In Zimbabwe ora comanda l’esercito

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Il dittatore Robert Mugabe è stato “preso in custodia” con la moglie e la tv di Stato è stata occupata: l’esercito dice che non è un colpo di stato ma una “misura correttiva”

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L’esercito dello Zimbabwe ha annunciato di avere preso in custodia il presidente Robert Mugabe e sua moglie ad Harare, la capitale del paese: è un colpo di stato, ma l’esercito ha negato parlando genericamente di una “misura correttiva senza spargimento di sangue”. I soldati hanno anche preso il controllo della televisione di stato e avviato ronde nelle strade di Harare. La situazione sembra essere tranquilla, con la popolazione che ha proseguito le proprie attività.

Nella notte un portavoce dell’esercito ha diffuso un comunicato tramite la televisione di stato, confermando l’iniziativa dei militari che avrebbe lo scopo di fermare “i criminali” intorno a Mugabe. Il presidente ha 93 anni ed è un personaggio molto controverso: negli anni Ottanta è stato primo ministro dello Zimbabwe, poi dal 1987 ne è diventato presidente instaurando un duro regime dittatoriale. Il portavoce ha ribadito che l’iniziativa militare non è un colpo di stato e che lo scopo è fermare: “I crimini che stanno causando sofferenze sociali ed economiche nel paese. […] Non appena avremo compiuto la nostra missione, ci aspettiamo che la situazione torni alla normalità”.

Stando alle informazioni raccolte da Associated Press, nella notte tra martedì e oggi si sono sentite almeno tre esplosioni ad Harare, con numerose segnalazioni di mezzi dell’esercito per le strade. L’ambasciata degli Stati Uniti ha chiuso per motivi di sicurezza e ha invitato i cittadini statunitensi a mettersi al sicuro. Comunicati analoghi sono stati diffusi da diverse altre ambasciate, anche se nel complesso ad Harare la situazione sembra essere tranquilla.

Lunedì scorso il comandante dell’esercito, Costantino Chiwenga, aveva minacciato di intervenire per calmare le tensioni politiche delle ultime settimane. Il partito di Mugabe, ZANU (Zimbabwe African National Union), aveva risposto accusandolo di avere un atteggiamento sovversivo nei confronti delle istituzioni. Sembra che ora sia comunque Chiwenga ad avere il controllo della situazione. L’esercito ha l’appoggio di parte della popolazione e dell’associazione dei reduci di guerra del paese, che aveva sostenuto il vicepresidente Chris Mutsvangwa fino alla sua estromissione la scorsa settimana.

È la prima volta che l’esercito interviene in modo così diretto e incisivo nella politica dello Zimbabwe da quando è al potere Mugabe. In quasi 40 anni i militari avevano sempre sostenuto il presidente e le sue politiche, consentendogli di fatto di instaurare il regime durato finora.

L’account Twitter di Zanu ha diffuso una serie di tweet negando che ci sia stato un colpo di stato, ma confermando il passaggio di potere senza spargimento di sangue.

Non c’è stato un colpo di stato in Zimbabwe. Si è deciso di intervenire perché la nostra Costituzione era minacciata, in questa fase di transizione sarà Emmerson Mnangagwa il presidente di Zanu, come previsto dalla Costituzione della nostra organizzazione. La notte scorsa la famiglia del presidente è stata presa in custodia ed è al sicuro, questa decisione si è resa necessaria per salvaguardare la Costituzione e la nazione. Né Zimbabwe né ZANU sono proprietà di Mugabe o di sua moglie. Oggi inizia una nuova era e Mnangagwa ci aiuterà a ottenere uno Zimbabwe migliore.
Non c’è stato un colpo di stato, solamente una transizione di potere senza spargimento di sangue che ha previsto l’arresto di persone corrotte e la detenzione di un anziano signore [Mugabe], che si era approfittato della situazione insieme con la moglie. Le poche esplosioni che sono state udite erano causate da alcuni corrotti che hanno fatto resistenza all’arresto, ma che ora sono in stato di detenzione.

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[ Fonte articolo: ilpost ]

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