Emissioni auto, raggiunto l’accordo: l’Europa supervisionerà omologazioni e test

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In futuro la Commissione potrà effettuare controlli sulle auto, ordinare richiami e infliggere multe fino a 30 mila euro per veicolo

Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo politico per aumentare il livello di qualità e indipendenza dell’approvazione delle emissioni inquinanti dei veicoli di nuova omologazione, dei controlli delle auto già in circolazione e per rafforzare il sistema europeo con una supervisione Ue. È stato lo scandalo delle emissioni fuorilegge “dieselgate” a far emergere la necessità di controlli più rigidi in fase di omologazione: attualmente le autorità nazionali sono pienamente responsabili del controllo di conformità dei costruttori auto e delle eventuali misure correttive, come richiami e ammende.  

 

I negoziati sono durati a lungo: come riporta Reuters, la Germania e l’Italia hanno opposto una certa resistenza all’iniziativa, ma l’Unione Europa ha spinto affinché le procedure di controllo che precedono la commercializzazione di nuovi veicoli siano supervisionate da Bruxelles e non più dai singoli Paesi produttori. In futuro la Commissione potrà effettuare controlli sulle auto, far scattare richiami dei veicoli su scala Ue e infliggere multe fino a 30 mila euro per veicolo in caso di violazione della legislazione. Al negoziato istituzionale Ue, ha partecipato come sempre anche la Commissione.  

 

Per mantenere l’autorizzazione a testare i nuovi modelli di veicoli da parte di uno Stato membro, i servizi tecnici saranno sottoposti ad audit regolari e indipendenti sulla base di parametri stretti. Commissione e Stati potranno contestare una designazione in caso di problemi. Le autorità nazionali competenti saranno sottoposte ad audit da parte di Bruxelles per garantire che le regole siano applicate “rigorosamente” in tutta la Ue.  

 

Al contempo, però, non è stata mantenuta la proposta comunitaria di modifica del sistema di remunerazione per evitare che i servizi tecnici addetti ai controlli siano pagati direttamente dai produttori auto. 

 

Per quanto riguarda i veicoli già circolanti gli Stati dovranno procedere a controlli regolari per campione. Tutti gli Stati possono prendere misure immediate di salvaguardia contro veicoli non conformi nel loro territorio senza aspettare che l’autorità che ha dato il via libera al veicolo agisca, come avviene attualmente. 

 

Il nuovo regolamento mantiene l’attuale divieto di installare dispositivi di disattivazione dei sistemi di controllo delle emissioni e in futuro i produttori dovranno permettere l’accesso ai protocolli del software del veicolo. Tale misura, indica la Commissione, “va di pari passo con le regole sulle emissioni in condizioni di condotta reale che renderà molto difficile aggirare le prescrizioni”. I produttori auto, inoltre, dovranno divulgare le loro strategie di riduzione delle emissioni come avviene negli Stati Uniti. 

 

L’accordo politico dovrà ora essere sottoposto all’approvazione formale di Consiglio e parlamento. Il regolamento sarà applicabile direttamente in tutti gli Stati e sarà obbligatorio il 1 settembre 2020.  

 

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[ Fonte articolo: La Stampa ]

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