Riprese a tutto tondo

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Tutto intorno a te, come nella celebre pubblicit di una banca di alcuni anni fa. Niente soldi n investimenti per: qui parliamo della nuova frontiera dei video, quella a 360 gradi. Una tecnologia che c’entra con la realt virtuale (VR) ma che vive a s. Questo tipo di filmati infatti pu essere apprezzato non solo con un visore VR (che resta la soluzione migliore) ma anche con uno smartphone, un tablet o un pc. Quale che sia lo schermo, i video 360 stanno crescendo in qualit e quantit, grazie alla possibilit di caricarli su Facebook e YouTube ma anche grazie ai videoreportage 3D di testate quali New York Times e Corriere .

Filmati in 4K

Se ne vedono di pi anche perch produrne uno alla portata di tutti. Solo pochi anni fa per creare uno di questi filmati era necessario accoppiare diverse camere (spesso da 6 a 10 action cam tipo GoPro) e ricorrere a un lavoro di post-produzione software. Ora ci sono oggetti tascabili che svolgono la stessa funzione (anche se con qualit non professionale). Ci sono modelli nati per funzionare con lo smartphone, come Lg 360 Cam, Ricoh Theta SC e soprattutto Gear 360 di Samsung, arrivata quest’anno alla seconda versione. L’azienda coreana, che presidia con decisione il campo della realt virtuale (ha anche il visore Gear VR compatibile con gli smartphone Galaxy), ha creato un oggetto compatto che realizza filmati fino a 4K (4096 x 2048 pixel), che si impugna bene grazie al manico-treppiede integrato e che soprattutto consente di mandare i video in diretta sui social network. Uno degli utilizzi pi divertenti che permette ai nostri contatti di immergersi nel luogo in cui ci troviamo.

Action Cam

Nel 2017 sono sbarcate nei negozi anche le prime versioni 360 delle action cam. Alle KeyMission 360 di Nikon si affiancata di recente la Virb 360 di Garmin. Forse il prodotto pi ambizioso tra quelli che citiamo oggi, Virb 360 una camera per amatori che strizza l’occhio anche a possibili utilizzi (semi) professionali, come testimonia il prezzo (799 euro) pi elevato dei concorrenti. Tra le caratteristiche: possibilit di girare video fino a 5.7K di risoluzione, impermeabilit fino a 10 atmosfere, audio multidirezionale e sovrapposizione a schermo di dati G-Metrix (distanza, velocit, altitudine e molto altro) raccolti da Gps e sensori, anche esterni. Qualit che occhieggiano soprattutto agli amanti degli sport estremi che vogliono creare video con quel tocco di novit garantito dai 360 gradi.

L’inquadratura facile

Utilizzare uno di questi oggetti non richiede di frequentare scuole di cinema. Anzi, la facilit anche superiore a quelle di una normale videocamera. Il video 360 alla portata di tutti perch non si pu sbagliare l’inquadratura: la camera riprende tutto quanto intorno a essa, in ogni direzione. I modelli consumer hanno due occhi digitali montati spalla a spalla in direzioni contrapposte. Due obiettivi che coprono un angolo visuale di 180 e poi il software (a bordo della camera oppure sullo smartphone a cui va collegato il gadget) a occuparsi del cosiddetto stitching, l’unione dei filmati speculari realizzati dalle due ottiche.

Difficile sparire

Come tutti i video, anche quelli a 360 gradi hanno regole di linguaggio da rispettare, spiega Guido Geminiani, regista e ceo di Impersive, societ che realizza filmati VR professionali per nomi quali Milan, Coca Cola, Red Bull, Danone. Con i prodotti consumer difficile gestire ombre e alte luci in contemporanea. importante evitare luce diretta negli obiettivi, crea effetti sgradevoli. Visto che il video immersivo, bisogna dare il tempo allo spettatore di orientarsi: meglio un’inquadratura che duri almeno 10 secondi e senza cambi di orizzonte spiazzanti. Pu funzionare l’alternanza di scene statiche e in movimento ma come sempre questione di linguaggio, che va ben studiato. Infine, c’ da tener conto che in un’inquadratura a 360 gradi difficile nascondere chi filma. Muovendo la camera impossibile non comparire. Ma per certe riprese, come negli sport estremi, un valore aggiunto, la testimonianza che chi filma l, come un selfie. In altri casi metto la camera su un treppiede a 180 centimetri e mi metto a terra. Poi in post-produzione mi cancello con software di editing.

[ Fonte articolo: Corriere ]

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