblico, al pari di una delle sale ristorante. Il soggiorno presso la Casa San Augustin è pensato soprattutto per coppie o singoli. 

 

L’altro cinque stelle lusso del gruppo Lhw a Cartagena, il Charleston Santa Teresa, è più grande, più spazioso e adatto anche a famiglie. Metà del palazzo risale al Seicento mentre una parte più nuova è del primo Novecento. Le suites sono 87, dalle quindici standard alle tre “Grand”. Uno dei ristoranti è in un cortile coperto, un altro si trova al sesto piano, accanto a una piscina con vista spettacolare su tutta Cartagena. La cucina del Charleston è curata da uno dei più noti chef colombiani, Harry Sasson. Curiosità: Natalia Navarro, la responsabile delle relazioni esterne, è stata Miss Colombia nel 2009.  

 

C’è da aggiungere che il gruppo Lhw disporrà dalla primavera del 2018 di un’altra struttura di lusso nei pressi di Cartagena: sull’Isla Barú verrà inaugurato l’Hotel Las Islas, composto da 54 bungalow (per la maggior parte collocati all’altezza delle chiome degli alberi) distribuiti in mezzo a 32 ettari di verde. 

 

 

– Hotel Casa San Agustin www.LHW.com/casasanagustin 

– Hotel Charleston Santa Teresa www.LHW.com/charlestonsantater 

– Hotel Las Islas www.LHW.com 

 

 

 

 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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