Fossombrone: al di là del ponte

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Il paese marchigiano ospita uno tra i ponti più lodati d’Italia: scopriamo il perché

In provincia di Pesaro Urbino, Fossombrone è il maggior centro della Valle del Metauro. E’ dominato da una Cittadella e dai ruderi della Rocca Malatestiana ma sono diversi i punti di interesse tra i tanti palazzi storici che custodiscono tesori preziosi ed interessanti chiese. La Pinacoteca Comunale, il Palazzo Comunale, il Palazzo Vescovile o quello della Corte Rossa tanto per citarne alcuni. Da aggiungere alla Casa-Museo Quadreria Cesarini, che ha trovato sede nel Palazzo Pergamino del Cinquecento: vi è esposta una collezione di oggetti di pregio, manufatti artistici ed opere di valore come tele, bronzi, sculture, porcellane, statue e marmi collezionati dal notaio Giuseppe Cesarini.

Le attrazioni di Fossombrone Ad attirare l’attenzione è anche la Chiesa barocca di San Filippo risalente al 1600, con la sua bellissima la facciata dai pregiati rilievi marmorei e il suo interno barocco con stucchi lignei realizzati da Tommaso Amantini. E’ però un ponte a far balzare Fossombrone agli onori internazionali, perché è uno dei più ammirati d’Italia grazie alla sua ardita semplicità del suo unico arco a tutto sesto: si tratta del Ponte della Concordia, conosciuto anche come Ponte Vittorio Emanuele o come Ponte sul Metauro. Il ponte scavalca infatti l’abitato sul Metauro a sud, e collega Fossombrone al vicino Borgo di Sant’Antonio. Una lapide posta ad un’estremità ricorda che venne ricostruito nel 1947 dal Ministero dei Lavori Pubblici, perché raso al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale con l’intervento dei tedeschi.

Ma è stato riedificato in maniera del tutto fedele all’originale, sempre ad un solo arco, che risale al 1782. L’opera originaria era dell’architetto pesarese Luigi Baldelli, il cui progetto era ad un solo arco, con piano stradale a schiena d’asino nella parte centrale, larghezza di 40 metri e altezza di 20, costruito in pietra del Furlo e rivestito di mattoni. Il Metauro alimentava anche un mulino ora in disuso, il Mulino Bonci o di Sopra, destinazione per una bella passeggiata in un gradevole contesto naturale. Per arrivare al mulino si percorre Via della Pace o Via Torricelli fino ad arrivare alle carceri, poi si segue a destra una stradicciola, Via dei Mulini, che termina in riva al fiume. Il Mulino Bonci non è più attivo dal 1985  ma comprendeva anche un frantoio per olive e fornisce al visitatore uno spaccato delle antiche tradizioni. La traversa che devia le acque per alimentare il Mulino è posta poco a valle del Ponte della Concordia.

 

[ Fonte articolo: La Stampa ]

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