Catalogna, in 45mila in piazza a Bruxelles per l’indipendenza: “Europa, svegliati!“

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Slogan e migliaia di bandiere a sostegno delle posizioni anti-Madrid e del presidente destituito Puigdemont, anche lui in piazza. E in molti cartelloni si legge "Rajoy è il  nuovo Franco"
 

BRUXELLES. Una marea di bandiere catalane gialle e rosse colorano il grigio quartiere comunitario di Bruxelles, sovrastato dal plumbeo cielo di dicembre. "Sono 45mila", afferma la polizia belga, più del doppio del previsto. La grande manifestazione per l'indipendenza catalana nel cuore dell'Europa si sta svolgendo pacificamente.

Famiglie, persone di ogni ceto sociale, nipotini e nonni, genitori, adolescenti, musica, pifferi e cori animano il parco del Cinquantenario, polmone verde della zona delle istituzioni Ue contagiato dall'allegria dei manifestanti. Urlano "Libertà", espongono cartelli e vessilli giganti. Sono arrivati con 250 pullman, 5 charter e migliaia di auto private percorrendo più di 1300 chilometri. Non c'è una stanza libera negli hotel cittadini e dei dintorni, in molti sono stati ospitati dalle famiglie belghe, con i fiamminghi in prima fila per via della simpatia con cui vivono la battaglia catalana.

OAS_RICH(‘Bottom’);Non a caso l'epopea dell'esilio belga di Carles Puigdemont è partita proprio dal partito nazionalista delle Fiandre, l'Nva, che ha invitato nel Paese il leader di Barcellona con il sogno di usare la Spagna come apriscatole per spaccare anche il Belgio. 
 
Sarà proprio Puigdemont, ex presidente catalano in fuga dalla giustizia, a chiudere la manifestazione con un comizio in Place Jean Rey, esattamente a metà strada tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione europea. Non a caso l'hashtag della manifestazione è #WakeUpEurope. Un'Europa che in questi mesi di crisi catalana – complice l'alleanza politica che lega i vertici delle istituzioni Ue, tutte in mano ai popolari, alla Moncloa di Rajoy – è restata muta, appoggiando con il suo silenzio il governo spagnolo e che non ha alcuna intenzione di schierarsi con Barcellona. Né ora, né mai.

Indipendenza Catalogna, 45mila in piazza a Bruxelles: c’è anche Puigdemont

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Ma Puigdemont la sua battaglia l'ha già vinta: è riuscito a barricarsi in Belgio evitando il carcere spagnolo, ha condotto una battaglia legale che ha portato, lunedì, al ritiro del mandato d'arresto europeo da parte di Madrid, spaventata da un probabile rigetto dell'estradizione da parte dei giudici belgi che avrebbe azzoppato le accuse mosse a Puigdemont.

E infine ha centrato l'obiettivo che si era prefisso con l'avventurosa fuga da Barcellona (via Marsiglia) del 30 ottobre: condurre la campagna elettorale in vista del voto catalano del 21 dicembre da qui, da esule.

Strategia che proprio oggi tocca il suo apice: mai si è visto a Bruxelles un appuntamento elettorale straniero così affollato. Ora saranno le urne a dire quale sarà il futuro del leader in esilio e della Catalonia, con la crisi che ha infiammato l'Europa destinata a riaccendersi quando il risultato del voto sarà noto.
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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