Argentina, l’ex presidente Kirchner incriminata per il patto con l’Iran

0

Svolta nelle interminabili indagini sull'attentato Amia. Kirchner oggi è senatrice: la sua camera dovrà decidere se revocarle l'immunità

L'attentato contro l'associazione ebraica di Buenos Aires – l'Amia – del 18 luglio 1994, che provocò 85 morti e centinaia di feriti, torna a commuovere l'Argentina. Il giudice Carlos Bonadio ha incriminato l'ex presidente, e ora senatrice, Cristina Kirchner, e chiesto al Senato di revocarle l'immunità per poterla processare. L'accusa per Kirchner è di tradimento della patria e occultamento di prove.

Bonadio ritiene l'ex presidente (in carica dal 2007 al 2015) colpevole di aver negoziato segretamente con l'Iran per garantire l'immunità ad alcuni alti dirigenti di Teheran che erano stati individuati dalle indagini come corresponsabili e mandanti dell'attentato. Insieme a Cristina, Bonadio ha spiccato un mandato d'arresto anche per l'ex ministro degli esteri Hector Timermann.

Per ora è escluso che la Kirchner possa essere arrestata. Per toglierle l'immunità sono necessari i voti dei due terzi dei senatori. Fonti parlamentari, citate dai giornali argentini, escludono che la revoca dell'immunità si possa discutere prima del marzo dell'anno prossimo, aggiungendo che sarebbe anche insolito farlo per una carcerazione preventiva. Nel gruppo parlamentare peronista, per esempio, esiste un accordo secondo il quale la revoca si concede solo quando la sentenza diventa definitiva.

All'interminabile indagine sull'attentato dell'Amia, una sorta di grande e irrisolto enigma per il quale sono stati accusati nel corso del tempo gli Hezbollah libanesi, la Siria e l'Iran, è legato anche un altro mistero della storia recente: la morte, nel gennaio di due anni fa, del procuratore Alberto Nisman. Fu proprio Nisman, indagando sull'Amia, a parlare di un patto segreto tra il governo di Cristina Kirchner e l'Iran. Ed ora l'inchiesta di Bonadio lo conferma. Nisman venne trovato morto nel suo appartamento alla vigilia di un suo intervento in Parlamento nel quale avrebbe accusato Cristina Kirchner del patto segreto quando questa era ancora presidente. Le indagini non hanno mai chiarito se Nisman si suicidò o venne ucciso. Anche se i suoi familiari sono convinti che dietro la morte del procuratore ci sia stata la mano dei servizi segreti del governo di Cristina.

Nisman aveva accusato l'allora presidente, il ministro degli esteri, e altri funzionari del governo peronista, di aver organizzato "un piano criminale" per salvare gli iraniani sospettati dell'attentato all'Amia in cambio di favori economici. Gli accusati, tutti alti funzionari o diplomatici iraniani erano stati colpiti nel 2013 da un mandato di cattura internazionale quando il governo Kirchner firmò un memorandum d'intesa con Teheran nel quale si accordava che potevano essere interrogati solo in Iran.

Ora Cristina si difende definendo "un'assurdità" le accuse contro di lei ma sembra che ormai la sua stella politica sia comunque in declino, nonostante la recente elezione in Senato. L'ex presidenteOAS_RICH(‘Bottom’); è sotto inchiesta in diversi procedimenti. Il più insidioso per il suo futuro politico – Cristina vorrebbe ripresentarsi tra due anni candidata alla presidenza – è quello del riciclaggio attraverso un centro turistico di sua proprietà in Patagonia.
 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

*