L’ambasciatrice di Palestina: “Italia riconosca stato palestinese e sua capitale, Gerusalemme Est“

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Parla Mai Alkaila, ambasciatrice palestinese in Italia: "Trump avrebbe potuto aiutare ad arrivare a un accordo ma questo gesto va nella direzione opposta. Unione Europea e Italia prendano le redini del processo di pace"

ROMA – Ambasciatrice in Italia di Palestina e Rappresentante Permanente presso agenzie delle Nazioni Unite come Fao, Ifad e World Food Programme, Mai Alkaila ha il tono fermo e la voce seria mentre la raggiungiamo telefonicamente in un giorno fondamentale per il futuro della sua terra. Conscia del ruolo che potrebbero avere Italia e Unione Europea in questo momento storico, arriva diretta al punto: “se incontrassi Paolo Gentiloni oggi gli chiederei di compiere un passo decisivo riconoscendo lo Stato di Palestina e Gerusalemme Est capitale del nostro Stato. Il momento storico è arrivato, Italia e Unione Europea hanno l’opportunità di diventare, ora, protagoniste principali del processo di pace tra Israele e Palestina. Invitiamo Italia e Unione Europea a riconoscere definitivamente lo Stato di Palestina”.

Recentemente il Presidente Abu Mazen ha dichiarato a Repubblica che Trump avrebbe potuto essere un attore principale del processo di pace, che auspicava una pace tra due stati con l’aiuto del presidente americano. Cos’è successo?
“Trump è imprevedibile. Noi contavamo di poter arrivare a una soluzione del conflitto con il suo aiuto, lui stesso aveva dato qualche segnale in questa direzione. Con la scelta di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, il Presidente degli Stati Uniti è andato in direzione diametralmente opposta, andando contro tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite, contro il diritto internazionale umanitario e contro la stessa soluzione dei due stati”.

L’Iran ha già dichiarato il suo aperto supporto alla causa palestinese, è diventato il nuovo interlocutore principale dei palestinesi?
“La posizione della Palestina nello scacchiere tra Iran e Arabia Saudita è e rimarrà neutrale. Certamente, però, ogni supporto, in questo momento, è il benvenuto. L’Iran ha sempre supportato Hamas e Hamas è parte del popolo palestinese”.

Negli ultimi mesi Hamas e Al-Fatah hanno riaperto un forte dialogo, questa scelta americana rischia di incrinarlo?
“No, il processo di riconciliazione con Hamas va avanti. Oggi il primo ministro palestinese ed altri membri del governo erano a Gaza, proprio a testimonianza di quello che le dico”.

Siete soddisfatti dalla reazione della Lega Araba?
“Abbiamo sempre bisogno di supporto e in questo frangente ne abbiamo ancora di più. Ma ripeto: non ci aspettiamo solo il supporto dei Paesi arabi ma anche dell’Unione Europea”.

Crede che la reazione palestinese possa diventare più dura in questi giorni?
“Non si può non attendere una reazione ad un’azione di questo genere, una reazione è normale. Oggi c’èOAS_RICH(‘Bottom’); stato uno sciopero generale e ci sono già stati alcuni scontri”.
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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