Accelerazione sul Biotestamento, il voto finale il 14 dicembre. 'No' di FI

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La discussione del testo era iniziata ieri pomeriggio dopo la decisione della conferenza dei capigruppo di calendarizzarlo immediatamente. Mina Welby: buona legge, ben scritta 

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06 dicembre 2017L’aula del Senato ha respinto la pregiudiziale di costituzionalità al ddl sul biotestamento. Inizia così la discussione generale sul provvedimento. Prima del voto alla pregiudiziale il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli aveva chiesto la verifica, poi espletata con successo, del numero legale. La discussione del testo sul biotestamento era iniziata ieri pomeriggio dopo la decisione della conferenza dei capigruppo di calendarizzarlo immediatamente. 

Giovedì 14 il voto finale in Senato
Il voto finale sul ddl sul biotestamento sarà giovedì prossimo, 14 dicembre, con dichiarazioni di voto a partire dalle 11. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo del Senato. A partire da martedì ci
sarà l’esame degli emendamenti: quelli presentati sono 3005.

Favorevoli Pd, Liberi e Uguali e M5s
 A favore del provvedimento sono il Pd (“è una nostra priorità, chiudiamo la legislatura all’insegna dei diritti”, commenta Luigi Zanda), Liberi e Uguali e il M5S (“I nostri voti ci saranno anche al Senato – assicurano i pentastellati – Vigileremo su possibili trabocchetti. Manca poco: un ultimo sforzo”).

Contrari Lega e Forza Italia
Contraria la Lega, mentre Ap pur dicendosi pronta a lasciare libertà di coscienza attacca il testo: “Se non verranno accolte le nostre richieste – tuona Maurizio Lupi – Alternativa popolare voterà no”. Anche Forza Italia potrebbe lasciare ai propri senatori la possibilità di scegliere singolarmente cosa votare, così come fatto alla Camera, dove alcuni deputati azzurri dissero sì al testo. Il Senato esaminerà poi il regolamento interno, sul quale c’è un accordo di massima tra i gruppi.

Dopo l’approvazione del ddl sul biotestamentoentro, dovrebbe tornare a palazzo Madama la legge di Bilancio per la terza lettura, dopo le modifiche della Camera. L’idea, spiegano fonti di maggioranza, è quella di arrivare all’ok – non escludendo l’ipotesi di ricorrere alla fiducia – entro il 22 o al massimo il 23 dicembre. A quel punto, nonostante in calendario ci siano i provvedimenti che riguardano i testimoni di giustizia, gli orfani di crimini domestici, la prevenzione dell’estremismo jihadista e, appunto, lo ius soli, potrebbe calare il sipario sulla legislatura.

Cosa prevede la legge
Rifiutare le terapie, comprese nutrizione e idratazione artificiali, diventa un diritto. Vietato l’accanimento terapeutico. Ok all’obiezione di coscienza per i medici che non vogliono staccare ‘la spina’. La legge si divide in due parti: una più generale sul consenso informato sui trattamenti sanitari e quella sulla compilazione delle Dat (disposizioni anticipate di trattamento) attraverso le quali una persona potrà lasciare le sue volontà circa i trattamenti sanitari a cui essere sottoposto o da rifiutare quando non sarà più cosciente a causa di un incidente o una malattia. 

Mina Welby: buona legge, ben scritta
“Questa è una legge buona e ben scritta”. Lo afferma Mina Welby, membro dell’associazione Luca Coscioni e moglie di Piergiorgio Welby, morto di distrofia muscolare il 20 dicembre del 2006, commentando in un’intervista al Corriere della Sera la legge sul biotestamento. “Lui (Piergiorgio, ndr) sarebbe felice. All’eutanasia non arriveremo mai, scriveva, accontentiamoci del biotestamento”, aggiunge spiegando che “noi vogliamo la buona morte, compreso il diritto alle cure palliative, rinforzato nel testo che viene discusso in Senato. Queste cure evitano il tormento. Quando si arriva alla fine i dolori spariscono, resta l’angoscia, terribile, di continuare a vivere maneggiati da altri. L’eutanasia serve solo in casi speciali e spero che sarà il prossimo traguardo”.

[ Fonte articolo: Rai News ]

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