“Under the Skin”, la Ferrari conquista il Design Museum di Londra

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Nel cuore della cultura dello stile va in scena lo sviluppo creativo e ingegneristico della casa di Maranello, attraverso una serie di vetture eccezionali ma anche con la ricostruzione storica del grande lavoro di Enzo Ferrari – Foto

 “Under the Skin”, si chiama così la spettacolare mostra che domani Ferrari inaugura a Londra, nel tempio mondiale dello stile, il Design Museum di Londra. Così a Kensington va in scena lo sviluppo creativo e ingegneristico della casa di Maranello, attraverso una serie di vetture eccezionali a partire dalla 125 S, la prima auto della Casa, ma anche con la ricostruzione storica del grande lavoro di Enzo Ferrari, qui celebrato anche nel suo ruolo di innovatore "stilistico".

Una consacrazione del mito che fino al prossimo 15 novembre sposta il baricentro Ferrari da Maranello a Londra, con l'esportazione dell'antica cultura di creazione di miti e con l'esposizione di pezzi rarissimi. Fra questi alcuni disegni tecnici dell'archivio storico del Cavallino Rampante e i motori originali, tutto per svelare il processo di progettazione delle vetture di ogni epoca, gettando uno sguardo inedito al lavoro ingegneristico che si nasconde dietro la loro bellezza esteriore. Da qui l'"under" del titolo.

OAS_RICH(‘Bottom’);E poi per sottolineare il legame con lo stile, saranno esposti diversi modelli di design e della Galleria del Vento per presentare l’evoluzione degli stili e delle tecnologie nel corso degli anni, ricordando come Enzo Ferrari fosse all’avanguardia nello sperimentare nuove tecniche scientifiche. Un percorso espositivo parallelo e fortemente connesso al primo ne ricorda inoltre le principali tappe biografiche, il lavoro e lo spirito competitivo che ha reso il suo nome celebre nel mondo.

La mostra è stata realizzata anche a Maranello prima dell'estate, nell'ambito delle esposizioni celebrative dei 70 anni del Cavallino, ma la versione inglese “Under the Skin” è molto diversa da quella italiana: più incentrata sulla figura di Enzo Ferrari e sulla ricerca di design.

A Londra infatti sono stati messi in piedi diversi percorsi. Il primo, ovvio, è "Enzo Ferrari", poi "The cars", "The clients" e "Racing". Chiude poi lo spazio "Design and engineering" e "The future": così per 18 sterline i visitatori si troveranno davanti il mondo di Maranello sotto gli occhi.

Tanti gli appuntamenti clou: il  15 novembere Flavio Manzoni parlerà davanti al pubblico. Il Senior Vice President del Design Ferrari, parlerà della filosofia che c'è dietro lo stile iconico della Rossa. il 26 novembre ci sarà inveve lo "Scalextric Sunday" per far divertire anche i più piccoli con i modellini Ferrari in azione. Infine il 1 dicembre "The Race to Immortality" dove Daryl Goodrich’s in un bellissimo documentario analizzerà vittorie e sconfitte della storia Ferrari

E veniamo alle auto esposte. Il cuore della mostra, le sezioni sono queste

1940 – 1949
Qui la regina è la 125S, la prima Ferrari della storia, nata nel 1947, poi andata distrutta ma ricostruita dalla Ferrari nel 1987 su dusifnu originali.

1950 – 1959
In esposizione la 166 MM Barchetta del 1950 che è stata la prima Ferrari di Gianni Agnelli, la 500 F2 del 1952 che è stata guidata da Alberto Ascari e la il telaio della 250 GT del 1957 che ha costituito la base per molti altri capolavori. Chiude la sezione la 250 GT Cabriolet del 1957 di Pininfarina, considerata una delle auto più belle di sempre

1960 – 1969
Si comincia con la 250 GT Berlinetta passo corto (SWB) del 1960, si passa per la 250 GT Berlinetta passo corto ‘Sperimentale’ del 1961 che ha portato allo sviluppo della GTO e che corse fra l'altro fra le mani di Stirling Moss a Daytona. E si arriva a sua maestà 250 GTO del 1962, il Gronchi Rosa del collezionismo, l'auto più preziosa – oltre 50 milioni di dollari – e pià ambita. In questa sezione anche la 275 GTB4 del 1967.

1970 – 1979
Spazio alla 365 GTB4 del 1973, più nota come Daytona.

1980 – 1989
In mostra un pezzo unico: la Testarossa Spider del 1986 realizzata apposta dalla Pininfarina per Gianni Agnelli. Ma anche la sempre ammiratissima F40 del 1988.

2000 – present day
Si comincia con la Ferrari F1-2000 con cui Michael Schumacher riporta il mondiale a Maranello dopo 21 anni e si passa alla "La Ferrari" Aperta del 2016.

 

[ Fonte articolo: Repubblica ]

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