Tumori: i 15 punti per migliorare la gestione dei pazienti oncologici

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Ogni giorno nel nostro paese mille persone ricevono una diagnosi di tumore maligno. Solo nel 2017 sono stati stimati 369 mila nuovi casi di cancro e i dati parlano di oltre 3 milioni e 300 mila persone che convivono con una patologia oncologica, il 5 per cento della popolazione italiana. Migliorare la vita di questi cittadini con una presa in carico efficiente in tutte le regioni tenendo conto della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale (Ssn) è lobiettivo del nuovo accordo di legislatura presentato negli scorsi giorni a Roma. Stipulato tra le 17 associazioni pazienti aderenti al progetto La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere e i politici nazionali e regionali che oggi fanno parte degli intergruppi parlamentari e consiliari del progetto, laccordo delinea in 15 puntiun percorso assistenziale ideale per i pazienti oncologici e onco-ematologici ed è finalizzato alla a ottimizzare la loro migliore presa in carico e cura.

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Laccordo di legislatura vuole essere una sorta di programma politico sulle patologie oncologiche – dichiara Annamaria Mancuso, presidente di Salute donna onlus, lassociazione pazienti che coordina il progetto – dalle reti oncologiche alle breast unit, dallo psico-oncologo al centro di assistenza e aervizi, dal programma Guadagnare salute sugli stili di vita alla lotta alle fake news, il paziente oncologico è oggi al centro di un universo che necessita di politiche attente e dedicate. Come associazioni pazienti vigileremo affinché tutto ciò avvenga nel rispetto dei vincoli e della sostenibilità del nostro Ssn. Il documento sarà presto fatto pervenire sui tavoli di tutti i partiti che si presenteranno alle prossime elezioni legislative e regionali e sarà oggetto di discussione e di confronto con tutti gli attori del sistema salute.

Questo accordo contiene elementi di dibattito che sono costanti nelluniverso delloncologia, ma ha il pregio della sintesi e della chiarezza negli obiettivi – ha dichiarato Paolo Marchetti, ordinario di oncologia medica e direttore dellunità operativa complessa di oncologia medica presso lospedale SantAndrea di Roma – ipercorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta), ad esempio, sono stati approvati in molte regioni; tuttavia nella loro attuazione molto spesso si esauriscono in una definizione di mandato più che in una identificazione concreta di trattamento. Ciò per una serie di ragioni: lassenza della figura delloncology case manager, che sarebbe meglio definire care manager, cioè un soggetto dedicato allapplicazione pratica delle decisioni del Pdta, lestrema frammentazione dei sistemi informatici, che rende pressoché impossibile ottenere una reale e qualificata attività dintegrazione delle informazioni, inficiando il risultato della discussione interdisciplinare. Tutto questo si può decisamente migliorare.

Secondo le indicazioni dellOrganizzazione mondiale della sanità (Oms) il cancro è la principale malattia a livello mondiale con 14,2 milioni di nuovi casi nel 2012 e una proiezione di oltre 21,6 milioni del 2030. Secondo il rapporto dellAssociazione italiana di oncologia medica (Aiom) e Associazione italiana dei registri tumori (Artum) le 5 neoplasie più frequenti nel 2017 sono quelle del colon-retto (53 mila nuovi casi), seno (51mila), polmone (41.800), prostata (34.800) e vescica (27 mila). Il tasso di sopravvivenza cresce ogni anno e oggi oltre il 60 per cento dei pazienti ha una sopravvivenza che raggiunge e può superare i 5 anni. Permangono purtroppo sul territorio nazionale notevoli disparità di trattamento dovute alle diverse gestioni delle singole regioni, che determinano tempi e qualità della prestazione profondamente diversi. In questa prospettiva la presa in carico del paziente è un momento strategico e può segnare la qualità del percorso terapeutico.

I 15 punti dellAccordo trattano temi fondamentali, quali il Piano oncologico nazionale (scaduto nel 2016 e non ancora rinnovato), le reti oncologiche, i registri tumori, le breast unit, i pdta e il team multidisciplinare nella gestione a 360° del paziente oncologico. E ancora: i centri accoglienza e servizi, il fondo per i farmaci oncologici innovativi, i test diagnostici e laccesso agli studi clinici, la psico-oncologia e le disparità regionali di accesso alle cure, le campagne di comunicazione sugli screening oncologici e gli stili di vita, fino allannoso fenomeno delle fake news. (MATILDE SCUDERI)

[ Fonte articolo: Libero Quotidiano ]

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